Lo scranno vuoto di Giacomo Matteotti

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Si è svolta alla Camera la cerimonia per ricordare come proprio cent’anni fa Giacomo Matteotti vi avesse pronunciato l’ultimo suo discorso prima di essere sequestrato e ucciso. La Meloni ha detto: “Ucciso dallo squadrismo fascista”, perché denunciava i brogli elettorali e le violenze dei camerati per stroncare ogni opposizione.

Avrebbe potuto anche dire: “Ucciso per volontà di Benito Mussolini” che infatti poi se ne assunse la responsabilità dichiarando: “Se il fascismo è stato un’associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere! Se tutte le violenze sono state il risultato di un determinato clima storico, politico e morale, ebbene a me la responsabilità di questo, perché questo clima storico, politico e morale io l’ho creato con una propaganda che va dall’intervento ad oggi”.

Non sono d’accordo che lo scranno dal quale Matteotti pronunciò l’ultimo discorso, non venga più usato, come è stato deciso.

Matteotti è stato un martire ma quanti altri deputati e senatori subirono violenze fino alla morte? Quanti parlamentari, fin dal 1861, dedicarono tutta la vita con onestà e impegno al bene comunque seppure a loro sia stato risparmiato il dover versare il sangue? Voglio qui ricordare Antonio Piccinini, reggiano, candidato alle elezioni politiche dell’aprile 1924, che fu prelevato con inganno dalla sua casa da un gruppo di squadristi fascisti, ucciso nella casa di due dei suoi sequestratori dopo averlo appeso a dei ganci per la lavorazione dei maiali e finito a colpi di rivoltella. Il suo corpo straziato fu fatto trovare sotto un albero lungo la ferrovia Reggio-Ciano perché i lavoratori che arrivavano con il treno vedessero la fine che i fascisti facevano fare ai dirigenti operai. Lo ricordò Matteotti nel suo ultimo discorso.

Preferirei che il posto di Matteotti fosse occupato in modo da poter dire al deputato che vi si siede: “Questo è lo scranno di Matteotti, prova a meritartelo” . Quanti scranni dovremmo lasciare vuoti? Riempiamoli e ricordiamo ai nuovi deputati chi sedette su quello scranno,

Ma è più facile lasciare una sedia vuota chiamandola monumento, perché lo si fa una volta sola, che occuparla degnamente, che impegna tutti i giorni.

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Una risposta

  1. I veri martiri siamo noi
    D’accordo in linea di massima ma con qualche distinguo.
    Penso come te che non abbia alcun senso lasciare vuoto per sempre lo scranno occupato dall’onorevole ( uno dei pochi a meritare tale nominativo ) Matteotti quando pronunciò l’ultimo discorso contro il fascismo prima di essere eliminato da Mussolini.
    Sarebbe come non utilizzare più un numero di maglia per essere appartenuto ad un campione del calcio del passato.
    A Napoli per esempio è stata ritirata la maglia numero 10 appartenuta a Maradona, forse il più grande calciatore di tutti i tempi, ma non un grande uomo perché distrutto dagli stravizi sino al punto da morire a causa della sua dipendenza dalla droga.
    Io penso che per ricordare Matteotti non sarebbe necessario lasciare libero il suo scranno ma evitare che nelle aule parlamentari possano approdare da qui in avanti avanzi di galera, corrotti , pregiudicati e personaggi borderline .
    E poi penso un’altra cosa : di martiri tra i cosiddetti onorevoli ne ricordo ben pochi.
    Oltre Matteotti ve ne sono stati forse meno delle dita di una mano.
    Sono gli elettori che sono stati traditi da quelli che avrebbero dovuto rappresentarli e difenderli e che al contrario hanno pensato solo a portare acqua al proprio mulino mandando alle ortiche l’interesse pubblico generale.
    E grazie a loro che abbiamo sulle spalle il pesantissimo fardello del debito pubblico ormai prossimo ai 3000 miliardi.
    E’ grazie a loro che stiamo cancellando il futuro delle prossime generazioni cui stiamo lasciando poche briciole ed il deserto.
    I veri martiri sono i nostri figli e nipoti sulle cui spalle abbiamo scaricato il peso del più grande indebitamento dell’intero occidente dovuto alle scempiaggini commesse in almeno mezzo secolo di cattiva gestione delle risorse pubbliche.
    Ma lor signori continuano imperterriti a percepire scandalose prebende, inconcepibili per una nazione che ha un mostruoso indebitamento come il nostro.
    Dando per scontato che i veri martiri siamo noi ritengo però stupido manifestare il nostro dissenso non andando a votare.
    L’assenteismo è un assist irresponsabile per quelli che , a prescindere dall’appartenenza politica, hanno curato solo l’interesse personale, familiare o di bottega.

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