L’ossessione d’essere ricordati

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Dalla sosta a caro prezzo, ai restringimenti di carreggiata. I Sindaci della citta’ non ci fanno mancare nulla. Il centro destra e altro, spiegano le loro proposte di governo.

 


La città di Modena dal lontano 1945 ha avuto sindaci provenienti da PCI, per essere più precisi fino al 1994, poi con le nuove sigle, ma la radice è sempre la stessa. Altro che Le mani sulla città, parafrasando il titolo del famoso film di Francesco Rosi! Si potrebbe dire, teniamo in pugno (chiuso) la città. Considerare negativo tutto il comportamento di questi primi cittadini, non sarebbe corretto. Nel bene e nel male, se abbiamo avuto per certi versi una città, che chi proviene dall’esterno dichiara vivibile per l’offerta dei servizi o altro, lo dobbiamo a persone che da Alfeo Corassori, primo sindaco della città, hanno governato fino ai giorni nostri con l’attuale sindaco Gian Carlo Muzzarelli. Tuttavia, non tutto quello che è stato fatto da queste amministrazioni, è positivo. Specialmente negli ultimi mandati ci sono molte storture. Ci limitiamo a una delle più recenti. Piano sosta con la creazione del mega parcheggio chiamato Novi Park. Con quest’opera si pensa di passare alla storia e di avere, alla fine, una via intitolata (un viale come quello dedicato a Corassori, forse è troppo), in città. Orbene, nella sbrusia del fare, spesso si fanno scelte che per molti non hanno senso, ma comandano loro. Questo è il valore della democrazia: un voto in più permette di fare ciò che si vuole. Non mi riferisco però all’evento dell’anno 2017: il mega concerto di Vaco Rossi che ha avuto anche delle polemiche sull’opportunità, o meno, di farlo quasi in centro alla città, portando nel capoluogo 220.000 fan del cantante, e che Gian Carlo Muzzarelli ha prontamente realizzato. In tutto ciò è stato aiutato dall’erede di una dinastia di compagni. Tal Giulio Guerzoni, che dall’età di ventidue anni, cambia scrivania a disposizione del Partito e che approda nel 2014, a trentadue anni, a fare l’assessore in Comune. Perciò, pensa che ti ripensi arriva l’idea. Allarghiamo l’ingresso dell’autostrada Modena Nord, che è una vera schifezza! Immediatamente partono le richieste di esproprio dei terreni, che sono messi a disposizione di Autostrade Spa alla fine del 2016, con la promessa che l’amministrazione cittadina controllerà e solleciterà l’inizio e la fine dei lavori. Peccato che a oggi continuino i disagi per chi esce o entra in autostrada. Allora, evviva la genialità. Dopo la Via Giardini, restringiamo anche la carreggiata di Viale Jacobo Barozzi e facciamo una ciclabile, forse, per essere ricordato nei prossimi anni in un eventuale bollettino dei ciclisti modenesi. Un obbrobrio che invito i cittadini a vedere. Un viale che era stato creato per uno scorrimento veloce delle auto, lo riduciamo e facciamo passare le biciclette. Secondo i suoi calcoli dovrebbero passare sciami di biciclette (questo probabilmente in ricordo della sua giovinezza, quando guardava le foto delle strade di Pechino ai tempi di Mao). Peccato, questo in teoria. In pratica il deserto dei Tartari, a parte i pusher che sfrecciano per la consegna della merce. Da notare che tutto questo è stato fatto dal lato dove ci sono le poche attività commerciali, che ancora resistono. Eppure dall’altra parte della via, lo spazio c’è. Che cosa dire? Niente. E’ la democrazia sopra descritta.

Si è svolto, organizzato dal circolo culturale la Terra dei Padri, un incontro/dibattito dei partiti, movimenti e nuove realtà politiche di opposizione all’attuale alleanza di governo.  L’intento, lodevole, era quello di illustrare le loro proposte di cambiamento. All’invito si sono presentati: Lega, FdI, Idea Popolo e Libertà, quarta gamba del centro destra, oltre a Forza Nuova. Altri, FI e CasaPound hanno giustificato la loro assenza. Il M5S non ha neanche risposto. Questo dovrebbe fare riflettere sul loro modo di fare politica. Si predica bene, ma si razzola male. L’elettore dovrà vedere, o meglio sentire, i rappresentanti di un partito che si propone per governare l’Italia, oppure è meglio non farli parlare, vista la loro pochezza? Iniziato con trenta minuti di ritardo, l’evento non è stato, a mio avviso, ben interpretato dai convenuti. Alle cinque domande uguali per tutti, preparate dal direttivo del Circolo, le risposte sono state in parte fumose, divaganti e con un leggero retrogusto di aria fritta. Risultato: se diamo un voto, da uno a dieci, a ogni domanda, la sufficienza dovrebbe essere trenta. La mia personale pagella è quindi di: 30 per FdI, sufficiente. Rimandati, o bocciati se preferite, Forza Nuova 26, Lega e Idea Popolo e Libertà 24. Rilevate anche inesattezze, ma che il sistema ingessato ha impedito di evidenziare. Avrei voluto, da giornalista, intervenire, ma il bravo conduttore non l’ha consentito.

Conclusione: niente di nuovo sotto il sole. 

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