Libia

Condividi su i tuoi canali:

Piu’ il tempo passa, piu’ alto sara’ il conto che l’Occidente e l’Italia pagheranno. Mentre chi ci amministra si  prende con calma  i tempi necessari per trovare una soluzione

La situazione in Libia sta diventando preoccupante. No, per carità, stiamo scherzando. È tutto normale o quasi: quindi, prendiamoci i tempi necessari per trovare una soluzione. Questo, all’incirca, è il messaggio che si tenta di fare passare per bocca di chi ci amministra. Le testuali parole del ministro della difesa Roberta Pinotti :- in Afganistan abbiamo mandato fino a 5 mila uomini -,  ci danno già l’idea del fatto che se anche quest’ultima si interessa, da diversi anni, alla difesa della nostra nazione, la sua competenza  nell’ambito, è ancora carente. Primo: in Afganistan c’è un governo costituito e un sistema tribale diverso dalla Libia, in cui, invece, si fronteggiano più governi, con l’aggiunta di molteplici clan. Secondo, insieme agli italiani ci sono all’incirca 80 mila uomini, in maggioranza americani, e per finire l’esercito di Kabul che può contare su 130 mila soldati (sui quali è lecito nutrire qualche dubbio riguardo alla loro effettiva capacità militare). Terzo, ci troviamo di fronte ad uno scenario di guerra totalmente diverso, dal punto di vista del terreno e della popolazione. In breve, riveliamo quello che le cancellerie europee non vogliono dirci e non vogliono fare nell’immediato. Due, le soluzioni. La prima fa riferimento al fatto che ci vogliono delle valige piene di dollari da distribuire ai vari capi che si sono impadroniti, con le loro milizie, dei centri principali della costa libica affinché possano disarmare le proprie truppe. Poi, riunirli intorno ad un tavolo per spartire il potere fra loro, celebrando il tutto con una parvenza di elezioni democratiche e con l’impegno di togliere dai piedi l’ISIS. La seconda, è da rullo compressore. Scegliere fra questi capi, o fra i due governi, quello che ha meno rogna addosso, e sostenerlo con una forza armata di circa 200 mila uomini (aerei, carri, ecc.) e ripulire, quartiere per quartiere, le città sulla costa, costringendo le milizie armate a scappare. In Libia, non siamo in Afganistan! Il terreno è diverso, il nemico è visibile dall’alto: lasciamo fare alle tribù del deserto (regalando anche a loro qualche valigia di dollari) e ai droni, il restante lavoro, altrimenti continueremo a perseverare in una situazione che porterà solo ulteriori danni all’occidente, e principalmente all’Italia.

Chiudiamo, rientrando in Italia e ricordando che il 16 giugno 2006  il pm Henry John Woodcock, arrestò Vittorio Emanuele di Savoia, ipotetico erede al trono d’Italia (solo per una parte dei monarchici sabaudi, infatti molti altri sono a favore del principe Amedeo di Savoia duca d’Aosta che è sostenuto dall’Unione Monarchica Italiana, la più antica associazione monarchica voluta dal quel galantuomo di ultimo Re d’Italia, Umberto II). Ora, dopo circa nove anni, il principe viene assolto da tutte le accuse e la repubblica deve rimborsagli 40 mila euro per i 7 giorni trascorsi in carcere a Potenza. Non voglio entrare nel merito del valore da rimborsare, ma mi sento di dare un consiglio al principe. Il Vostro augusto genitore, l’indimenticabile Re Umberto II, dall’esilio, tramite il ministro della Real Casa, il marchese Falcone Lucifero, interveniva, nel limite delle sue possibilità, in aiuto agli italiani che gli scrivevano a Cascais, trovandosi in difficoltà. Non ci fu calamità nazionale in cui il ministro non fosse presente per aiutare i terremotati o gli inondati. Principe, con quei (per lei!) pochi soldi, aiuti qualche famiglia italiana. In questo momento, anche pochi euro per qualcuno sono una boccata d’ossigeno e per qualche giorno non dovrà andare a rovistare nel pattume fuori dai mercati per recuperare un po’ di frutta o verdura. Un Vostro antenato, il duca e poi Re Vittorio Amedeo  II, spezzò il proprio collare dell’Annunziata e lo diede a degli sventurati contadini rimasti senza nulla durante la guerra contro la Francia. Faccia una cosa similare! In incognito, vada nella Vostra antica capitale, Torino, e agli sventurati che cercano qualcosa fra i rifiuti metta loro tra le mani qualche centinaio d’euro. In fondo, questo Vostro gesto dimostrerebbe che i principi e i re esistono veramente, e non solo nelle favole a lieto fine!

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

Corso per Clown Dottori

Si parte a ottobre, ma gli incontri di presentazione del corso sono previsti il 6 e il 10 settembre L’associazione Dìmondi Clown organizza, a partire