Lettera a Davide Torrini coordinatore dell’Udc

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Un lettore ci invia alcune considerazioni mirate all’attualità politica del modenese che giriamo ai lettori.

Egregio ing. Davide Torrini, mi rivolgo a lei come coordinatore provinciale e regionale dell’ Udc di Modena e approfitto della opportunità che mi offre Bice per sottoporle alcuni  miei dubbi che si sono rafforzati dopo aver letto alcune  sue dichiarazioni contenute nell’ articolo L’attesa è finita. L’UDC corre al centro.pubblicato in Agorà il 21/01/ Ma perché scrivo solo a Lei e non per esempio al consiglio comunale di Modena nel suo insieme?

Mi permetto di scrivere a lei, prima di tutto, per  il suo non conformismo! In un periodo dove si magnifica delle fusioni storiche fra partiti, delle concentrazioni, della  supremazia dei partitoni che soffocheranno i partitini il suo coraggioso resistere a non farsi inglobare supinamente merita un riconoscimento di stima e apprezzamento. Così come trovo non  certamente anacronistico il rimarcare la ideale continuità del suo partito con l’esperienza dei cattolici democratici che caratterizzarono la storia di questo paese dal 1948 fino al crollo del muro di Berlino. Quello fu un cammino non sempre tranquillo contrassegnato da luci ed ombre, ma con l’obbiettivo sempre dichiarato  di ancorare l’Italia, nel gruppo delle moderne democrazie dell’Europa occidentale. Ora, sarà sicuramente per responsabilità mia o del mio vicino di casa ,ma è un fatto che dopo venti anni dalla caduta del muro non so più se oggi come paese siamo più vicini a Berlino,Parigi, Londra o ci troviamo spesso insabbiati coinvolti da logiche Bizantine. Ciò premesso, so bene che nulla di ciò che appartiene al passato può essere riproposto così come era , ma il suo perentorio affermare I veri valori non sono in vendita” suona come una sferzata di orgoglio apprezzabile in una realtà dove sta sempre più imperando un agnostico trasformismo a rimorchio di un massificante pensiero unico che abitua a convivere con un pragmatismo di comodo se non addirittura spesso immorale.

Del resto viste le incertezze e alcune contraddizioni che tormentano alternativamente l’iter delle due coalizioni politiche contrapposte, , vittime di una ossessiva e dominante tensione rivolta alla conservazione della loro specie, noto un po’ di spavalderia nei suoi “J’accuse’ quando quasi impersonifica il Duca di Mantova che nel Rigoletto di Verdi assicura, un po’ più convinto di Lei “questa o quella per me pari sono “.

In effetti è talmente sconcertante la confusione delle idee che risuona da ogni dove, sul modo di concepire il ruolo della politica, che sempre più spesso questa mi sembra in realtà l’antipolitica,che tra l’altro oggi sembra prevalere ed essere vincente.

L’antipolitica, ovvero la capacità di portarti in giro pur girando a vuoto; l’assurdo di essere preferito per decenni pur impersonificando la delusione per le grandi promesse non mantenute o clamorosamente mancate.

Basti pensare all’obbiettivo di concretizzare la rivoluzione liberale, che per moltissimi italiani è diventata una specie di tela di Penelope: drappo sempre  promesso, ma mai portato a termine!

Abbiamo consegnato il nostro paese a Leader  virtuali o fasulli, che poi un elettorato allo sbando, affida loro capacità mitiche. Come credere e sperare che, con tutto il rispetto,Bobo Maroni e Mauro Manfredini per il fatto stesso di indossare una camicia verde saranno in grado di vincere l’ondata di odiosa violenza che sta imperversando tra le nostre strade? Come credere che la sfida tra le nostre radici cristiane e l’ortodossia musulmana si possa vincere essendo noi divenuti a tuttigli effetti un paese agnostico.

La devozione alla Madonna, a Padre Pio, il Crocifissi alle pareti non è detto che da soli siano atti comprovanti una fede incrollabile .

Il dominante relativismo etico, un certo modernismo esasperato  rendono oggi  più impegnativa una coerente e significativa testimonianza dei cattolici chiamati a produrre una coerente mediazione tra fede e politica.

