Luis Suarez e l’ostacolo degli esami

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Gli esaminatori di Suarez, intercettati, si dicevano: ""Non dovrebbe, deve, passerà, perché con 10 milioni a stagione di stipendio non glieli puoi far saltare perché non ha il B1"".
Chissà se la stessa attenzione viene riservata agli immigrati che arrancano per 1.000 euro al mese e la cittadinanza italiana è per loro un passaggio fondamentale per costruirsi una vita?

 


Ci sono stati anni, mezzo secolo fa, nei quali, per potere essere assunto in un ente pubblico, era necessaria la licenza elementare, ma molte persone di mezza età non avevano mai raggiunto quel titolo.
Penso a mia madre, fermata dopo la quarta per badare a una nipote, lei che sognava di prendere la licenza per essere assunta alle poste italiane.
Soprattutto penso a mio padre, che per diventare giardiniere comunale, non potendo più lavorare in ceramica a causa del saturnismo, dovette affrontare l’esame di quinta elementare; lui che, da bambino, dopo quattro anni, era ancora in seconda, impegnato nella stalla e nei campi più che sui libri; lui che dovette dare e ridare l’esame di teoria alla scuola guida mentre non ebbe difficoltà alla prova pratica. Sono convinto che all’esame delle elementari l’abbiano aiutato in tutti i modi, pur non chiedendogli della sua materia preferita: la natura, come leggerla, capirla, usarla e rispettarla.
Mi sembra però che il pasticcio dell’esame di Luis Suarez non sia la stessa cosa e personalmente mi stupisco del dilettantismo dimostrato dalla Juventus (non vado oltre, per non farmi scappare definizioni più pesanti).
Servisse almeno a fare luce sull’intero sistema dell’esame per la cittadinanza italiana, visto che periodicamente emergono truffe e corrutele.
Per quel che ho letto, il livello B1 prevede la conoscenza base della lingua, la capacità di sostenere conversazioni semplici su argomenti noti o di interesse, comprendendo gli elementi principali in un discorso; la capacità di comprendere l’essenziale di trasmissioni radiofoniche e televisive su argomenti di attualità o temi di interesse personale o professionale, la comprensione di testi scritti di uso corrente legati alla sfera quotidiana o al lavoro, la scrittura di testi semplici su argomenti noti o di interesse.
Gli esaminatori di Suarez, intercettati, si dicevano: “”Non dovrebbe, deve, passerà, perché con 10 milioni a stagione di stipendio non glieli puoi far saltare perché non ha il B1″”.
Chissà se la stessa attenzione viene riservata agli immigrati che arrancano per 1.000 euro al mese e la cittadinanza italiana è per loro un passaggio fondamentale per costruirsi una vita?

 

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