Matinée al Centro VVV

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Domenica 26 novembre alle ore 11,00 il Centro VVV di Fiorano Modenese, come ormai ci hanno abituati gli organizzatori, si è riempito di persone, di ragazzi, di strumenti, di colori e di sorrisi.

Le pareti erano meravigliosamente tappezzate dalle opere di Valeria Bivona, il palco è stato reso disponibile per le esibizioni delle ballerine e dei ballerini, così come le karateke che questa mattina si sono presentati con i musicisti.

L’obiettivo che si sono prefissi coloro che hanno coltivato nei giovani la possibilità di investire in attività che rappresentino per i bambini ed i ragazzi, oltre alla scuola, un momento di aggregazione, hanno dato concretezza alla lotta a tutto quello che per far crescere un bambino si deve combattere, come contrastare la povertà, l’abbandono scolastico, la promozione delle opportunità intervenendo sul disagio giovanile ed offrire ad ognuno lo strumento per emergere e per tirar fuori la propria personale individualità.

Queste scuole creano radicamento territoriale e permettono alle famiglie di stare tranquille, sapendo che i loro figli sono al sicuro e che apprendono un’arte che si porteranno dietro per sempre, in un ambiente sano.

Gli adolescenti, da sempre, hanno un desiderio irrefrenabile di uscire dalle mura domestiche per espandersi nel mondo dei coetanei. I ragazzi sono alla continua ricerca di spazi di vita propri, di luoghi in cui trascorrere del tempo affermando la propria autonomia ed indipendenza.

Durante l’adolescenza, dunque, si ha il bisogno di costruire una sorta di “società parallela” del tutto impermeabile alla presenza non sempre gradita degli adulti, dunque ben vengano le palestre, le scuole di danza o le scuole di musica, spazi in cui oggi i giovani vivono, si incontrano, sognano, si relazionano, si scambiano esperienze e decisioni di vita e nel frattempo crescono.

Ecco, quello a cui abbiamo assistito questa mattina, è il risultato di questo lavoro, quotidiano, costante, fatto di sacrifici, di sudore e di impegno, non solo per provare e riprovare un passo o un gesto, ma anche per interpretare una nota scritta su un pentagramma, composto da cinque righe e qualche pallino nero su un foglio di carta, e riuscire a trasformarla in una melodia in grado di emozionare.

Sappiamo che per i nostri ragazzi è molto importante incontrare i propri amici, con i quali essere se stessi, e talvolta assumere anche quei comportamenti che in famiglia non sarebbero capiti o accettati.

Ecco allora che diventa fondamentale potersi allontanarsi dal nucleo familiare per recarsi in ambienti come la palestra, la scuola di danza o di musica in cui condividere l’interesse per lo sport, il ballo o uno strumento, sempre però sotto la guida attenta di un istruttore o di un insegnante.

Questo tipo di attività consente alla società di non trovarsi ragazzi che escono di casa per andare allo sbaraglio, alla conquista di strade, piazze o giardini, abbandonati a loro stessi e talvolta vittime di approfittatori, ma di poter frequentare spazi in cui possono sentirsi liberi di socializzare, di esprimersi, di imitare i loro compagni per sentirsi parte del gruppo, mettendo in atto quei comportamenti che gli consentono di affermare la propria indipendenza, anziché alienarsi davanti ad un video piuttosto che un telefonino.

Consapevole di questo, il Centro VVV ha voluto fare la sua parte ed ha messo a disposizione dei giovani emergenti uno spazio per esprimersi ed esibirsi.

Ecco che sono nati i Matinée al Centro VVV.

Domenica mattina, in una sala gremita, con le luci che si muovevano al tempo di musica, le note che si diffondevano abbracciando ogni cosa, abbiamo potuto ammirare le graziose creaturine della scuola di danza Balancé, dentro ai loro delicati vestitini di tulle che con le loro scarpette, hanno danzato come farfalle. Aggraziate, garbate, sembravano volare, ed hanno incantato i presenti per la loro soave gestualità.

La danza “di strada” più conosciuta come hip hop ci ha fatto apprezzare musiche e movimenti liberi, veloci, ma al tempo stesso coordinati e plastici.

Poi le ballerine di danza moderna ci hanno catturato con il loro armonico volteggiare, unito ad una tecnica ed una flessibilità tipica di chi pratica questa disciplina da anni.

Un’armonia raccolta ed espressa al tempo stesso, come solo la danza sa trasmettere.

Non sono state meno incantevoli le due Karateke che si sono esibite sotto l’attenta guida del

DojoSonkeiKarate, Maestro Guido Carmine, del Gruppo Sportivo Virtus di Casalgrande, che allena una ventina di giovani presso la scuola Sant’Antonino di Casalgrande.

Un’esperienza veramente stimolate assistere alle esibizioni di questi giovani virgulti, già campionesse mondiali per le loro categorie, destinate a diventare atlete in grado di portare alto nel mondo il nome di una nazione in cui credono e per cui si prodigano.

Ha chiuso la mattinata l’esibizione dei musicisti che con le loro chitarre, condotte dal Maestro Claudio Bazzani, ci hanno fatto ascoltare le più diverse interpretazioni delle più note canzoni che con questo strumento si possono esprimere.

È stato un o spettacolo meraviglioso, comprendere quanta fatica ci sia dietro al coordinamento di mani e voci, quanto “allenamento” debba esserci per riuscire a guidare le dita su sei corde ed ottenere una melodia che faccia da sottofondo ad altre corde, quelle vocali, per poi essere trasformata in canzone.

Sembra così semplice, ma richiede tantissimo lavoro, e di questo ci rendiamo conto solo soffermandoci ad ammirare l’impegno, la passione e la determinazione con cui i giovani perseguono il sogno, per raggiungere un obiettivo che sia sempre più pregevole e soddisfacente, per sé stessi e per chi li ascolta.

Il Centro VVV non si sottrae a queste sfide ed anzi valorizza il lavoro di tutti coloro che s’impegnano per creare una società più sana, e se solo qualche seme cade e germoglia, beh, anche il Centro VVV ha voluto fare la sua parte, per esserci, nella assoluta consapevolezza che solo lavorando intensamente tutti insieme, è possibile costruire un mondo migliore.

Come sempre, l’auspicio è che questi momenti diventino sempre più frequenti per consentire non solo a noi fruitori di continuare ad emozionarci, ma per coltivare la speranza in uomini e donne che vivano un futuro fatto di condivisione e confronto, finalizzato ad un risultato di squadra e per il bene di tutti.

Come sempre quindi: “ad majora!”

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