Libri di Storia fatti di pietra

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I monumenti, memoria di persone ed eventi,  sono libri di Storia fatti di pietra, sotto i
nostri occhi; sta a noi, saperli leggere. Il 1° ottobre, inaugurato a Modena il Monumento
ai Carristi Caduti per la Patria.

Servizio fotografico di Corrado Corradi

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Nella giornata di sabato 1° ottobre 2022, in strada Canaletto Sud, angolo via Finzi, c’è stata la cerimonia di inaugurazione di un nuovo monumento.

Il progetto, nato alcuni anni addietro da un’idea di Franco Azzani Presidente della Sezione di Modena e Reggio Emila dell’A.N.C.I. (Associazione Nazionale Carristi d’Italia), è stato portato avanti con non poche difficoltà, purtroppo amplificate dalla pandemia che ha sottratto un intero biennio. Ma la tenacia, la perseveranza, il benevolo accoglimento da parte delle Autorità Comunali, hanno finalmente reso possibile la sua realizzazione.

Il Monumento, un monolite di semplice ed austera bellezza, è impreziosito dalla sagoma stilizzata di un carro armato, opera della M.P. incisioni di Sassuolo e da una ruota motrice, o pignone, con parte di un cingolo…simboli che riportano visivamente alla Specialità Carrista.

Ai lati del monumento, sono inserite tre targhe metalliche.

La prima riporta lo scritto di un giovane militare di leva, il Caporale Andrea Vezzelli, nato ad Albareto il 19 settembre 1967. Il 10 aprile 1989, quando prestava servizio militare, presso il 63° Battaglione Fanteria d’Arresto “Cagliari”, a Farra d’Isonzo, in provincia di Gorizia, il giovane scrisse parole profonde e toccanti alla luce di quanto avvenne in seguito, hanno un sapore quasi profetico. Lo scritto fu ritrovato fra i suoi effetti personali, dopo la sua tragica e prematura scomparsa, pochi mesi dopo, l’11 luglio dello stesso anno, in un incidente stradale. Un’altra targa è dedicata all’amico fraterno e commilitone del giovane Verzelli, il Dott. Ing. Angelo Rossi che, in memoria dell’amico, ha ideato con l’Arch. Giulia  Pini e donato il progetto del Monumento. Un gesto, il suo, che è un esempio non solo di grande generosità ma anche e soprattutto del valore attribuito all’amicizia. Veramente emozionante.
Una terza targa è in ringraziamento per la generosa ed appassionata collaborazione dell’Amministrazione Comunale di Modena, dell’Associazione Nazionale Carristi d’Italia, del Parco Mezzi Corazzati e Cingolati di Lenta (VC), dello Studio di Ingegneria del Dott. Ing. Angelo Rossi, di M.P. Incisioni, del Frantoio Fondovalle Group e di alcuni privati sottoscrittori. Troverete nella galleria d’immagini anche le foto delle tre targhe

La cerimonia si è svolta alla presenza delle Autorità militari e civili, del Generale di Divisione Davide Scalabrin, Comandante dell’Accademia di Modena con una rappresentanza dei Cadetti, del decano dei generali della Riserva. Gen. C.A. Giuseppe Valotto, del Presidente Nazionale Onorario dell’A.N.C.I., Gen. C.A. Giuseppe Pachera, oltre ai rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma e al numeroso pubblico intervenuto. Fra questi, la gradita presenza dell’Avv. Gian Carla Moscattini. Chi vi scrive ha avuto l’onore di presentare nei vari passaggi la cerimonia, in quanto direttore di questa testata nonché iscritta alla Sezione A.N.C.I. di Modena e Reggio Emilia.

Dopo una breve introduzione, dedicata ad illustrare le caratteristiche della Specialità, nonché a menzionare le decorazioni e i riconoscimenti che, dal 1° ottobre 1927 ad oggi, in tempo di guerra e in tempo di pace, sono stati attribuiti ai Carristi, si è svolto il rito suggestivo  dell’Alzabandiera, con l’esecuzione dell’Inno. Quindi, la cerimonia di scopertura del monumento, fino al allora coperto dal Tricolore, da parte delle due madrine, la signora Katia Azzani e la signora Cinzia Viola, sulle note dell’Inno dei Carristi. Quindi la benedizione del monumento da parte del Cappellano dell’Accademia Militare di Modena, don Marco Falcone. È seguito l’omaggio ai Caduti con la deposizione della corona d’alloro da parte di due giovanissimi, Alessio e Arianna, di 12 e 11 anni, a testimonianza che il rispetto e la memoria per i Caduti deve essere tramandato nel tempo, affidandolo alle giovani generazioni. Alessio ha poi letto la Preghiera del Carrista.

