Matteo Richetti: «La conoscenza è per me un dovere della politica e una delle più alte forme di rispetto per i cittadini»

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Bice propone un colloquio aperto e cordiale con Matteo Richetti, consigliere regionale e coordinatore provinciale della Margherita

Parliamo di Margherita: sento dire in giro che non c è molto feeling con i DS modenesi, è vero o falso?

 

“Provi a valutare lei: io sono stato eletto al Consiglio Regionale sotto il simbolo di Uniti nell’Ulivo che raggruppa DS e Margherita (oltre a  Sdi e Repubblicani). Insieme ai DS siamo nel governo della città, di gran parte dei Comuni della Provincia, della Regione. Margherita e DS sono stati i principali promotori e organizzatori delle primarie il cui successo ha cementato le sinergie tra i due partiti. Ora stiamo discutendo insieme della Lista Unitaria da presentare alle prossime elezioni. Se qualcuno dubita del feeling credo che la convergenza politica sia però nei fatti”

 

Diciamo la verità, poiché Bice non capisce niente di politica non è meglio una bella legge sul proporzionale che delimiti bene i confini tra i partiti piuttosto che un maggioritario con dentro oves et boves?

 

“L’esperienza del proporzionale in Italia lo abbiamo vissuta per decenni e ne conosciamo bene pregi e difetti. Io non mi innamoro dello strumento in quanto tale e quindi sono per il sistema elettorale che meglio esprime la volontà popolare e meglio rappresenta il momento politico. Il passaggio dal proporzionale al maggioritario è, però – lo voglio ricordare –  stato sancito da un referendum popolare e – credo – sia il sistema da cui gli italiani in questo momento politico, si sentano piu’ rappresentati. L’altro aspetto che non mi convince affatto di questo ritorno al proporzionale è che si tratta di una riforma elettorale voluta strumentalmente a fini politici e non con l’intento di interpretare e dare la miglior rappresentanza alla volontà popolare.”

 

Ma che lei sappia la DC (o i suoi padri storici Sturzo o De Gasperi) era più proporzionalista o più per il maggioritario?

 

“La Dc ha fatto la storia della prima Repubblica che è stata caratterizzata dal sistema proporzionale. Ripeto, io credo che il sistema elettorale non sia un’ideologia, ma uno strumento che deve interpretare al meglio lo spirito democratico e la tradizione storica di un Paese. Quello che è certo è che sia Sturzo che De Gasperi avevano naturalmente a cuore che l’impianto costituzionale non venisse tradito nei principi di cui sono stati ispiratori.

 

Se le parlo di grande centro lei mi fa un sorriso andreottiano o si scandalizza?

 

“Non ho grandi capacità attorali e un sorriso andreottiano sarebbe un maldestro tentativo d’imitazione. Però nemmeno mi scandalizzo: il centro, che io spero grande e in crescita, vuole rappresentare, all’interno dei due poli, l’espressione moderata ma allo stesso tempo all’avanguardia della politica d’oggi ed è una realtà, non è un’ambizione né una chimera. Ma piu’ che sul Grande Centro mi appassiona la discussione legata ad un nuovo soggetto politico, riformista e democratico, ancorato alla coalizione di Centrosinistra senza derive radicali e massimaliste.”

 

In questa riforma elettorale ove non sono previste
le preferenze ritiene corretta la richiesta delle donne perché sia loro garantito uno spazio consistente nelle liste elettorali?

 

“Assolutamente si. Trovo scandaloso l’affossamento delle quote rosa in Parlamento. Siamo una delle nazioni con minor rappresentanza femminile nella politica a dispetto di quello che avviene nella società e anche nell’economia. Credo che la politica debba assolutamente trovare il modo, semplicemente, di dare degna rappresentanza all’universo femminile”

 

 

Ci parli di qualcosa di interessante che scaturisce dal governo della Regione e che tocchi da vicino la realtà modenese.

 

“Personalmente sto lavorando ad un progetto di legge sul marketing territoriale che credo possa interessare molto la realtà modenese. Ultimamente assistiamo ad un proliferare di iniziative promozionali, spesso dispersive  che con poche risorse e tanti interlocutori rischiano di inficiare l’obiettivo. Io credo necessario impostare politiche per rendere concrete e operative le potenzialità di offerta e attrazione del territorio. Il Marketing Territoriale infatti non è solo promozione fine a se stessa, di un prodotto, di un territorio ma è pianificazione urbanistica, cultura, economia. E’ connessioni di reti non solo nel senso della viabilità ma anche del sapere e individuazione di spazi entro i quali i saperi si possano incontrare, riprodurre, espandere. Per i contenuti della legge, però, dovrete attendere la sua imminente formalizzazione.”

 

Ci dicono che lei è destinato a divenire un politico di successo. Ha già prenotato il treno per Roma o è disponibile a parlare di Regione o di qualche comune capoluogo

 

“Il treno per Roma l’ho appena prenotato in quanto, giovedì 27 e venerdi’ 28 ottobre, devo partecipare all’Assemblea Federale della Margherita a Roma come delegato modenese dove si discutera’ delle prospettive politiche nazionali. Per quanto riguarda invece i temi amministrativi sono molto concentrato sul mio ruolo in Regione e mi batto affinché le decisioni regionali abbiano una ripercussione positiva nella vita dei cittadini e dei Comuni del nostro territorio, piccoli o grandi che siano.”

 

In ogni caso nella eventualità di lei uomo di governo, Rifondazione comunista e Co sarebbero per lei intralcio o risorsa?

 

“Credo che le primarie abbiano dimostrato come l’alleanza con Rifondazione Comunista non ostacoli il cammino politico del Centro Sinistra. Non nascondo che, in alcune situazioni, possono sorgere visioni discordanti ma, in generale, come dimostra il consolidamento dell’esperienza di governo in tanti territori, prevalgono le ragioni di convergenza “

 

Ci pare di ricordare che in città quali Piacenza, Parma, Reggio, Modena non vi siano sindaci telegenici. A quale di queste città presterebbe volentieri la sua presenza politica?

 

“Chi governa città importanti come i capoluoghi dell’Emilia Romagna non vive nei reality, ma nella realtà di dover dare risposte quotidiane ai cittadini su temi sempre piu stridenti come l’inquinamento, la qualità della vita, i servizi. Piu che la telegenia, è importante essere concreti e far sentire la vicinanza ai cittadini.

 

Dal momento che non abbiamo fatto neppure una domanda cattiva, vuole rivolgersene una e rispondere?

 

“La domanda cattiva la sento sussurare da chi, direttamente o indirettamente, attribuisce il successo elettorale prevalentemente ad una buona campagna d’immagine Ho un grande rispetto della comunicazione e credo che possa servire per amplificare le idee e la vicinanza con la gente, ma da giornalista e comunicatore so anche che una campagna d’immagine da sola non basta. Anzi a volte può essere controproducente. Comunicare per me significa far conoscere, far sapere. Per questo anche in Regione mi sto impegnando per far conoscere le tante opportunità che il sistema regionale può offrire a Enti, associazioni economiche, di volontariato, gruppi e cittadini singoli. La conoscenza è per me un dovere della politica e una delle più alte forme di rispetto per i cittadini.”

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