Manovra per il bilancio di previsione: gli interventi a favore e i contrari

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Il Consiglio comunale ha approvato la variante illustrata dal vicesindaco Colombo

 

La prima variazione del bilancio di previsione del Comune di Modena si aggira intorno all’1,5 per cento del totale. Non si tratta quindi di una manovra di grande entità, ma ha una valenza politica perché riporta ad equilibrio circa 2,3 milioni di euro per minori entrate registrate nei primi sei mesi dell’anno”.

Lo ha detto il vicesindaco Alvaro Colombo, assessore al Bilancio, illustrando la delibera con cui ieri il Consiglio comunale ha approvato la variazione di bilancio con il voto favorevole di maggioranza e contrario dell’opposizione.

La manovra di riequilibrio delle minori entrate da sanzioni stradali (500 mila euro), concessioni edilizie (un milione di euro) e da rimborso statale per Ici fabbricati D (800 mila euro) è sostenuta da maggiori entrate derivate da dividendi Hera (un milione di euro), da addizionali sui consumi domestici dell’energia elettrica (466mila euro) e da trasferimenti statali per Ici abitazione principale relativi agli anni 2007 e 2008 (532mila euro). Altri 300mila euro di mancate entrate per concessioni edilizie vengono ridotti in entrata in conto capitale con una riduzione della spesa per investimenti.

In particolare, nei primi mesi dell’anno sono entrati circa 500mila euro in meno dalle sanzioni; nello stesso periodo la riorganizzazione del corpo di Polizia municipale ha portato i vigili a svolgere nuove mansioni. Il calo delle concessioni edilizie, invece, superiore a quello comunque già previsto in sede di bilancio di circa 3 milioni rispetto al 2009, è stato registrato principalmente nella prima parte dell’anno, mentre vi è un recupero negli ultimi mesi del semestre. Infine, la variante va a compensare un ennesimo taglio nei trasferimenti statali per l’Ici. Lo ha precisato l’assessore Colombo, senza però escludere che nella seconda metà dell’anno possano essere necessari ulteriori correttivi, agendo sul piano della spesa: “Da un lato la manovra sarà dunque più sofferta, d’altro richiederà una scala di priorità per individuare in quali aree operare”. L’assessore al Bilancio ha sottolineato ancora una volta le criticità del bilancio, dovute in buona misura ai mancati trasferimenti dello Stato.

Né le prospettive sembrano migliorare, poiché la legge finanziaria in discussione prevede ulteriori tagli per il Comune di Modena che ammontano a 5,5 milioni nel 2011 e a oltre 9 nel 2012, da sommarsi ai 2 milioni di tagli l’anno derivanti dalla finanziaria 2010”.

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Manovra, il Consiglio comunale si divide sul giudizio

 

La maggioranza: “Operazione trasparente”. L’opposizione: “Scarsa lungimiranza”

 

Sulla variazione del bilancio di previsione del Comune, approvata ieri, le forze politiche in Consiglio comunale si sono misurate in un lungo dibattito.

Per la maggioranza, la manovra è normale e dimostra la trasparenza dell’operato dell’Amministrazione, mentre per le minoranze è il risultato di una politica di sprechi che denota mancanza di lungimiranza.

 

Aprendo la discussione, Davide Torrini (Udc) ha affermato che

“”se occorre un’ulteriore manovra sulla spesa, è inutile aspettare settembre spalmandola solo su tre mesi, occorre invece farla subito””. Inoltre il consigliere, criticando i dividendi in più di Hera perché “”guadagni fatti sulle spalle degli utenti“”, ha invece chiesto di risparmiare sui fornitori.

 

Per il Pdl, Olga Vecchi ha invitato a “”imparare da Tremonti“” e a tagliare con giudizio tutto quanto è folklore, i progetti fumosi e i costi di gestione della macchina comunale. “”In caso contrario – ha concluso – si arriverà a tagliare i servizi principali di welfare, rivolti ad anziani e fasce deboli“”.

 

Adolfo Morandi ha anche indicato “”nell’eliminazione degli affitti passivi, nella riduzione dei dirigenti comunali e delle spese per il personale”” le vie da tempo indicate per ridurre i costi e ha espresso il dubbio che “”Effetto Modena sia solo un percorso per aumentare le tasse con una tassa di scopo presentata alla città come irrinunciabile per mantenere gli attuali servizi“”.

 

Michele Barcaiuolo, premettendo di ritenere “”la manovra illegittima, poiché in disaccordo con un ordine del giorno già approvato dal Consiglio comunale“”, ha denunciato i mancati introiti derivati dai parcheggi gestiti da una società privata e altre possibili risorse da cui attingere. “”A questa Amministrazione – ha concluso – mancano le soluzioni che nemmeno si intravedono negli stati generali“”.

Andrea Leoni, parlando tra l’altro di “”schiavitù nei confronti della multiutility Hera“”, ha ricordato che “”se fosse passato l’emendamento per tagliare 1,5 milioni di euro per convegni, feste e forum sul multiculturalismo, oggi avremmo probabilmente evitato la manovra“”.

