L’ultimo dell’anno vorrei lanciare dalla finestra…

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Tutto ciò che affligge l'Umanità è conseguenza dei ""Sette vizi capitali""...così sono arrivato alla conclusione di gettare, sperando di liberarmene per sempre, i sette vizi capitali, presenti in percentuali diverse in ognuno di noi e in dosi massicce, caratteristici della nostra società.

 


I politici? Risposta ovvia, perfino banale, ma dovremmo ricordarci che li abbiamo eletti  noi e se non cambiamo noi, possiamo buttarne dalla finestra quanti vogliamo, ma quelli dopo saranno peggio.

I cannoni e le guerre? La fame? I cambiamenti climatici? Come per i politici, getterei le conseguenze, non le cause. Così sono arrivato alla conclusione di voler gettare, sperando di liberarmene per sempre, i sette vizi capitali, presenti in percentuali diverse in ognuno di noi e in dosi massicce, caratteristici della nostra società.

SUPERBIA: oggi si declina come razzismo, il sentirsi superiori alle leggi, il mettere se stessi davanti a tutto, il trattare gli altri da imbecilli o da disonesti soltanto perché hanno una idea diversa dalla nostra.

AVARIZIA: la cupidigia di volere sempre di più invece di condividere il superfluo; essere insoddisfatti di quello che si ha, anche quando è tanto; accumulare a prescindere, calpestando gli altri, licenziandoli per non vedere ridotti i propri profitti.

LUSSURIA: quando il piacere prende il sopravvento sull’amore e diventa la priorità assoluta, quando si perde ogni freno.

INVIDIA: tristezza per il bene altrui percepito come male proprio, nascita di odio e rancore per chi riteniamo abbia qualcosa di più che vorremmo avere noi; ma soprattutto l’invidia è un sentimento negativo perché sviluppa avversione e odio invece di emulazione.

GOLA: è l’ingordigia, la bulimia mentale, la mancanza di misura. Ai giorni nostri è esagerazione negli acquisti, cassonetti pieni di cibo, spese folli per oggetti di moda, abuso di alimenti. Si arriva all’incapacità di assaporare e gustare, presi dalla smania di averne ancora, di più o altri.

IRA: La reazione senza controllo all’essere provocati dal comportamento di persone o da fatti, dall’abbandono della donna o dell’uomo amati fino a compiere i gesti più estremi; l’ira gratuita nello sport capace di generar violenza; l’ira verso i delinquenti che spinge a chiedere la pena di morte.

ACCIDIA: definita torpore malinconico, inerzia nel vivere e nel compiere opere di bene, pigrizia, indolenza, infingardaggine, svogliatezza, abulia. Quando ci arrendiamo alla cattiva politica, quando restiamo succubi di ingiustizie per omertosa paura, quando siamo ‘piccola borghesia’ nell’accezione di persone chiuse alla comunità per tranquillità.

Se potessi gettare tutto questo dalla finestra, sarei migliore io e il mondo in cui abito.

 

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