Lo sterco del Diavolo

Condividi su i tuoi canali:

L'ulteriore inasprimento delle disposizioni contenute nel DPCM dell’8 marzo 2020, innegabilmente, limita la nostra libertà ma la situazione richiede misure severe. Altre nazioni, prima di noi le hanno adottate. Per limitare il contagio Cina e Corea  pare abbiano già avviato nei giorni scorsi persino le procedure di disinfezione delle banconote in circolazione, su pressante richiesta delle banche. Un’ulteriore motivazione per abbandonare il contante, opzione già caldeggiata, indipendentemente dalla salvaguardia della salute pubblica? I posteri dovranno esprimersi anche su questo. A noi ora è richiesto “solo” di fare il nostro dovere di cittadini. E chi non ha abbastanza senso civico e mette a repentaglio la propria e l’altrui salute, merita di essere sanzionato.  

 


“Il denaro è lo sterco del Diavolo.”

L’affermazione di San Basilio Magno, periodicamente ripresa da predicatori di ogni tempo, ovviamente si riferisce al denaro mal guadagnato e a chi fa di esso una divinità.

E’ comunque noto, al di là delle considerazioni etiche, che il denaro sia una delle più sudice cose con cui si possa venire in contatto nella nostra quotidianità! In tempi non sospetti, quando non era in ballo un’epidemia e io, all’uscita dal lavoro, sposina fresca, mi fermavo a comprare il pane, prima di tornare a casa, non esisteva una benché minima regolamentazione e vedevo con orrore la titolare della panetteria mettere il denaro in cassa, salutare il cliente e poi… dopo una strofinata di mani sui fianchi del grembiule, prendere il pane a me destinato. Gesto che evidentemente era considerato da lei il massimo dell’asepsi. Non per me. Inutile dire che cambiai le mie abitudini, evitando il predetto negozio. Le cose, per fortuna, sono cambiate, almeno per ciò che ci è dato vedere.
Tornando all’imposizione di disinfettare le banconote, non trovo l’idea peregrina, tutt’altro, come non trovo assolutamente ridicola l’idea di girare con la mascherina, sopportando l’ilarità degli sciocchi, sempre pronti a giudicare sciocchi gli altri.
Altrettanto, si dovrebbe evitare di parlare mentre si serve il cibo, al ristorante, o quando si affettano allegramente gli insaccati, come fanno gli addetti alla gastronomia dei centri commerciali, dilettandosi in conversazioni con il collega accanto… o con il cliente stesso. Io, muta, non offro spunti di conversazione, oltre la richiesta iniziale e il grazie alla consegna.
Chi ritenesse eccessive o ridicole queste cose, provi semplicemente a guardare il suo cellulare, con il quale parla senza accostarlo all’orecchio… avrà una sorpresa sgradevole. Anche chi non ha difetti di pronuncia particolari, riempie il piccolo schermo di minutissime goccioline di saliva.
E’ pur vero che non dobbiamo e non possiamo farci condizionare da ogni cosa giri attorno a noi, ritenendola potenziale pericolo per la salute ma, onestamente, quello che è possibile evitare, si dovrebbe, appunto, evitare. La disposizione di mantenere la distanza almeno di un metro dall’interlocutore ha, pertanto, ampia giustificazione. 

Sono lontani i tempi in cui, se un pezzetto di pane cadeva per terra, bastava un bacino e lo si poteva mangiare nuovamente. Ciò che possiamo “tirar su” quando ci cade qualcosa per terra, sicuramente ha una pericolosità e una varietà un tempo inimmaginabile.
Nei vecchi libri di “Economia domestica” si raccomandava di togliere le scarpe appena rientrati in casa e, soprattutto, di non entrare in stanze destinate al riposo, o in cucina, con esse, per non portare polvere e sudiciume. Una norma da seguire sempre, non solo in momenti di parossismo e di crisi, una buona norma, benchè datatissima, dato che questa materia nelle scuole medie di oggi non esiste più, sostituita da altre discipline. Preferisco non pensare, infine, a che cosa portiamo a casa noi pedoni oggigiorno quando la disinvoltura di molti “ospiti” trasforma in latrine a cielo aperto città grandi e piccole, ovunque ci sia un luogo acconcio per svuotare vescica e apparato digerente. Per non parlare di chi, non solo fra gli ospiti, ha la disgustosa attitudine a sputare per la via. Anche questo è retaggio di un passato lontano:  “La persona civile, non sputa per terra.” Così dicevano.

