L’uomo propone… e Dio dispone

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Credevo che l'antico adagio fosse applicabile solo alle piccole vite della gente qualsiasi che progetta, organizza, prepara... e poi vede speranze e progetti cambiati dall'Onnipotente che dispone diversamente. Invece, mutatis mutandis, qualcosa di simile accade anche nelle rarefatte stanze del potere dove vengono disattese proposte e vengono date disposizioni differenti. Esse naturalmente si riverberano sulla nazione, sui cittadini elettori e su ciò che con il loro voto avevano, a loro volta, indirettamente ""proposto"" .

 


Contrariamente a tutte le previsioni, due partiti non esattamente allineati, dopo aver superato scogli e divergenze, si erano infine messi d’accordo per dare un governo alla nazione, proponendo Presidente del Consiglio e Ministri… Ma, l’uomo propone e Dio dispone, cita un noto adagio. Puntualmente, così come nelle private vicende dei cittadini qualsiasi, ciò si verifica anche nelle rarefatte stanze del potere.

Data la litigiosità che contraddistingue la politica italiana la soluzione sempre a portata di mano sembra essere quella di affidare il governo della nazione a tecnici.

Talvolta la coerenza, la fedeltà ai programmi votati dai cittadini, vengono “”bollate”” come litigiosità… Poco male: come detto, la soluzione è affidare il governo ai tecnici.

Dopo quanto accaduto, con la faticosa quanto infruttuosa intesa fra M5S e Lega, ora spetta a un grande personaggio come Carlo Cottarelli, sicuramente preparato, fresco di incarico ricevuto, guidare la compagine governativa.

Il Presidente del Consiglio incaricato ha il compito non facile di scegliere i responsabili dei dicasteri. Al neo Premier, ai futuri Ministri della Repubblica, gli elettori chiedono competenza, rettitudine, preparazione specifica, rispetto per le difficoltà nelle quali si dibattono i cittadini, reale volontà di risolvere i problemi, superamento degli interessi personali e partitici.

In una nazione come l’Italia, nulla sembra essere facile…

Ma tutto questo i cittadini lo chiedono, lo sperano almeno, anche nei partiti che, per vari motivi sono all’opposizione, partiti decisamente distanti fra loro che, tuttavia, hanno il comune il fatto di giudicare con prevenzione, a prescindere, il futuro Governo, prima ancora che abbia iniziato una qualsiasi azione, prima ancora che siano stati scelti i Ministri…

Remare contro, non solo per le azioni prossime future ( che è già un atteggiamento irresponsabile e ingiusto…) ma perchè non sta simpatico chi ha ricevuto l’incarico di formare il governo, per lo smacco di non essere al loro posto…

Una invereconda e astiosa esibizione quotidiana di livore, punzecchiature, battute al limite della decenza, questo è stato il trattamento riservato a Conte, al M5S, alla Lega e ai rispettivi premier. Con acredine e voluttà, sono state passate al setaccio la vita privata, le amicizie, i curriculum[1] , atteggiamenti pubblici, abbigliamento, dichiarazioni, gusti…da gettare poi in pasto all’opinione pubblica. Tutto questo, genera scompiglio perchè i detrattori trovano pane per i loro aguzzi denti… mente gli acritici sostenitori si dedicano alle appassionate difese d’ufficio, risultando talvolta patetici, come chiunque difenda l’indifendibile.

Mi ha colpito, tuttavia, l’assoluta disparità di trattamento riservata, nelle scorse settimane,  al prof. Conte e al Ministro Fedeli. La disinvoltura di inserire come master una frequentazione di un paio di giorni in una prestigiosa Università non è paragonabile, a mio avviso, ad aver giurato come Ministro della Repubblica, dopo aver dichiarato laurea e persino diploma inesistenti. Il primo è stato trattato alla stregua di un millantatore di titoli… l’altra veleggia indisturbata proprio nel dicastero della Pubblica Istruzione. Qualcosa non mi quadra.

Comunque… tutto questo è acqua passata… tornando al Governo, ora attendiamo cosa farà Cottarelli.

E, poichè siamo nuovamente in alto mare, speriamo che sia un bravo nocchiero.

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Come di consueto, qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più facilmente il giornale.

L’uomo propone… e Dio dispone

di A.D.Z.

Per non dimenticare

di Massimo Nardi

La storia della Patria va ricordata anche se c’era il Re. Onore ai 651.000 soldati che morirono per l’Unità d’Italia. 

Un aborto la legge sull’aborto?

di Alberto Venturi

Fare in modo che nessuna donna debba abortire per ignoranza, difficoltà economiche, retaggi culturali, sociali, religiosi. Dare priorità e valore alla vita che nasce, accettando come già avviene la possibilità di rifiuto da parte dei suoi genitori naturali;  rendere più semplice l’affidamento e l’adozione.

Il paradosso

di Paolo Danieli

Pensare di costituire con il M5S un grande blocco popolare o populista che dir si voglia è una pericolosa illusione che rischia di ottenere come unico risultato la distruzione del centro destra.E che ciò accada dopo aver vinto le elezioni e con Salvini leader della coalizione sarebbe addirittura paradossale.

Guardiamoci intorno

di Giorgio Maria Cambiè

Il prestigioso e rosso New York Times ha pubblicato un articolo elogiativo del presidente che dalla sua il popolo. I suoi sono tutti provvedimenti che l’uomo della strada ha accolto con favore, con aumento della popolarità accettazione del suo operato. E noi? Come si sa siamo al traino della UE, e sebbene vitali per la sua esistenza, non riusciamo che farci imporre norme e provvedimenti suicidi accettati senza battere ciglio dai nostri governanti.

Lucian Pintilie, la verità (della Storia) e il suo contrario

di Francesco Saverio Marzaduri

L’omaggio a Lucian Pintilie, cineasta romeno scomparso il 16 maggio scorso.Dopo la Rivoluzione romena del 1989 fece carriera in Francia e poi negli Stati Uniti. Vinse il Leone d’argento – Gran pre
mio della giuria alla 55ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia con Capolinea Paradiso.

 

Auguro a tutti buona settimana e buona lettura del n. 608-289

 

 

 

 

 

 

 

 

©Riproduzione Riservata

 


[1] Con buona pace di chi declina al plurale, scrivendo “”curricula”” io preferisco seguire la regola che non fa declinare le parole in lingua straniera, lingue morte comprese,pertanto scrivo anche per il plurale la forma invariabile curriculum, così come avviene anche per latinismi  diffusissimi, come ad esempio, referendum che, neutro come curriculum, si dovrebbe dire e scrivere al plurale “”referenda”” !

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