Liberali contro le liberalizzazioni

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Ivano Miglioli, onorevole Ds, interviene sulla vicenda delle liberalizzazioni osteggiate dalla Casa delle Libertà che viene accusata di osteggiare i principi liberali.

  Onorevole, Vallettopoli forse sta distogliendo l’attenzione verso i veri problemi di questo paese.

 

Le vicende di Vallettopoli e le polemiche politiche che ne sono seguite hanno in parte oscurato

l’incredibile vicenda che si sta consumando alla Camera e di cui sono testimone: i cosiddetti liberali che si oppongono a misure di liberalizzazione, promozione della concorrenza e tutela dei consumatori, la cosiddetta lenzuolata di Bersani. Insomma, la Casa delle Libertà che si oppone, facendo ostruzionismo durissimo, alla maggiore libertà dei mercati e dei cittadini consumatori.

 

In verità il centrodestra vi accusa di varare finte liberalizzazioni

 

Il pretesto è – come sempre si dice quando non si hanno argomenti – che ci vuole ben altro per liberalizzare e che in realtà i provvedimenti voluti dal ministro Bersani non vanno a colpire i grandi interessi e i poteri forti. Bene, allora guardiamo nel dettaglio, così che i suoi lettori possano giudicare.

 

Ci aiuti a capire. Le liberalizzazioni paiono piacere alla stragrande maggioranza del popolo italiano, chiaramente con le eccezioni relative alle singole categorie coinvolte.

 

Il decreto legge in discussione prevede, tra l’altro, l’abolizione dei costi di ricarica dei cellulari, la maggiore trasparenza sui prezzi dei carburanti, sulle tariffe aeree, sulla scadenza dei prodotti alimentari, la maggiore concorrenza nei servizi assicurativi, la semplificazione e riduzione dei costi per i mutui immobiliari, la comunicazione unica per la costituzione d’impresa (la cosiddetta impresa in un giorno); la liberalizzazione dell’attività di parrucchiere, acconciatore, estetista, accompagnatore turistico, delle autoscuole, delle imprese di pulizia e facchinaggio; la parziale liberalizzazione del mercato del gas, il bando di nuove gare europee per alcune concessioni dell’Alta velocità. Infine misure urgenti per la scuola, in particolare per l’istruzione tecnica professionale, e agevolazioni per le donazioni a favore delle scuole.

 

D’accordo bello a vedersi, ma allo stesso tempo di concreto c’è ancora poco. Perché i carburanti non sembrano subire significative riduzioni legate alla concorrenzialità, come del resto lascia perplessi la scelta di alcune compagnie telefoniche di abolire i costi di ricarica cambiando però i profili tariffari dei nuovi utenti pareggiandoli al rialzo.

 

Le multe alle compagnie petrolifere e i richiami a quelle telefoniche non sono compito di una maggioranza, ci sono organi preposti e mi pare lo stiano già facendo. Torniamo alla politica: vorrei far notare che la lenzuolata di Bersani chiama in causa, tra l’altro, compagnie aeree, telefoniche, assicurative e petrolifere; viene incontro alle richieste di semplificazione burocratica delle imprese; favorisce l’ingresso nel mondo del lavoro di migliaia di giovani; interviene a favore delle scuole, quelle tecniche in particolare. 

 

In tutto questo che colpe ha da addossare alla casa delle libertà?

 

Bene, di fronte a tutto ciò il centrodestra non trova niente di meglio da fare che presentare, prima in commissione, dove sono stato relatore del provvedimento, e poi in aula, centinaia di emendamenti che, da una parte cercano di ritardare il lavoro del Parlamento, dall’altra tendono di fatto a difendere piccoli e grandi privilegi. Altro che Casa delle libertà. Assistiamo all’assurdo di un centrodestra che cerca di impedire al governo attuale di fare quello che il governo precedente non ha fatto in cinque anni. Sono certo che i cittadini e le imprese sapranno giudicare.

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