L’Italia di Philippe Daverio, domani al BPER Forum Monzani di Modena

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L’Italia spiegata come in un viaggio, nella sua storia, nella sua arte e nei suoi simboli. Un manuale di antropologia culturale italiana. Philippe Daverio presenta il suo ultimo libro “”Ho finalmente capito l?Italia”” sabato 17 febbraio al BPER Forum Monzani di Modena

Philippe Daverio ci offre un’originale chiave di lettura dell’Italia e degli italiani di oggi. Per quale motivo gli italiani sono così diversi dai cittadini d’oltralpe? L’autore risponde nel suo ultimo libro “”Ho finalmente capito l’Italia”” (Rizzoli) che presenta sabato 17 febbraio alle 17.30 presso il Bper Forum Monzani di Modena (Via Aristotele 33, ingresso gratuito).

Con questa “”autobiografia di un alsaziano che riscopre le proprie origini lombarde””, Philippe Daverio cerca di spiegare il nostro Paese a tutti gli stranieri che ci osservano stupiti, ma anche – soprattutto – a molti italiani. Ci racconta così di come le lotte intestine fra guelfi e ghibellini, la presenza del Papato, la frequenza dei terremoti hanno dato forma alla nostra mente e al territorio, di come il Sud si senta l’ “”ombelico del mondo”” e di come i Savoia sono diventati re d’Italia. Attraverso i suoi occhiali di cittadino europeo per nascita e per vocazione, l’autore spiega inoltre tramite dicotomie le peculiarità e le differenze fra l’Italia e il resto del continente, ad esempio i concetti di “”principe”” e di “”re”” o di “”campanile”” e di “”Heimat””. Un’indagine da “”antropologo culturale””, divertente e piena di spunti inediti, che, anche attraverso le immagini, parte dalla storia e dalla storia dell?arte per rileggere la realtà di oggi e analizzare vizi e virtù del nostro Paese.

Philippe Daverio è nato nel 1949 a Mulhouse, in Alsazia, e vive a Milano. Professore ordinario alla Facoltà di Architettura dell?Università di Palermo, è direttore della rivista ?Art e Dossier?. È autore e conduttore in TV di Passepartout, Emporio Daverio e Il Capitale. Per Rizzoli ha pubblicato la trilogia Il Museo immaginato (2011), Il secolo lungo della modernità (2012) e Il secolo spezzato delle Avanguardie (2014), e inoltre il volume Guardar lontano Veder vicino (2013) e il bestseller La buona strada (2015), tutti disponibili anche in e-book. Dal 2014 è direttore artistico del Museo del Duomo di Milano.

 

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