L’immigrazione diventa terreno di scontro fra italiani: cui prodest?

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C'è  chi si schiera contro il legittimo e indiscutibile senso di appartenenza a una nazione da parte d’Italiani che non vogliono, ancora, chinare la testa di fronte a quello che ormai è un palese disegno d’imporre un nuovo ordine sociale e religioso.

A fare il commento alle notizie che arrivano sulla scrivania di un settimanale, spesso si corre il rischio che il lettore si fermi al titolo. – Queste cose le ho già lette -. E qui, a mio parere, sta l’errore. Sentendo a caldo la notizia, ha un suo sapore.  A bocce ferme, e cioè a una settimana dell’accaduto (grazie anche alla tecnologia dei sistemi informatici), può essere proposta con un’analisi dell’accaduto molto più rispondente all’evento che non in tempo reale. Prendiamo il caso del comizio di Forza Nuova a Modena che, come qualcuno ha detto, ha paralizzato il centro storico di Modena, oltre a fare gli straordinari alle forze dell’ordine (come se non ne facessero abbastanza per assicurarci un minimo di tranquillità), che avrebbero preferito stare con le loro famiglie in un giorno semi- festivo.

Veniamo ai fatti.

Come spesso accade quando il movimento politico di Roberto Fiore, leader di FN, chiede uno spazio per promuovere la loro idea politica, giusta o sbagliata che sia, si trova sempre davanti ad uno sbarramento delle forze di sinistra che vanno, come si diceva un tempo, dall’arco costituzionale alle frange più estremiste. Negare l’evidente diritto di manifestare e di fare conoscere questa idea è, inequivocabilmente, una violazione della libertà altrui. Quindi (se le leggi non sono cambiate), se il questore riceve la richiesta di fare un comizio da parte di una forza politica o di qualsiasi altro movimento che non ricade sotto l’articolo XII delle norme transitorie della Costituzione Italiana, può concedere lo spazio richiesto. Non è forse errato concedere alla parte opposta politicamente, di manifestare il proprio dissenso lo stesso giorno? No. Evidentemente le autorità hanno deciso, democraticamente, di concedere lo stesso spazio per manifestare la propria contrarietà all’evento.

Però, come spesso accade, la sinistra tende a ingigantire e a usare l’evento a proprio favore,  salvo poi fare un distinguo e prendere le distanze dai gruppi estremisti. Non a caso il sindaco, Gian Carlo Muzzarelli, nel suo discorso davanti al sacrario dei patrioti caduti per la liberazione della Patria, ha espresso la solidarietà al Questore e al Prefetto della città, per le offese ricevute riguardo alla giornata in questione. Torniamo al motivo della presenza di Roberto Fiore in città. Semplice. La richiesta di esprimere il proprio dissenso per gli eventi di quanto accaduto a Colonia l’ultimo giorno dell’anno, con l’aggressione a donne indifese, e alla “goliardata o scherzo di cattivo gusto”, di puntare una scacciacani, in puro stile Isis, in faccia a dei ragazzi italiani, da parte di elementi nord africani nella vicina Vignola. Un tentativo, da parte di Fiore, di cavalcare la protesta, né più né meno, di quello che ne fa il bersaglio preferito della sinistra su questo argomento, ovvero Matteo Salvini e l’immigrazione?

Certo, c’è anche questo! Ben più grave, però, a mio parere, è l’atteggiamento contrapposto che va dai centri sociali, agli anarchici che, ancora una volta, si schiera contro il legittimo e indiscutibile senso di appartenenza a una nazione da parte d’Italiani che non vogliono, ancora, chinare la testa di fronte a quello ormai è un palese disegno d’imporre un nuovo ordine sociale e religioso. Quindi, due diverse visioni di un problema di non facile soluzione che, però, non si deve cercare ricorrendo allo scontro fisico, come invece ha cercato l’estrema sinistra sabato scorso.

Questo va detto, tutto il resto è aria fritta di una noia mortale. 

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