Lettera al Sindaco di Carpi

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La chiusura di una azienda artigiana e la conseguente perdita del lavoro di 7 persone da parte del comune di Carpi sembra non interessare il sig. Campedelli nostro sindaco, che da mesi rifiuta un incontro coi lavoratori dell’azienda motivando chissà quali impegni più importanti.  

Per amore di democrazia denunciamo tuttavia la persecuzione del comune verso la nostra abitazione e azienda da parte del dirigente (sportello unico per l’edilizia di Carpi) ing. Norberto Carboni che dopo varie multe sanzionateci che superano oggi la cifra di 11°000,00 euro. Ordina l’ingiunzione alla demolizione di tutto il visibile esistente nella nostra area cortiliva 
  
IL COMUNE DI CARPI PROTEGGE TRAMITE IL COMPARTO EDILIZIA IL DEGRADO L’INQUINAMENTO  L’ABBANDONO DELLE STRUTTURE ESISTENTI PENALIZZANDO IL DECORO IL VERDE PRIVATO E FAVORENDO NEI FATTI LA GRANDE SPECULAZIONE EDILIZIA SU TERRITORI AGRICOLI, FACENDO CASSA SUI CITTADINI CARPIGIANI TRAMITE UNA FITTA E ASSURDA BUROCRAZIA, 200 LEGGI E CODICILLI INCOMPRENSIBILI, SUI GIARDINI PRIVATI, UTILIZZANDO LORO MALGRADO UN GRAN NUMERO DI VIGILI, ARCHITETTI, INGEGNIERI, PAGATI OVVIAMENTE CON LE NOSTRE TASSE . 

A queste tristi conclusioni siamo giunti dopo aver ricevuto a 10 giorni dal terremoto, come aiuto, l’ingiunzione alla desertificazione dell’area cortiliva di casa mia e 6 multe, per aver posto nel nostro giardino fioriere, pergolati di rose una tettoiai, un ricovero per attrezzi da giardino necessario alla cura di 6 alberi ad alto fusto, il tutto naturalmente realizzato in pieno accordo con i proporietari confinanti Paolo Ricchi e Angela Zuarri . Il confronto con l’area condominiale parallela posta sull’altro lato pavimentata a palladiana, senza un albero, con una baracca in lamiera posta contro 2 confini, un tetto in eternit e 3 condizionatori, fili penzolanti su muri sbucherellati è stata evidentemente ritenuta virtuosa dal comparto edilizia del comune, in quanto proprio dal proprietario di quell’area Gilioli Giulio proviene la denuncia avallata dal comune verso la nostra area verde.
Forse per tutti questi impegni contro il verde privato e a difesa del degrado, dell’inquinamento, il comparto edilizia di Carpi non si è accorto che i capannoni industriali non devono resistere solo al vento ma anche ai terremoti 

PER IL DIRITTO AL DECORO
riteniamo prassi normale per un paese democratico
il diritto all’utilizzo di elementi di decoro all’interno e  ai confini, delle proprie aree private (senza burocrazie e obuli al comune)
la presenza di pergolati, fioriere ecc. renderebbero piacevoli vari e fantasiosi i nostri confini togliendo la tristezza causata dall’omologazione di soli reticolati (magari con filo spinato), spesso presenti nelle nostre periferie.

Cito le uniche motivazione pervenutaci per tanto accanimento persecutorio: A proposito di una multa milionaria per una fioriera posta nel mio giardino a 4 metri dalla strada l’assessore all’ambiente Simone Tosi commenta testualmente
“un passante potrebbe essere turbato alla vista della fioriera”a parte che dall’esterno non si vede (penso non servono commenti).
Per altre due multe a proposito di 2 rose rampicanti a sud dell’edificio utili ad evitare l’uso di condizionatori, “rosa antica e rosa claris”il fatto che siano state scelte in concomitanza col vicino confinante, ha per l’ing. Norberto Carboni nessuna rilevanza, in quanto spetta al comune decidere quali rose dobbiamo vedere io e il mio vicino art. 90 del regolamento edilizio (viva la democrazia!) 

PER IL DIRITTO AL LAVORO
“del quale certa sinistra ipocrita si riempie solo la bocca”
Crediamo che in un paese democratico debba esistere il diritto all’utilizzo della propria area cortiliva
le attuali leggi prevedono 5 metri dal confine questo per la villa di Arcore come per la mia area cortiliva che dista dal confine su un lato solo 3 metri. 
Il vero significato di queste leggi-prive di qualsiasi proporzionalità-  è imporre la desertificazione dell’area cortiliva per l’80% delle abitazioni carpigiane con conseguenti multe utili a rimpinguare le casse del comune

Leggi classiste che impediscono di fatto il recupero decoroso delle aree esistenti e favoriscono unicamente l’abbandono e la desertificazione dei centri storici di conseguenza l’occupazione criminale di terreni agricoli ( l’uso di una tettoia, di una legnaia o ricovero attrezzi da giardino ecc) sono indispensabili ad attività artigianali, alla manutenzione del verde anche in una piccola proprietà.

Nel nostro caso l’uso di una tettoia esistente da più di 15 anni, decorosa invisibile dall’esterno perchè immersa nel verde e distante 3 metri e mezzo dai confini si rende indispensabile per il ricovero attrezzi e materiale fotografico, l’abbattimento della stessa significherebbe la perdita del lavoro per 7 persone, attività che si protrae da più di 30 anni, la prima agenzia pubblicitaria Carpigiana.

La motivazione (pervenutaci dallo  sportello unico per l’edilizia del comune di Carpi) per la rimozione di suddetta tettoia
è “la libera visuale per 5 metri da parte del vicino”, a parte la chiara violazione della privacy fra condomini, il vicino non può vedere niente in quanto ha costruito una baracca in lamiera di 4 metri x 6 una “favelas” un vero abuso edilizio, “condonata tombale” per quattro soldi dal comune di Carpi e posta  a ridosso del nostro confine.

Sembrerebbe “ teatro dell’assurdo”si tratta invece del teatrino della nostra amministrazione.
A Taranto non si perdono i posti di lavoro anche se si rischia il cancro, da noi invece si fanno chiudere le aziende
 senza alcuna motivazione o forse per dare lavoro alla burocrazia comunale ( ma non hanno niente altro da fare?)

  
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