L’ottava opera di misericordia corporale

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Non vorrei sembrare blasfema, mi permetto soltanto di proporre a chi di dovere, l’inserimento dell’ottava opera di misericordia corporale.
art. di Maria

 

 Da qualche lontana lezione di catechismo, ricordo che, secondo la  tradizione cattolica,  sono  sette le  opere di misericordia corporale, caldamente raccomandate,   onde acquistare meriti con l’Altissimo e sperare  nel perdono di qualche nostra magagna.

Non vorrei sembrare blasfema,   mi permetto soltanto di proporre a chi di dovere, l’inserimento dell’ottava misericordia corporale.

Perché, dopo

 

                             1.Dar da mangiare agli affamati.

                             2.Dar da bere agli assetati.

                             3.Vestire gli ignudi.

                             4.Alloggiare i pellegrini.

                             5.Visitare gli infermi.

                             6.Visitare i carcerati.

                             7.Seppellire i morti.

si dovrebbe  inserire

                             8. Risarcire i detenuti.

 

E’ proprio di questi giorni,infatti,  per l’esattezza di ieri, 27 maggio 2013, la sentenza dell’Europa con la quale ci chiede  di  risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri. Entro un anno, pena l’obbligo al risarcimento danni ad ogni detenuto che ne farà richiesta.

E’ davvero disumano  che alla privazione della libertà si aggiungano anche il degrado, la promiscuità e il sovraffollamento; questo  non è degno di un paese civile. E’ giusto che la dignità degli esseri umani sia tutelata  sempre, anche quando si ha a che fare con delinquenti crudeli e feroci, mafiosi irrecuperabili, assassini, ladri, truffatori … e di chiunque  si sia posto, con le sue azioni, fuori del consesso civile.   

Sono per la giustizia, e per la civiltà, appunto, verso chi è in prigione. Mi indigna, tuttavia, e francamente non riesco a comprendere, la totale indifferenza sulle sorti delle vittime dei vari reati, commessi da  questi signori  ospiti delle carceri sovraffollate. Non una parola, mai,  sulle vittime e sulle loro famiglie, quasi fossero un dettaglio, un elemento fastidioso   da lasciare  a margine o sullo sfondo.

Disturbano, annoiano,  non sono argomento di sentenza…né di pressanti richieste dell’Europa e nemmeno di altri, politici, asso
ciazioni gruppi vari, che di questo problema si interessano.

 

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