L’erba del vicino è sempre più verde?

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Se lo chiedessimo ai Sindaci avremmo una risposta perentoria: «No, l’erba del prato della città vicina è addirittura rinsecchita».Considerazioni di Gian Carla Moscattini sul movimento dei Sindaci

Sabato mattina ho partecipato ad un evento che “fotografava” alcuni nostri concittadini che hanno contribuito a rendere Modena celebre e apprezzata nel mondo.

C’era da essere orgogliosi di tanta ricchezza umana, ma sono convinta che anche Parma, come Reggio Emilia, hanno da vantare altrettante presenze qualificanti. Anche da questa visuale, ognuna di queste città, potrebbe quindi considerare il prato più verde quello di casa propria.

 

Detto questo, se entrassimo a visitare in lungo e in largo queste tre città emiliane troveremmo tanto di tutto e di più. Se pertanto i loro Sindaci non fossero una naturale conseguenza dello spessore di queste, sarebbero in poco tempo “rimandati a casa”; oggi molto più di ieri.

Infatti, in queste realtà, dove l’efficienza, il meglio, l’avanguardia, sono di casa sia per l’operaio, l’impiegato, il professionista, l’imprenditore… il Sindaco si innesta ovviamente come naturale punto di sintesi. Se così non fosse egli sarebbe presto destinato a un disastroso flop, perché la mediocrità, o un “fuori tempo”, anche nell’amministrazione cittadina, non sarebbe più tollerato.

Queste città pretendono proposte, scelte e  risposte repentine, adeguate ed idonee al bisogno e potrebbe sembrare che tutto questo riesca a garantirlo maggiormente “un uomo solo al comando” che faccia sintesi, che eserciti la propria autonomia dai partiti, specialmente quando questi sono troppo invadenti.

Ecco quindi la novità di questi Sindaci “super star”, trainanti le loro coalizioni, perché loro, individualmente, hanno percentuali di gradimento impensabili anche solo fino a qualche anno fa.

Premesso ciò, possiamo dunque concludere che con l’elezione diretta del Sindaco siamo a cavallo? Rispetto a prima, possiamo stare tranquilli sulle conseguenze politiche che un simile assetto istituzionale viene a mettere in moto?

In sintesi, la domanda è questa: «Il nuovo movimento dei sindaci è politicamente più rassicurante o più inquietante?»

 

La gente oggi chiede più sicurezza, più ambiente pulito e respirabile, un traffico più snello. Per ottenere questo, scommette e si affida non più ad un partito, ma sempre di più ad un uomo.

Il risultato è, se vogliamo essere onesti, che anno dopo anno le città sono sempre meno sicure, il tasso di inquinamento o avvelenamento della nostra salute non conosce soste, il territorio urbano si presenta sempre più brillantemente abbellito ed ingentilito, ma poi, anche i centri storici, la sera, si svuotano e diventano disumani…. Potremmo continuare, ma la conclusione è evidente: le aspettative restano spesso deluse!

Chi governa è più propenso a realizzare colpi ad effetto (ponti, superstrade, opera pubblica faraonica), mentre una città a misura d’uomo appare non entrare nei progetti, una utopica città che vuole protagonista la persona, che non ama la delega in bianco ai neo Cesari o agli edili e al loro cemento armato…..

Nel terzo millennio bisognerebbe ripensare il modello di città, si dovrebbe immaginare di realizzare un centro abitato che superi le proprie contraddizioni ed i momenti di scarsa vivibilità che attualmente sembrano inguaribili.

Se così fosse, a questa produzione del pensiero al servizio del reale progresso, chi ci pensa? Mi rendo conto che occorre ancora molto cammino da percorrere, ma cerchiamo almeno di capire se i condottieri hanno un disegno ben chiaro.

Avremo l’opportunità di farlo Mercoledì 29 novembre 2006, ore 20,30, alla Camera di Commercio, dove sono stata chiamata a presiedere questo amichevole scontro fra due ex ducati e i loro Sindaci.

Sarei tentata a chiedere quale sia la città a misura d’uomo che stanno costruendo e anche come sia l’erba del vicino…ma le domande le faranno i miei colleghi giornalisti… vedremo!

 

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