Medici di famiglia

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C’è un problema che viene affrontato nel modo sbagliato:quello dei medici di famiglia che vanno in pensione a 70 anni lasciando scoperti dei posti strategici nella medicina territoriale, fondamentale, oltre che per la prevenzione e la cura delle cronicità, per sollevare gli ospedali dagli accessi indiscriminati.

 


E’ da diversi anni che denunciamo la sottovalutazione dell’importanza della sanità da parte dello stato italiano. Basta accedere al nostro archivio per constatare che abbiamo ripetutamente denunciato l’inadeguatezza delle risorse destinate alla salute, la mancanza dei medici e il numero chiuso alla facoltà di Medicina. L’ abbiamo fatto in tempi non sospetti, quando ancora non si sapeva nemmeno che cosa fosse il Covid-19. E durante il lock-down ci siamo astenuti dal ricordarlo per questioni di stile: non volevamo sembrasse uno sciacallaggio quando era primaria la lotta al virus. Ma oggi che l’allarme sta rientrando non possiamo fare a meno di ricordarlo. E non per prenderci meriti che non vogliamo, ma per tenere alta la tensione sul tema sanità, prima che torni ad essere di nuovo trascurato.

Durante la pandemia sono state destinate risorse, potenziati reparti ospedalieri, fatte assunzioni di medici e infermieri, abolito l’inutile “esame di stato” che veniva richiesto per permettere di lavorare ai medici che si laureavano nelle Università riconosciuta dallo stato. Tutte cose che si potevano fare prima.

Ora c’è un altro problema che viene affrontato nel modo sbagliato. Quello dei medici di famiglia che vanno in pensione a 70 anni lasciando scoperti dei posti strategici nella medicina territoriale, fondamentale, oltre che per la prevenzione e la cura delle cronicità, per sollevare gli ospedali dagli accessi indiscriminati.

Quando un medico di famiglia compie 70 anni è costretto ad andare in pensione anche se è ancora un valido professionista e ha voglia di lavorare. Perché, dato che mancano i medici e siamo costretti a farne venire dall’estero, non si consente con un provvedimento urgente a questi nostri medici, tra l’altro dotati di grande esperienza e quindi particolarmente utili ed efficienti, di continuare a lavorare per qualche anno? Dov’è la Fimg, il potente sindacato dei medici di famiglia? Perché non si fa sentire?

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