Ora, in questa situazione drammatica, per dovere civico, per buon senso, per correttezza… per la salvaguardia della salute, propria e altrui, tutti dobbiamo attenerci alle disposizioni contenute  nel Dpcm dell’8 marzo 2020 sul Coronavirus. Come vediamo, non sono astruserie campate in aria ma norme di buon senso e di corretta igiene. 

( https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/03/08/20A01522/sg)

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

Come di consueto, qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto sono link che portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più facilmente il giornale.

Lo sterco del Diavolo

A.D.Z.

Parliamo d’altro

Massimo Nardi

Quando l’informazione si occupa di un solo caso, anche se grave, è il momento giusto, per i “furbetti del quartierino”, di farsi i fatti loro. Poi, però, diventano problemi nostri.

Un paragnosta a capo del mondo

Alberto Venturi

La nazione che comanda il mondo è in mano ad una persona che si esprime pubblicamente su un’emergenza mondiale, come il tasso di mortalità del Coronavirus, sbandierando una sua intuizione. Non mi stupisco di lui, ma di chi ancora lo sostiene. Se è vero, come purtroppo è vero, che ogni popolo ha come guida uno specchio di sé stesso, gli statunitensi sono alla frutta, come confermano le liti e la povertà di leadership dei Democratici.

“”Un conto aperto con il passato””

Luigi Guicciardi

La nuova inchiesta del Commissario Cataldo è ambientata nel mondo della ricca borghesia, in una doppia direzione professionale e privata: la concorrenza industriale, il licenziamento di un sindacalista … e la sua relazione segreta con una donna sconosciuta.

Fantafinanza da Wuhan

Eugenio Benetazzo

La domanda principale che ci si dovrebbe porre è perchè. Perchè è accaduto quello che è accaduto, chi ci ha guadagnato e a che cosa dovrebbe servire il tutto. Tralasciamo volutamente le tesi complottistiche che il virus di Wuhan serva per sfoltire una parte della popolazione mondiale visto che la sua mortalità è irrilevante o che il virus necessita di un vaccino che farà arricchire chi lo produrrà e cosi via discorrendo.

Approfittiamo del virus

Maddalena Morgante

Superata l’emergenza, si dovrebbe mettere mano al SSN con riforme migliorative, abolendo il numero chiuso a Medicina, potenziando l’Università e la ricerca, togliendo il limite d’età ai medici che sono in grado di lavorare, assumendo personale paramedico, razionalizzando la rete ospedaliera, incrementando quella della cronicità, della lungodegenza e dell’assistenza domiciliare, destinando maggiori risorse alla salute. Questo, in fin dei conti, è un risparmio.

Buona settimana e buona lettura del n. 693 – 382.

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

L’arco e le frecce

Un tragico incidente, un’uscita fuori strada autonoma, uno dei tanti drammi che insanguinano le nostre strade. Così, poteva essere reso noto e archiviato, ciò che

Non ti fidar dell’acqua cheta

Sull’Ansa ho trovato il lungo elenco di catastrofi provocate da frane e alluvioni in Italia negli ultimi settant’anni: 101 vittime nel Polesine (1951), 325 persone

Gli ambientalisti nelle pinacoteche

L’ultima moda di certi ambientalisti è utilizzare le pinacoteche ed i musei per protestare. Così in questi giorni cinque attivisti di ‘Ultima generazione’ sono entrati