Lo scontrino, questo sconosciuto

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La piaga degli scontrini non  emessi… ma nemmeno richiesti dai compratori, con discutibile senso civico. L’evasione, in particolare quella sistematica dei cittadini stranieri, si combatte anche così.

 

Fra le molte domande che i cittadini, ogni giorno, si pongono, molte sono le cosiddette “domande oziose”… che non attendono risposta, o che  comunque preludono a una risposta assai scontata. Ci sono domande, invece, che si pongono sempre, ahimè fra loro,  e sono domande vere, che esigono una risposta, domande legittime, che attendono risposte esaurienti. O che, almeno, in tali risposte , sperano tanto.

Una, sicuramente riguarda il misterioso proliferare di attività commerciali gestite da cittadini cinesi… mentre , al contrario, ogni giorno, mestamente, “tirano giù le serrande”  definitivamente moltissimi italiani, titolari di negozi grandi e piccoli. Non parliamo poi dei mercati rionali, nei quali talvolta  sono una simpatica eccezione, non sempre presente, proprio gli italiani, in un susseguirsi ininterrotto di banchi di ogni tipo gestiti da cittadini cinesi. Le considerazioni su tipologia delle merci, sicurezza delle stesse, caratteristiche dei locali, professionalità dei commessi, riempirebbero volumi su volumi…mi limito qui a chiedermi se, per caso, eh, non ci siano, nei loro confronti,  troppe agevolazioni fiscali. Quelle legali, previste per chi apre una nuova attività… posso capirle, anche se non mi spiego come mai aprano nuovi esercizi solo i cinesi. Rimangono quelle illegali, ossia le “autofacilitazioni”, ironico neologismo  che sta per “evasione fiscale”

Siamo abituati ai blitz spettacolari e giustissimi, ovviamente, della guardia di Finanza in amene località turistiche, meta di dorate vacanze e di dorate  evasioni. Abbiamo sentito di commercianti  messi nei guai per una pizza regalata ad un fratello,  senza l’emissione dello scontrino… bimbetti di pochi anni, con un sacchettino di caramelle da pochi centesimi,  rei di non poter mostre lo scontrino ricevuto Così molti altri esempi, forse un tantino  troppo severi, rispetto alla gravità della contravvenzione, ma sicuramente giusti, se si vuole stare alle regole. Mi chiedo , tuttavia, se tanto rigore è applicato sempre, con tutti, e con la stessa solerzia. Ho appositamente trattenuto lo scontrino che vedete qui sopra,  dal quale ho reso irriconoscibili i dati sensibili, ma dal quale si vede benissimo il numero, un solenne “UNO”.

Uno scontrino fatto alle 11, 47 di un affollatissimo giorno di mercato…su precisa richiesta da parte mia. In un primo tempo la signora cinese mi ha detto “Lo scontrino per 15 euro, non si fa…” ammiccando con fare complice. Non si è resa conto, la tapina, di avere di fronte una persona che non sopporta ammiccamenti, presunzioni di complicità varie, etc. L’ho richiesto, richiedendo il dietro il denaro  e rinunciando al pur modesto acquisto.

Ma, dando per  scontato che emettere  lo scontrino,  di pochi centesimi, o di migliaia di euro , è un preciso inderogabile dovere di ciascuno… come mai possono accadere,  cose simili?

Chiederlo, per onestà, per puntiglio, per pignoleria o come la si voglia chiamare, è un dovere di noi cittadini… ma di fronte a cose come questa… dico… chi ha chiesto a questa commerciante   lo scontrino, come ho fatto io, rendendomi evidentemente odiosa?

Quella mattina… nessuno

 

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