Mesopotamia e dintorni

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Bice ci vizia L'ora tarda( per me almeno) mi fa sintetizzare in tre parole, Bice ci vizia, l'ammirazione per questo numero in particolare...Ricco, vario, multiforme. Brava Bice...

Così scrivevo, nel Guestbook di Bice, il 09/10/2007  alle 00.36…

Ero in partenza per Torino,  molto felice. Mi aspettava una breve vacanza, con la tanto desiderata visita al Museo Nazionale del Cinema,  una cena al Cambio, la visita alla Basilica di Superga e tanto altro, per il rinnovato piacere che questa città  indimenticabile e suggestiva sa donarmi sempre.

Ricordo che andai a dormire con la sensazione che il tempo del sonno fosse tempo perso, sensazione che ho provato spesso nella mia vita, quanto attendevo impaziente la mattina di un nuovo giorno, quando qualcosa di bellissimo mi sarebbe accaduto.

Oggi, mentre mi accingo a partire, con altro stato d’animo e altre aspettative, per la stessa città, mi  è venuta voglia di rivedere quel numero di Bice, appena uscito, numero che tanto mi aveva colpito, al punto da farmi scrivere quel breve commento nel Guestbook…Prima di partire volevo rivedere la Prima Pagina, l’Agorà, i commenti dei Lettori, forse anche per far tornare,  per  un istante almeno, le stesse sensazioni di quel giorno.

Ma non sono riuscita ad  aprire l’Archivio,  sembra sparito, svanito nel nulla, come se questi mille e più giorni non fossero mai esistiti.

Come se mai fossero stati pubblicati tanti numeri di un giornale, in cui  alla cronaca, alla politica, alle notizie ufficiali, spesso si sono aggiunti  pensieri, emozioni e ricordi personali, sia degli autori, sia dei commentatori.

Un patrimonio comune, in cui le cose pratiche del quotidiano, i problemi amministrativi della città, le preoccupazioni e le speranze  dei  cittadini, le passerelle e le promesse dei politici, le proteste e le denunce degli elettori, si sono mescolati  alla solidarietà, alle manifestazioni sportive, all’arte, al ricordo di persone ed eventi, a ricorrenze felici e non, dei singoli.

Così come nella vita, in cui si alternano profondità e leggerezza, praticità e sogno.

E il giornale non si è fermato  alla città di Modena,  questa moderna Mesopotamia, racchiusa tra Secchia e Panaro, ma si è esteso ai dintorni, ha coinvolto anche città  e paesi lontani, altre regioni d’Italia, fino ad arrivare oltreoceano.

Tutto questo sembra sparito.

Sicuramente si tratta di un piccolo disguido momentaneo, per quanto spiacevole, una di quelle inspiegabili bizze cui vanno soggetti i siti e forse già da domani tutto tornerà a posto.

Ma in  presenza di questi piccoli disguidi è legittimo interrogarsi ogni tanto, criticamente, sulla nostra imprudenza, se non addirittura sulla nostra  follia di affidare le parole scritte, le immagini,  i pensieri, le idee, i progetti, e tutto il nostro lavoro, soltanto ad un immateriale supporto, ad un mezzo informatico.

Mezzo pratico, veloce, facile…certo, ma che, improvvisamente,  appare inaffidabile e insicuro, non paragonabile alla pagina scritta.

Magari di un libro.

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