M.O.: D’Alema l’uomo sbagliato al posto sbagliato”

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“In questo scenario internazionale non è il politico adatto a ricoprire un incarico delicato come quello di Ministro degli Esteri. Oggi D’Alema è al minimo della sua credibilità, tanto da rendere senza legittimazione e senza validità qualsiasi dichiarazione o iniziativa egli sponsorizzi. Insomma l’uomo sbagliato al posto sbagliato. Prodi ne tragga le dovute conseguenze. Ha sbagliato clamorosamente chi ha pensato a D’Alema come ad un riformista che si è lasciato alle spalle il passato da fervente comunista, per definizione antiamericano ed antioccidentale.

Come Ministro degli esteri in tre mesi ha accumulato solo passi falsi: da una superficiale valutazione delle ripercussioni in Italia di una immigrazione selvaggia, alla legittimazione delle milizie terroristiche ed al rinnegare le ragioni della democrazia israeliana. Perché da sempre D’Alema è anche antisionista ed antisemita, nonostante certe dichiarazioni rese in particolari circostanze: il suo vero pensiero è quello espresso anche ad Assisi nel 2004 dove parlò di ‘strategia del terrore da parte di Israele’. Cosa normale per uno che oggi abbraccia esponenti Hezbollah, considerandoli evidentemente pacifisti.  In più oggi è D’Alema che spinge l’acceleratore su una missione che non è di peace keeping ma ha i connotati della missione di guerra. D’Alema infatti si ripete. Non dimentichiamo che è stato lui stesso, il ‘bombardatore della Jugoslavia’, che decise di bombardare la Serbia senza avere in nota il parere dell’ONU. Lo stesso ONU di cui oggi D’Alema plaude il ritorno in scena, ma sempre in chiave anti-USA e quindi anti-Israele. Ma quello che allora apparve gravissimo fu che D’Alema fece alzare i bombardieri all’insaputa del Parlamento, mentre era riunito per deciderne la partenza. Un vulnus per le Istituzioni democratiche che non vorremmo si ripetesse oggi come un copione già scritto”.

 

 

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