L’inizio e la fine del mondo

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Ancora una volta parliamo di informazione a Modena! E in particolare delle critiche e delle sollecitazioni che i lettori mandano o ricevono da Bice

Si è tenuto venerdì sera una importante conferenza alla organizzazione della quale ha partecipato anche dabicesidice. A confronto, si misuravano due esperti professori universitari sul tema Energia (cosa da niente). Vi è stato un indubbio successo di pubblico, ma poco entusiasmo da parte della stampa e media modenesi. Sembra che un importante addetto ai lavori abbia giustificato queste assenze con questo commento: « evento di scarso interesse perchè a moderare c’era uno sconosciuto» Frase non registrata, ma sta di fatto che la sua testata non ha pubblicato nulla dell’evento: a Modena si respira anche questo!  

Se mai un giorno, Nostro Signore, convocherà una conferenza stampa per annunciare il giorno e l’ora della fine del mondo, o si preoccuperà di farla presiedere da un noto giornalista, altrimenti quella  notizia, a Modena, non avrà peso e rischierà di non essere pubblicata. Sembra che lo spessore dell’evento da amplificare sia dato dal moderatore e non dal contenuto della notizia!   Tuttavia mentre una parte di certa Modena autorevole si culla tra queste convinzioni liturgiche, contemporaneamente molta gente non resta sempre immutabile. Si dice che oggi circa il 40% della popolazione si connetta ad Internet, da casa o dal lavoro. Di questi, il 60% per acquisire informazioni. In più, una altissima percentuale di giovani e giovanissimi, ha oggi una grande confidenza con Internet ed è spontaneo prevedere che difficilmente crescendo lo abbandonerà. Rispetto alla carta stampata l’informazione on –line offre notevoli vantaggi tra i quali ne cito solo due, tra i meno significativi: 1) accessibilità da parte del lettore in qualsiasi momento e quindi compatibilità con i ritmi e gli impegni quotidiani; 2) gratuità.

Così, mentre si snodano o si evolvono questi dati, un noto commentatore ci scrive: “Ugolino incassa oltre trenta interventi, e che interventi ! Gli altri otto argomenti dell’Agorà hanno realizzato solo sei commenti in tutto, alcuni non hanno avuto uno straccio di risposta. E non mi sembra che non meritassero interesse e partecipazione, eppure…. si glissa, anche su cose serie e drammatiche che riguardano tutti noi, dal Secchia al Panaro. ……Cara Redazione, caro DI EFFE, è vero che alcuni hanno timore di sbagliare e di essere redarguiti dai soliti mastini di Bice, ma sono convinto che, sostanzialmente, manchi il coraggio di esprimere il proprio pensiero. Vorrei essere smentito, perchè se le cose stanno così non c’è serenità nel nostro futuro. Perciò Vi chiedo: ha ancora un senso una Agorà urlato ai sordi ?” Sarpedonte 17.02.07 ore 23,19

Ad onor del vero un’altra commentatrice scrive: “Se, leggendo gli articoli di Bice, anche una sola persona si ferma a riflettere, a fare una ricerca, a documentarsi e a pensare…credo che lo scopo………… sia stato raggiunto. Non un piccolo risultato.” Mnemosine 15/02/2007 22.38

 

Bice ogni sette giorni, propone interviste, comunicati, valutazioni e articoli che consentono l’approfondimento da parte dei lettori (o tra i lettori) in ogni ora del giorno o della notte. Perché alcuni contributi se pur importanti non vengono commentati?

Anche Dario Vacchini da Milano si interroga e avanza ipotesi, ma non abbiamo certezze. Per capirne di più forse occorre più tempo. Da sudditi come siamo stati considerati per secoli, anche se adesso siamo stati certificati come cittadini, ancora non abbiamo preso coscienza della possibilità o necessità di  divenire  protagonisti all’interno della nostra comunità. Ora che ci aiuta anche la tecnologia e mister Massimo Cavallini interviene nel dibattito nientemeno che dalla Florida, noi potremmo cimentarci in questo “senato”dove non ci sono i tempi contingentati; dove non si registrano interruzioni da parte dei contrari; dove è possibile prendere la parola in ogni ora del giorno e della notte. Larghi strati della società civile  possono misurarsi con nuove idee o nuove visioni della città, della società e dell’ambiente; hanno la possibilità di cimentarsi con gli altri e con la loro classe dirigente invitandola a scendere nella piazza a  dibattere, eppure…Leggiamo che al principio c’era , nella valle dell’eden, una tavola sempre imbandita. Forse sarà dipeso dal fatto che mancavano piatti tipici della cucina modenese, ma i commensali del tempo, nonostante tutto, complice anche un persuasivo imbonitore, preferirono dedicare la loro attenzione ad una “mela”. Non fu una azione istintiva, fu una scelta tra due raccomandazioni contrastanti. Anche oggi , su questo versante, la tavola offre molte varietà, ma tra i tanti di noi che disdegnano “la mela tentatrice” forse c’è anche la pretesa di trovare la ressa di commensali che desiderano sedersi al nostro fianco. Non è detto che debba essere così. Proviamo ad invitarli , anche uno per uno, e scopriremo forse che il grande desiderio per loro non era “la mela” e neppure la nostra ambita e pregevole compagnia, ma la certezza di poter trovare un posto sicuro dove mettere al riparo dal mondo e dalle sue turbolenze i figli o le persone a loro più care. Invitiamoli perché probabilmente tocca a noi spiegare loro che quel posto non si scopre per caso o per un colpo di fortuna¸ma deve invece essere costruito con le loro mani, pezzo per pezzo.

Alternative credibili per ora non le vedo anche perché di “mele” diverse dall’inizio del mondo credo ci sia solo
la “mela” di Biancaneve, quindi , detto in parole povere…una favola!

 

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