L’Omeopatia

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L’omeopatia (dal greco ?µ????, simile, e p????, sofferenza) è una controversa pratica della medicina alternativa basata sui principi formulati dal medico tedesco Samuel Hahnemann verso la fine del XVIII secolo.

La validità dell’omeopatia non è mai stata dimostrata mediante esperimenti o ricerche. Gli studi condotti in base ai principi della scienza medica ne hanno viceversa dimostrato l’inefficacia. Il ricorso a prodotti omeopatici è potenzialmente pericoloso per la salute nella misura in cui può spingere i malati ad abbandonare o ritardare terapie mediche di comprovata efficacia.

Questo è quello che si trova scritto su Wikipedia dell’omeopatia, la più diffusa tra le medicine cosiddette non convenzionali.

Pensate che almeno 10 milioni di italiani ne hanno fatto uso.

Questa pseudo scienza risale all’800, mai dimostrata all’epoca e smentita in modo categorico con gli anni con le nuove leggi di chimica e fisica che hanno sostituito le concezioni filosofiche di tempi passati.

La cosa che sconcerta è che l’omeopatia sostiene che una sostanza che viene diluita, non viene resa incapace di agire, ma addirittura ne potenzia la sua efficacia…….si parla della memoria delle molecole dell’acqua…… surreale.

Cerchiamo di capire la reale efficacia curativa di un prodotto omeopatico: ad esempio un elemento diluito più di 12 volte ha una scritta 12CH, significa diluizione centesimale di Hahnemann, di fatto dell’elemento iniziale, manco la traccia e quindi cosa si assume? Placebo!  Una sostanza che viene somministrata al paziente come farmaco, ma che in realtà è priva di principi attivi.

La scienza omeopatica afferma attraverso le sue grandiose ricerche , per curare una malattia, bisogna farlo con una sostanza che provochi gli stessi sintomi della malattia, per questo Hahnemann “fulminato sulla via di Damasco” invento la diluizione……all’inizio la maggior parte dei prodotti utilizzati erano tossici e altri letali, quindi , li ha resi incapaci di dare problemi facendoli scomparire, come? La diluizione, li ha diluiti tanto che ha fatto sparire anche il ricordo dell’elemento iniziale.

Entriamo nel merito di come si cura con l’omeopatia, come si capisce qual è il prodotto più idoneo per un paziente?  Si esegue il Proving.

Dal libro di Salvo Di Grazia, viene spiegato di seguito cosa è il proving:

Il proving

 

Il proving è il metodo che consente di “”testare“” (provare…appunto) un rimedio omeopatico in una persona. In base alle reazioni del soggetto che “”testa”” il prodotto (ai sintomi che dice di provare dopo aver assunto quel rimedio), l’omeopata saprà per cosa può servire il rimedio omeopatico. Facciamo ancora un esempio.

Se voglio provare la caffeina omeopatica, la somministrerò ad una persona. Questa annoterà in un foglio ciò che prova dopo averla assunta, per esempio ansia, caldo, distrazione, senso di vuoto (esempi a caso).

L’omeopata saprà quindi che la caffeina servirà a curare quei sintomi.

Non credo servano tante parole per spiegare che quei sintomi (le reazioni alla caffeina) sono completamente soggettivi, possono dipendere da tanti fattori e soprattutto, essendo ciò che l’individuo in “”proving”” assume soltanto zucchero, probabilmente si tratta di reazioni casuali, non dipendenti cioè da quanto assunto (tanto da essere diversi da un individuo all’altro).

L’omeopatia fa “”provare”” di tutto, qualsiasi sostanza può essere oggetto di “”proving”” perché qualsiasi sostanza (anche ciò che non è una “”sostanza””, come l’elettricità o la luce) può diventare un rimedio omeopatico.

Così si assiste a prove sinceramente ridicole quando non assurde.

Questo è uno dei fattori per i quali la possibilità (esistente in qualsiasi professione) che vi siano omeopati “”seri“” o “”meno seri“” è campata in aria. Sarebbe come sostenere che esistono astrologi “”seri”” e “”meno seri””, se l’intera teoria ed ipotesi su cui si basa un mestiere è una superstizione, un fenomeno paranormale, la serietà è la prima cosa che può essere scartata con sicurezza.