Bei tempi , se è vero come sarà sicuramente vero che negli anno 60/70 la disputa politica che divideva i cattolici sul “che fare” era tra chi era sostenitore della concezione dell’umanesimo secondo Maritain e i seguaci di un modernismo cristiano pensato come compimento di un futuro da realizzarsi secondo la visione dell’allora chiacchierato gesuita Teilhard de Chardin.

Oggi la materia del contendere è ben diversa

Ed dè figlia di una  dritta via smarrita se addirittura Papa Benedetto XVI lancia l’appello:


Il mondo della politica ha bisogno di «una nuova generazione» di «cristiani impegnati» che con «competenza e rigore morali» cerchino soluzioni di «sviluppo sostenibile». È l’appello che lancia da Cagliari, dal santuario della Madonna di Bonaria nel settembre del 2008.

In Italia serve , evidentemente perché attualmente scarseggia  o non c’è proprio una «nuova generazione» di politici cattolici, che abbiano «rigore morale» e «competenza».

A questo punto egregio ing Torrini occorre fare un pò di chiarezza  

noi riprenderemo da subito, e senza ulteriori indugi, il percorso per una candidatura politica autonoma, che parta concretamente dalle esigenze delle famiglie e delle imprese, dei singoli e delle forme associative, di coloro che vivono e costruiscono quotidianamente, con fatica e speranza, la nostra Città. (Davide Torrini)

Non discuto la scelta di pervenire a delle alleanze con le Liste civiche disponibili sul territorio.

Anzi questa scelta di allearsi con segmenti della società conferma la sua scelta di rottura di cui accennavo all’inizio .Quello che invece secondo me è carente nella sua strategia è l’assenza del valore rivoluzionario e profetico che a tutt’oggi non vedo ne applicato ne contemplato. Dichiarare che si vuole aprire un dialogo con la città per concordare il programma elettorale è affermare niente di significativo.

L’interessante per il territorio è sapere chi è che vuole aprire un punto di ascolto: responsabili di partito? Candidati?comitati elettorali? Garanti della ortodossia  della lista?  Il degrado morale , diffuso che sta corrodendoci come popolo , Il bullismo, lo sballo, il disagio di cui sono vittime tanti nostri giovani il trasmetterci ogni malattia come tanti portatori sani  perché abbiamo abbattuto tutti gli anticorpi secondo lei, se non interveniamo, dove ci porta?

La libertà di poter attingere senza limiti a ogni tipo di “non previsto” è un problema che attraversa tutte le coalizioni, ma che occorre iniziare ad affrontare!

Il popolo dei naviganti virtuali  su Face book si è cercato nel fine settimana è ha riempito all’inverosimile un locale di Modena.L’aggregazione virtuale puo essere anche fenomeno di massa. L’effimero sa essere esso stesso massificante        

Un movimento fato di modenesi “liberi e forti” che si riconoscono tra loro non solo dalla comune condivisione della loro cultura liberal democratica ma essenzialmente dalle loro motivazioni prodotte dalla condivisione dei fondamentali della dottrina sociale della chiesa non è un fenomeno  di massa.

Ma senza questo movimento spontaneo che viene a formare questa piattaforma di garanti, con funzioni di lievito, di proposta, di credibili speranze  non si formerà nulla di realmente innovativo, trainante, profetico, rivoluzionario.

Caro ingegnere , il suo progetto e il suo percorso , se lo lasci dire in amicizia , manca di pathos!

Ci aspettano tempi di lacrime, sudore e sangue dovuti da una guerra sotterranea che continuerà a logorarci causa la nostra non idonea preparazione ad affrontarla .

Molto meglio se quei sacrifici venissero finalizzati  per la costruzione di tempi migliori.

Alla fine degli anni 80 crollò l’impero sovietico.

Nel 1994 venne un uomo per sconfiggere il comunismo che era già stato sconfitto. Infatti altri e nuovi problemi dopo 15 anni si sono affacciati alle porte di casa nostra a prescindere dalle volontà o responsabilità di quell’uomo.

Egregio ingegnere lei sa che la promozione umana è un processo di volontà fattive, coincidenti e propositive non il risultato di un singolo sebbene questi sia ricco, simpatico e famoso.

O sbaglio?

Sono certo che non mancherà la sua riposta a questi dubbi e a questa durissima sfida che tocca a lei decidere se accettarla o rimandarla a tempi migliori.

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