Lettera ai Consiglieri Comunali di Modena

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Oggetto: a proposito di Monticellì, Balestrazzi e Celloni e altre pacifiche considerazioni

Signori consiglieri,

In queste ore al vostro interno si discute, si puntualizza e si enfatizza dell’autorevolezza del Consiglio Comunale dovuto al suo ruolo di rappresentatività dei cittadini modenesi.

Alcuni ricordano quando, nella prima repubblica, avevate un ruolo importante oggi  completamente svuotato: altri sottolineano  che oggi da parte della giunta non c’è più la volontà di dialogare con le minoranze. Preoccupazioni queste tutte condivisibili e che i lettori d Bice conoscono perché evidenziate proprio  nel nr. 81 del 22 maggio 2007 di questo settimanale all’interno della intervista al consigliere dott Achille Caropreso dal titolo “ Consiglio Comunale: ruoli da correggere o da riformare?

Sul contenuto di quella intervista ad un vostro collega, venivate poi invitati in quanto consiglieri comunali ad intervenire.

L’argomento evidentemente o appariva troppo scolastico e quindi di scarso interesse; o vi sembrava noioso o non con caratteristiche d’urgenza tali da giustificare il distogliervi dal vostro lavoro, ma sta di fatto che… nonostante il vostro silenzio , dopo nemmeno una settimana completa, il problema, con tutte le sue complessità vi è scoppiato fra i banchi del consiglio  e la vostra onestà intellettuale impone di sapere che senza appositi correttivi questa frustrazione dovuta da una perdita di ruoli non più contemplati dalla nuova legge elettorale, continuerà a soggiornare stabilmente tra i vostri banchi prescindendo da chi sarà al governo del comune. Detto questo alcune conclusioni bisogna pure trarle.

Premettiamo che i tempi e i temi da dibattere con la città non li detta certamente Bice, ma se un tema di fondo sempre trascurato viene improvvisamente di attualità, se poi quell’argomento anche se sommariamente è stato fatto circolare (tra i pochi o i molti non importa) non è che possiate trattarlo a vostro piacimento come giocattolo per farci della propaganda. Infatti una volta censurato qualcuno se ha messo i piedi nel piatto, poi il problema rimane aperto e deve essere da Voi risolto, compito gravoso e ben più complesso che imbastire polemiche, diatribe o sceneggiate varie.

In mancanza di questa tensione la vostra credibilità ne risente vistosamente e con essa quella del consiglio comunale, un lusso questo che nessuna persona responsabile può permettersi specie di questi tempi nei quali spira un certo vento contrario anche a Voi.

Ho l’impressione che vada rivisto il Vostro modo aristocratico e distaccato di vivere il consiglio comunale  questi non appare più il luogo dove  pochi eletti a nostra rappresentanza sono a tutelarci, ma un processo di diffusa dissacrazione ha investito anche il vostro consesso al punto da essere considerato inutile. Non credo abbia mai raggiunto un punto così basso di popolarità.

Signori consiglieri comunali , piaccia o meno, nuove diavolerie tecnologiche stanno solcando l’etere e vi obbligano a molti cambiamenti tra i quali quello di tenere monitorato i giudizi, le valutazioni le critiche e gli apprezzamenti che la città vi riserva.Dare l’impressione di non essere disponibili all’ascolto peggiora le cose e comunque, poiché le istituzioni democratiche appartengono a tutti, la salvaguardia del buon nome del consiglio comunale non è solo affar vostro, ma anche del resto della città. Per  quanto ci riguarda ci sentiamo impegnati a difendere la dignità di tutti gli organismi democratici, ma alla vostra credibilità e alla vostra tenuta generale di immagine non possiamo pensarci noi, ma la vostra buona volontà che qualche volta sarebbe buona cosa vi obbligasse a mettervi in discussione.

Non si sa mai che occorra poi intervenire.

 

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