Il proving così riguarderà gli elementi più comuni, la caffeina, appunto o  altre come l’arnica o il gelsomino, ma la vera natura dell’omeopatia è forse più chiara quando scopriamo che sono “”testabili”” e quindi somministrabili elementi che ricordano le pozioni magiche delle streghe d’altri tempi, come l’acqua, l’elettricità, la luce (si espone il soggetto alla luce e si annota ciò che prova, quelli saranno i sintomi curabili con la…””luce omeopatica“”), le lacrime, il chiaro di Luna e le note musicali e si arriva a prove irragionevoli quando non rivoltanti, come il sangue di un soggetto con AIDS (naturalmente omeopatico, non c’è nessuna molecola di sangue in quell’intruglio), un preservativo, una zecca, mestruazioni o addirittura un buco nero. Sono talmente assurdi i rimedi omeopatici che, quando descrissi quelli di un prodotto omeopatico in un mio vecchio articolo, intervenne nei commenti l’addetto stampa dell’azienda offeso perché aveva scambiato il mio elenco di “”ingredienti”” (tra i quali ghiandole di rospo e veleno di serpente, scritto anche sulla confezione) per una “”battuta ironica””: non riusciva a crederci neanche lui!

 

Ci siamo?

Il soggetto in “”proving”” annota tutti i sintomi che prova assumendo il rimedio e consegna tutto all’omeopata che li usa di conseguenza, se una sostanza provoca ansia, l’omeopata lo somministrerà per l’ansia (come ho scritto prima per l’omeopatia la malattia si cura con qualcosa che provoca gli stessi disturbi) se il soggetto prova agitazione il rimedio sarà prescritto per questo disturbo.

Sappiamo che l’omeopatia è una pratica senza base scientifica, ma conoscendola meglio emergono gli aspetti che la rendono una vera e propria pratica magica, stregonesca.

In ogni caso, a prescindere dalle “”stranezze”” del proving, sappiamo che di quelle sostanze non assumeremo nulla, è nella stessa natura dell’omeopatia. Perché quindi compiere questi “”riti””? Proprio per rendere il gioco magico più “”misterioso””, più “”potente”” ed esoterico, pensare che assumiamo i “”poteri magici”” di una zecca può avere il suo effetto sui soggetti più condizionabili ma nessun timore, non si assumerà nemmeno una molecola di quella zecca, grazie all’estrema diluizione dei rimedi omeopatici la pallina di “”medicinale”” conterrà solo zucchero, puro.

Era qui che volevo arrivare, le diluizioni.

La più comune è quella di cui si parlava all’inizio, la centesimale di Hahnemann (l’inventore dell’omeopatia) che si indica con la lettera CH (30CH significa trentesima diluizione centesimale di Hahnemann). Ne esistono altre meno diffuse, la DH (diluizione decimale di Hahnemann, ovvero il principio attivo non si diluisce in 100 parti come nella centesimale ma in 10 parti di acqua) e la “”korsakoviana”” (si indica con K, prende il nome dal suo inventore, il russo Semen Korsakov).

 

Ma ci pigliate per il cu**o?

Faccio un’ulteriore precisazione, la diluizione classica dell’omeopatia parte dal principio attivo  di cui si prende una goccia e la si versa in un bicchiere di 99 ml di H2O, ergo , si forma una soluzione composta da 99 parti di acqua e 1 parte di principio attivo, questa viene chiamata 1CH, da questo si prende una goccia e si versa in un secondo bicchiere di 99 ml di H2O, si ottiene la seconda soluzione 2CH , con 99 parti di acqua  e 1 parte del principio attivo già diluito. Questo va avanti sino alla 12 volta, ergo ancora il principio attivo di partenza a questa diluizione  per le semplici leggi della chimica e della fisica( con ogni probabilità l’omeopatia le disconosce) non esiste più.

Povero Avogadro si ribalterà nella sua tomba.

Ma leggete bene perché farete fatica a crederci, il metodo Korsakoviano di preparare il farmaco omeopatico , prevede il solito principio attivo e 99 ml di acqua, ottenuta la soluzione si  svuota il bicchiere  e si riempie  di nuovo di acqua, si svuota nuovamente il bicchiere e cosi via per un totale di volte variabile da 10000 a 100000 volte, importante però , e ciò è indispensabile che ogni diluizione il magico bicchiere omeopatico va battuto cento volte sopra un libro ( magari acquisisce conocenza).

Ma di cosa stiamo parlando?  Acqua , zucchero , di niente terapeuticamente parlando.

Fermo restando che l’omeopatia non è una religione , ma si propone di curare persone, non si può sentir dire che la terapia funziona se uno ci crede.

Di fatto un magico placebo.

Per chi non crede a quanto scritto…… prendete un prodotto omeopatico, qualunque e fatelo analizzare …… scoprirete il niente e il marketing.

Pertanto l’omeopatia se uno ci pensa capisce che non funzione e La scienza lo dice e lo spiega e se qualcuno dice che curandosi con l’omeopatia ha avuto benefici , molti sono i dubbi che possono nascere.

Pensateci bene , prima di prendere un prodotto omeopatico.

 

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