Lo sdegno di Modena

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Il discusso convegno di Fiamma Tricolore nella nostra città, Medaglia d’Oro alla Resistenza, si è tenuto tra un mare di polemiche e qualche tafferuglio. Claudio Gibertini era presente in prima persona all’evento.

 

 

Lo scorso sabato pomeriggio l’intera città di Modena ha vissuto momenti di altissima tensione, mi sono trovato in prima persona a seguire le evoluzioni dell’ormai famigerato convegno della Fiamma Tricolore che ha provocato reazioni sdegnate da parte di  Anpi, Arci, Cgil, Partito Democratico, Sinistra Ecologia Libertà, Italia dei Valori, Comunisti italiani, Rifondazione Comunista e Partito Socialista Italiano , che hanno tenuto invece nello stesso momento una contro-manifestazione sotto la Ghirlandina al sacrario dei partigiani.

Le premesse per il convegno non erano certo delle migliori: il sindaco di Modena Giorgio Pighi aveva richiesto al questore Pinto di annullare la manifestazione organizzata dal movimento di estrema destra visto l’altissimo rischio di scontri. L’intera giornata era stata inoltre piuttosto convulsa e gli stessi organizzatori del discutibile evento, che si sarebbe dovuto tenere proprio nell’anniversario della marcia su Roma del 1922, dopo che il ritrovo sembrava essere stato fissato in un hotel all’estrema periferia della città, avevano smentito e affermato che il luogo esatto dell’evento sarebbe stato comunicato solo all’ultimo momento per evitare possibili contestazioni promesse dai militanti del centro sociale Guernica. Nel corso della mattinata era anche circolata la voce di un possibile annullamento della manifestazione di Fiamma Tricolore. Ma verso le 18,30 il luogo della riunione è diventato palese: l’Hotel Europa in Corso Vittorio Emanuele. Lì i pochissimi intervenuti (una quindicina in tutto) aderenti non solo alla Fiamma Tricolore ma anche ad altri movimenti di estrema destra come Forza Nuova, e con la presenza di un consigliere comunale del PdL di Campogalliano, hanno cominciato ad arrivare alla spicciolata, vivamente sollecitati da alcuni agenti della Digos a entrare velocemente nella sala riunioni dell’Hotel Europa e a non sostare nei pressi dell’entrata per non essere notati da possibili contestatori nei paraggi. Ma nello spazio di qualche minuto una ventina di contestatori dei centri sociali muniti di bandiere e striscioni inneggianti all’antifascismo sono piombati davanti all’Hotel Europa cercando di entrare nella hall. La tensione è arrivata in un attimo alle stelle, i pochi  agenti della Digos presenti in quel momento a presidio della zona hanno cercato di impedire l’accesso all’interno dei locali posizionandosi dietro alla porta a vetrata, dopo pochi secondi tra le urla dei manifestanti un facinoroso con un pugno ha infranto il vetro, causando il lieve ferimento al visto e alle mani di due dirigenti della Digos che in quel momento si trovavano dietro alla porta. In pochi secondi una squadra di poliziotti in tenuta antisommossa, è arrivata dalla stessa direzione dalla quale erano giunti manifestanti, respingendoli a manganellate verso la strada, mentre al contempo altri esponenti del collettivo spostavano alcuni cassonetti della spazzatura nel bel mezzo di corso Vittorio Emanuele, bloccando il traffico nei due sensi di marcia. Un altro gruppo di agenti in tenuta antisommossa è arrivato a rinforzo , sbarrando questa volta completamente l’accesso all’hotel. Vi sono altri momenti ad altissima tensione, altri contatti tra agenti armati di tonfa e scudi e manifestanti di aste e bandiere, subito dopo è iniziato uno scontro verbale tra i manifestanti del collettivo e alcuni esponenti di estrema destra che dalla hall dell’albergo urlavano all’indirizzo dei ragazzi oltre il cordone di polizia. Altri manifestanti , alcuni dei quali con bandiere di Rifondazione comunista arrivati davanti all’albergo si sono schierati a fianco dei contestatori e a quel punto la rabbia verbale del gruppo di manifestanti antifascisti si è anche riversata anche sugli stessi poliziotti  accusati a gran voce di essere “protettori dei fascisti” e “servi dei servi”. All’interno dell’Hotel Europa il convegno è iniziato con mezz’ora di ritardo mentre fuori gli slogan dei manifestanti si sono fatti sempre più forti, e anche una squadra  di carabinieri è arrivata a rinforzo degli agenti di polizia  . Fortunatamente la situazione non è ulteriormente degenerata e i contestatori si sono diretti in corteo altrove, mentre poliziotti e carabinieri schierati sono rimasti per tutto lo svolgimento del convegno a presidiare l’entrata dell’hotel. Il segretario provinciale di Rifondazione Comunista Lugli si è subito dissociato da quanto avvenuto, anche in considerazione del fatto che qualche contestatore sventolasse la bandiera del suo partito: ” La protesta è stata giusta per dimostrare la totale opposizione a manifestazioni di Fiamma tricolore “ ha affermato Lugli “Ma non c’entriamo né con la rottura della vetrata né con gli scontri”. Anche la direzione dell’Hotel Europa ha dichiarato che l’uso della propria sala riunioni era stato concesso senza che fosse a conoscenza della natura del convegno.

 

Questo è quanto avvenuto sabato scorso nel pieno centro di Modena per un convegno che  voleva essere la celebrazione dell’ottantanovesimo anniversario della marcia su Roma, e al quale gli effettivi partecipanti non arrivavano alla ventina, tra i quali vi erano esponenti non solo di Fiamma Tricolore ma anche di Forza Nuova ed un consigliere comunale del PdL di Campogalliano.  Durissime sono state le reazioni dei partiti di sinistra, tra le quali quella di Sel che attraverso un comunicato firmato da Giuseppe Morrone, suo coordinatore federale, ha fatto sapere che   “il Questore non avrebbe dovuto autorizzare, in alcun modo, il convegno di Fiamma Tricolore” così come  che “Non è credibile che i gestori dell’Hotel Europa non sapessero di cosa trattasse l’indegno convegno di Fiamma Tricolore ed è vergognoso che allo stesso abbia partecipato un consigliere comunale di Campogalliano del Pdl”.

 

 

 

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