L’identità perduta

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C’era una volta l’importante e sfarzosa “settimana della moda donna” milanese, momento importante di business e pubbliche relazioni dove le griffe e i marchi si divertivano a fare del “made in Italy” un vero e proprio salotto dove tutti erano in grado di trarre gran beneficio.

Questa famigerata “settimana della moda” in realtà durava circa dieci giorni e Milano diventava la capitale del prêt à porter: in quei giorni si alternavano le sfilate delle grandi firme e la fiera del settore (MILANOVENDEMODA) dove esponevano i marchi emergenti e quelli storici. C’era un gran via vai di compratori italiani ed stranieri che rafforzavano l’economia del settore e il polo fieristico milanese era il cuore del business.

Cosa ha spezzato l’incantesimo? Che cosa è accaduto negli ultimi tempi e soprattutto nell’ultima edizione di fine settembre scorso?

Negli ultimi tempi sono stati creati due importanti manifestazioni (e non più soltanto una), alla storica MILANOVENDEMODA, si è aggiunta da qualche anno il WHITE. A MILANOVENDEMODA l’ultima edizione erano presenti 273 espositori quasi tutti italiani con proposte più classiche, mentre al WHITE hanno esibito le loro collezioni 151 aziende di cui 89 marchi stranieri, superando così le presenze italiane. Il WHITE mostra le proposte più all’avanguardia della moda giovane e di tendenza.

Questo è un dato allarmante, vuole dire che la moda del futuro è creata da aziende straniere? C’è meno creatività nelle proposte degli stilisti italiani? Perché si accetta passivamente che aziende estere vengono a farci concorrenza in casa nostra?

Ma c’è un’altra allarmante realtà da evidenziare: i compratori e i giornalisti che durante la “settimana della moda” visitano la capitale lombarda impazziscono dallo stress per gli spostamenti e sono costretti a saltare qualche presentazione o sfilata, infatti il polo fieristico non è più il centro di tutto, il MILANOVENDEMODA è rimasto lì, ma il WHITE è dalla parte opposta della città. Anche le sfilate non sono tutte in fiera, ma parecchie sono dislocate in parti differenti di Milano. Per non parlare  degli showroom (che negli ultimi anni sono cresciuti a dismisura) e delle presentazioni che sono sparsi per tutta la città. Inoltre, nell’edizione di fine settembre le sfilate sono state concentrate in soli 6 giorni, perché dopo iniziano quelle di Parigi e New York. Come fa il povero compratore a concentrare in così pochi giorni i suoi acquisti? Non vi perdereste anche voi in tutto questo delirio di fiere, sfilate, showroom e presentazioni?……… 

 

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