Hanno preso successivamente la parola il Vice Prefetto, Dott. Piuccia Niglio, il Presidente dell’Associazione Nazionale Carristi d’Italia, Gen. D.Sabato Errico, il Generale C.A. Salvatore Camporeale, decano dei Carristi in servizio e il Primo Cittadino di Modena, Gian Carlo Muzzarelli. Il suo discorso, molto applaudito,  ha elogiato l’iniziativa e ha messo in evidenza anche la zona cittadina, in grande espansione, nella quale è situato il monumento. Alla fine della cerimonia, la S. Messa presso la chiesa del Sacro Cuore di Gesù cui è seguito il pranzo, presso il ristorante La Bastia. Qui, tra buon cibo e buona compagnia, sono trascorse alcune ore molto piacevoli. Sottolineo solo due, fra i molti momenti importanti, gli applausi tributati alla poesia letta dal Sergente Graziano Piccinini, di Nonantola e, soprattutto, la consegna della tessera di Socio Onorario dell’Anci al sig. Onelio Vezzelli, l’anziano papà del giovane Andrea.

La sua unica parola, il suo sommesso “Grazie” , ha commosso tutti.

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Una risposta

  1. L’atrocità della guerra

    Sono sempre stato pacifista e per questo odio le guerre.
    Da sempre mi sono definito più gandhiano di Gandhi.
    Le guerre sono contro l’umanità perché le guerre le perdono tutti quelli che combattono, che non sono quelli che indossano divise da colonnelli o da generali , che se ne stanno spesso al calduccio a dirigere le operazioni, ma quelli che in battaglia lottano corpo a corpo, una volta con le baionette, ora con fucili, mitraglia ed altri strumenti dì morte.
    La guerra, come ha detto Papa Francesco all’angelus di domenica scorsa “è una cosa disumana “.
    Ed ha aggiunto ” Mi affliggono i fiumi di sangue e di lacrime versati in questi mesi. Mi addolorano le migliaia di vittime, in particolare tra i bambini, e le tante distruzioni, che hanno lasciato senza casa molte persone e famiglie e minacciano con il freddo e la fame vasti territori”.Sia chiaro, “certe azioni non possono mai essere giustificate, mai! Ugualmente “che dire del fatto che l’umanità si trova nuovamente davanti alla minaccia atomica? È assurdo”. Ma l’uomo non ascolta, non riflette di fronte all’evidenza della tragedia. “Che cosa deve ancora succedere? Quanto sangue deve ancora scorrere perché capiamo che la guerra non è mai una soluzione, ma solo distruzione? In nome di Dio e in nome del senso di umanità che alberga in ogni cuore, rinnovo il mio appello affinché si giunga subito al cessate-il-fuoco”.Subito. Subito “tacciano le armi e si cerchino le condizioni per avviare negoziati capaci di condurre a soluzioni non imposte con la forza, ma concordate, giuste e stabili”, quasi intima Bergoglio, che ha lamentato l’inefficacia di molti appelli. Il dialogo, le negoziazioni, le soluzioni saranno durevoli e rispettate “se fondate sul rispetto del sacrosanto valore della vita umana, nonché della sovranità e dell’integrità territoriale di ogni Paese”
    Per questo i monumenti che ricordano le vittime della guerra sono come libri di pietra che devono essere rispettati da tutti e non imbrattati come è successo spesso negli ultimi anni in varie città italiane.
    I monumenti dedicati ai caduti dovrebbero far riflettere sull’atrocità della guerra.
    Vorrei tanto che gli uomini invece delle guerre fossero costruttori di paceInfatti dalla pace nasce un futuro sereno per sé stessi e per i propri figli e nipoti mentre dalla guerra nascono nell’immediato solo morti, stermini e distruzioni e nel dopo odi, rancori e risentimenti che rimangono nell’animo degli sconfitti e sotto traccia in quelli delle successive generazioni.
    E dalle ceneri può nascere sempre una fiammella che dia luogo a nuove guerre e distruzioni.
    Dall’alba dei tempi però sulla faccia della terra si è sempre preferito fare guerre e ben pochi sono stati i fautori della pace.
    E questo ha comportato milioni e milioni di vite di giovani e giovanissimi stroncate nel fiore degli anni.
    Di costoro rimane qualche lapide ed il ricordo nel cuore dei parenti stretti.
    Mi infondono una profonda tristezza i milioni di morti seppelliti nei cimiteri militari di cui non si sa neanche il nome e la nazionalità. E sulle croci c’è solo un numero. Ricordo che solo in Italia ci sono 37 cimiteri di guerra e che solo nel sacrario di Redipuglia ( che è il più monumentale ossario di epoca fascista ) ci sono quasi 40 mila militari quasi tutti non identificati.
    Tutti i morti ammazzati in guerra, a prescindere dalla nazionalità, sono stati vittime della cattiveria umana che ha stroncato per sempre la vita, l’unica certa, di milioni e milioni di giovani.
    Perché l’altra non è detto che ci sia.
    Potrebbe essere anche solo una grande illusione nella quale l’uomo crede ma solo per non impazzire.

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