Marcia di avvicinamento al PDL

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Sveliamo le velate, non le veline .Parola di Daniela

La lunga marcia di avvicinamento al PDL  pare stia per concludersi.

E’ partita dal giorno, non sappiamo dire se felice o infausto, né per chi lo fosse, in cui Daniela Santanchè, delusa dai risultati non esaltanti, anzi, proprio sconfortanti, ottenuti  nella Destra di Storace, si dimise.  In molti allora pensarono che la tetragona signora continuasse con coerenza la sua battaglia di femminista di destra, in fiera opposizione alla mercificazione della donna, ai soprusi e alle limitazioni della libertà e della [1]dignità femminile, per le donne di ogni etnia, che mantenesse il suo reiterato disinteresse per le poltrone, per il teatrino della politica, per tutto ciò che comportasse un qualche “venire a patti” con la propria coscienza e con gli ideali proclamati ai quattro venti. I più ingenui pensavano anche che fossero poco fini, ma sincere,  certe uscite non esattamente chic della piemontesina al silicone, su Berlusconi, che vedrebbe le donne solo orizzontali, o su una non meglio specificata transazione, in cui lei, la Santanchè, doveva dare qualcosa a Berlusconi, transazione  mai avvenuta, anche qui non si sa bene se per indisponibilità della Santanchè, che la politica “la fa per passione” e per passione  sicuramente farà anche tutto il resto,  o per rinuncia della controparte.[2] Controparte che, è arcinoto, ha per le mani materiale di ben altro livello di cui essere ultimo fruitore, materiale più giovane e carino,  non se n’abbia a male la Santanchè, ci sarà anche qualche estimatore di una  signora agèe come lei.

Ma c’è un’altra cosa che funziona  con il premier, ed  è l’adulazione, sperticata e acritica, sul modello dettato da lui stesso, che si assolve, si incensa, si autocelebra, si promuove, si innalza, mettendosi sempre al primo posto, qualsiasi cosa faccia. E così, dimenticando evidentemente  la disapprovazione che dice di nutrire per chi sbircia sotto le lenzuola altrui, quest’estate la Santanchè ha continuato la marcia di avvicinamento al PDL, sbirciando a sua volta alla grande, e proprio in casa del premier. Rendendo  così un ottimo servizio a Berlusconi, facendo nientedimeno che nome cognome e professione del compagno di Veronica Lario. Bel colpo, che ha fatto diventare vittima di una sfascia-famiglie il premier, risultato poi essere uno che  “aveva tentato di tutto” per tenere insieme il matrimonio. Per una che non si diceva interessata a ciò che avviene in casa d’altri, in certe stanze in particolare, una bella manifestazione di coerenza, non c’è che dire.

Dice la Santanchè:

Sono una delle poche donne politiche italiane che non è strumento del maschio. Sono libera e indipendente nel pensiero. Anzi, credo che sia più capace io a usare Berlusconi che il contrario.

Berlusconi mi ha fatto diversi regali: braccialetti, collane e pensieri vari in occasione delle festività e dei miei compleanni. È un uomo generoso e attento alle persone, ce ne sono pochi come lui. Tra noi c’è ancora amicizia. Per una donna di destra questo è un valore molto importante, ma purtroppo Silvio ormai è caduto nel teatrino della politica.

Per fare carriera non sono mai scesa a compromessi, non ho mai ceduto, in altre parole non l’ho mai data.[3]

Anche queste frasi storiche non sembrano esattamente dei complimenti.

Eppure ci si dovrà ricredere se, come ventilato da più parti, ora la meta è vicina e il prossimo incarico sarà il ruolo di portavoce del Governo anche se vezzosamente la Santanchè si schermisce dicendo: Non sono particolarmente interessata alle poltrone. Faccio politica per passione e non per prendere lo stipendio. E credo di esistere politicamente, a prescindere dai ruoli. Se il presidente Berlusconi riterrà opportuno che io possa essere un valore aggiunto per la sua compagine, sono pronta. Al momento, però, “”non ho ricevuto alcuna proposta formale””.[4]“”. Lo ha detto in un’intervista concessa al talk show di Rai2 ‘Il fatto del giorno’, a proposito dell’indiscrezione che la vedrebbe in pole position come nuova portavoce del Governo.

 


[1] MILANO — Insiste Daniela Santanchè, candidata premier della Destra. E attacca di nuovo il leader del Popolo della libertà Silvio Berlusconi: «Le donne per andare in Parlamento lo possono fare solo con me — ha detto in intervista a Canale Italia —. Vorrei fare un appello a tutte le donne italiane. Non date il voto a Silvio Berlusconi, perché Silvio Berlusconi ci vede solo orizzontali, non ci vede mai verticali».

Per la Santanchè il Cavaliere «non ha rispetto per le donne, lo dimostra la sua vita giorno dopo giorno. Ha detto a quella ragazza precaria di sposare un miliardario: non è questa la soluzione del precariato. Il voto a Silvio Berlusconi è il voto più inutile che le donne possano dare». Anche nei giorni scorsi la Santanchè aveva criticato il leader del Pdl: «Berlusconi ha sempre utilizzato le donne come il predellino della sua Mercedes: un punto d’appoggio per sembrare più alto dei veri nanetti di cui si circonda. Il voto alla Destra è invece utilissimo perché serve a rompere i vecchi giochi della politica e a rimettere in gioco valori e ideali che non devono essere cancellati». 26 marzo 2008

http://www.corriere.it/politica/08_marzo_26/santanche_contro_berlusconi_0fd88cf8-fb04-11dc-a46e-00144f486ba6.shtml

[2] 9 aprile 2008 – ”Berlusconi è ossessionato da me, ma tanto non gliela do”. Daniela Santanchè, La Destra

http://www.siciliainformazioni.com/giornale/politica/

14588/frasi-celebri-della-campagna-elettorale-dite-vostra.htm

 

[4] http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2009/09_settembre/24/

pdl_santanche_nuova_portavoce_governo_perche_no,20865153.html?pmk=rss  

 

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