 

Sandro Bellei (Lega nord) è intervenuto con una considerazione: “”Dovremmo essere scontenti se i modenesi sono diventati più rispettosi del Codice della strada e si sono ridotte le sanzioni? Assolutamente no; è inutile tirare in ballo la riorganizzazione del corpo dei vig
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“”.

 

Eugenia Rossi (Idv), denunciando la mancanza di un fondo per le imprese, ha criticato “”le spese per consulenze, la distribuzione a pioggia di contributi alle associazioni e gli aumenti delle tariffe Hera“” per chiedere, infine, all’Amministrazione “”un’inversione di rotta“”.

 

A parere di Vittorio Ballestrazzi (Modenacinquestelle.it) “”Hera e Fondazione cassa di risparmio sono i benefattori del Comune, che pur avrebbe spazi per fare economia di spesa, come la possibilità di compensare i dipendenti coinvolti in progetti per tagliare le consulenze. Inoltre, cittadini e imprese

potrebbero risparmiare fino al 10 per cento sui rifiuti con la raccolta porta a porta“”.

 

Per il Pd, Giuliana Urbelli ha spiegato che “”la variazione non è obbligatoria, si tratta di un assestamento che riduce per tempo il disavanzo e potrebbe diminuire la portata di una successiva manovra; molto dipende dalla finanziaria e da quanto faranno le Regioni””. Parlando a nome del gruppo, ha anche criticato la politica fiscale del Governo e confermato la disponibilità a lavorare su Hera e sulla riduzione delle consulenze.

 

Stefano Prampolini ha aggiunto: “”E’ normale che nell’ambito di un esercizio si verifichino aggiustamenti, tanto più se in misura ridotta e senza intaccare le tasche dei cittadini. Il problema vero è: fino a quando si potrà evitare di tagliare i servizi se saranno confermati i tagli ai trasferimenti statali?””.

 

Gian Domenico Glorioso ha spiegato che “”la struttura della spesa comunale è estremamente rigida, poiché incidono costi come le sostituzioni degli insegnanti e le pulizie“” e ha ricordato che “”quest’estate per andare in vacanza pagheremo molto più per l’aumento delle tariffe autostradali di quanto in un anno per la Tia“”.

 

Paolo Trande, parlando di una manovra fisiologica “”che è al tempo stesso prova di trasparenza verso la città e segnale ai centri di spesa dell’Amministrazione“”, ha sottolineato il rapporto “”patologico”” tra Stato e enti locali a causa dei mancati trasferimenti e per gli effetti della legge sul federalismo.

 

Enrico Artioli ha infine insistito “”sull’alto livello di welfare raggiunto a Modena e sulla necessità di individuare un nuovo modello basato su forte sussidiarietà e coinvolgimento della società modenese“”.

 

In conclusione, l’assessore alle Politiche sociali Francesca Maletti ha ricordato che il Comune di Modena è uno dei meno indebitati d’Italia, per rispondere a tutti i bisogni partecipa a bandi e progetti, ma la situazione attuale impone delle scelte. Maletti ha inoltre spiegato che il 90 per cento delle spese sostenute dai fornitori del Comune riguardano il personale e che “”a livello regionale gli stranieri garantiscono il 20 per cento del gettito Ici e una percentuale delle pensioni dei modenesi vengono pagate con i loro stipendi“”.

 

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“Manovra all’insegna di rigore e welfare”

 

Variante al bilancio di previsione, il sindaco Pighi: “Abbiamo contribuito al risanamento dei conti pubblici meglio di altri senza rinunciare ad offrire servizi

 

“”La ridotta entità della manovra approvata ieri in Consiglio comunale e la necessità di introdurre variazioni di lieve portata legate alla contingenza dimostrano la tenuta del bilancio di previsione e confermano la logica improntata alla prudenza e alla correttezza con cui è stato formulato“”. Lo ha affermato ieri in Consiglio comunale il sindaco di Modena Giorgio Pighi.

“”Da parte del Governo è in corso una delle più significative manovre di tagli sui Comuni condotte negli ultimi anni. L’intervento è partito con il patto di stabilità, che sulla base del saldo tra entrate e uscite stabilisce quali Comuni rientrano nel patto e, tra questi, distingue quelli con saldo attivo o passivo“”, ha aggiunto Pighi. “”Modena è al primo posto del patto di stabilità tra i Comuni capoluogo, significa che abbiamo contribuito alla manovra di risanamento del bilancio pubblico meglio degli altri“”.

Inoltre, il primo cittadino ha citato nel suo intervento anche un’altra classifica, quella basata sui dati Istat che pone Modena al ventesimo posto tra le città italiane per il costo della macchina comunale rapportato al numero di abitanti. “”Se da questo calcolo – ha affermato il sindaco – deduciamo l’entità di welfare, cioè i servizi dati ai cittadini, Modena risale al primo posto“”.

“”Il rigore con cui il Comune ha partecipato al risanamento della finanza pubblica e la battaglia per difendere l’universalità del nostro stato sociale – ha concluso il sindaco – sono i presupposti delle nostre politiche di bilancio“”.

 

CS

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