Maya, Malachia… e così sia

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Ci siamo appena riavuti da una profezia... ed ecco che ripiombiamo in un'altra...
art. di Maria

 

In pochi minuti l’annuncio ha fatto il giro del globo, fra l’incredulità e lo sgomento, l’irrisione e la blasfemia, la riprovazione e l’umana pietà. Ma il clamore suscitato dalla notizia delle  dimissioni del papa  non può essere  paragonato a quello suscitato da eventuali altre notizie simili. Essa,  poiché riguarda un’autorità quasi esclusivamente morale, paradossalmente ha ancora più importanza rispetto alle dimissioni di chi detiene un qualsiasi potere temporale, che può essere più o meno facilmente rimpiazzato, per quanto possa essere irto di difficoltà il cammino. Creerebbe un grandissimo problema  la notizia delle dimissioni improvvise di Obama, tanto per fare un nome di importanza planetaria, ma, quali che siano i motivi addotti, salute o che altro, si provvederebbe alla rielezione. Qui, trattandosi come dicevo di autorità morale,  è molto più complessa sia per la macchina della rielezione, dato che da ogni parte del mondo devono confluire a Roma i cardinali elettori, sia per lo strascico inevitabile,e qui davvero nutrito, di illazioni che attorno a questa improvvisa decisione di Benedetto XVI sono nate.

Non si esclude la più semplice, ossia la vecchiaia, il papa  non dimentichiamolo è uno dei pontefici più vecchi della storia della Chiesa…indipendentemente dalla breve durata del suo pontificato, dal 19 aprile 2005 (insediamento 24 aprile)  al 28 febbraio 2013.

Un papato breve, quindi,  ma difficile, segnato da divisioni e contrasti, di ogni tipo. Un papato  con momenti, a  mio avviso, altissimi, a partire da quella Lezione di Ratisbona,  con la sua lectio magistralis intitolata Fede, ragione e università, ma anche un papato con molte terribili umiliazioni, come la contestazione all’Università la Sapienza di Roma; un papato oppresso dagli scandali, come quello della pedofilia, nonchè segnato dalle lacerazioni interne, persino dal tradimento  di una delle persone più fidate del Papa, il maggiordomo Paolo Gabriele,  che arrivò a sottrarre documenti dalle  stanze private del pontefice. Lo Stato del Vaticano, nel quale l’autorità culturale e religiosa, la  mediazione politica e  l’alta finanza coesistono, non è certamente facile da governare. Il  Pontefice non  poteva non risentire, anche a livello morale, di  un clima così lontano dalla  serenità e dalla  collaborazione indispensabile all’interno della Curia e in generale nella Chiesa tutta.

I detrattori, e qui non parlo delle  più ingiuste e grottesche critiche, con accostamenti alla gioventù hitleriana et similia,  ma di  giudizi un po’ più articolati anche se non sempre condivisibili, l’hanno criticato   per il mancato “ripensamento delle dottrine etiche”,  per l’irrigidimento su temi come  l’omosessualità, il celibato, l’aborto e la contraccezione, non l’hanno amato per la semplicità e la severità con la quale indicava la via ai cristiani del Terzo Millennio.

Infine, oltre agli appassionati di dietrologia, (ossia quegli informatissimi personaggi che ricamano ed elucubrano, alla ricerca di altri significati, di altre cause, di altri moventi, dietro ogni notizia,  grande e piccola…)sulle dimissioni di papa Benedetto XVI  si  sono scatenati  gli esperti  e gli amanti di profezie… Su tutte, quella di Malachia, santo, vescovo di Armagh, al quale è attribuita la profezia omonima, consistente in una lista di 112 brevi motti in latino, con la previsione di tutti i papi partendo da Celestino II, eletto nel 1143, fino a quel misterioso e oscuro papa descritto come “”Petrus Romanus””, il  cui pontificato, secondo la predetta profezia, coinciderebbe con  la fine della Chiesa e la distruzione di Roma. (Per chi volesse approfondire, segnalo http://it.wikipedia.org/wiki/Profezia_di_Malachia)

Ci siamo appena riavuti dalla profezia dei Maya, esorcizzando il tutto con battute e ironia, prima, bollandolo come bufala, dopo, dato che la fine del mondo  non c’è stata…Ma  eccoci ripiombare  in in un’altra profezia,  quella di Malachia, alla quale forse nessuno crede, ma alla quale, tuttavia,  molti   guardano con curiosità…in attesa degli eventi futuri, dell’elezione del nuovo Ponetefice…forse di quel temuto “Petrus Romanus” …

Qualsiasi motivo l’abbia originato, salute, vecchiaia,  lotte interne, impossibilità a fronteggiare il   i nemici interni alla Chiesa, pressioni esterne….certamente, di fronte a questo gesto del Papa, ci sentiamo tutti un po’ più soli.

 

 

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