“L’energia tra valori individuali e comunitari”

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Donne, giovani, anziani risparmiosi, famiglie ambientaliste e chi abita nei condomini: ENEA e UniMi raccontano in un interessante studio l’Italia che diventa sostenibile

 


Possiamo dire che oggi in Italia energia, ambiente e sostenibilità sono un patrimonio diffuso? No, macché. Ciascuno di noi è “green” a modo proprio, chi in certi ambiti e chi in altri, chi più e chi meno. Ad esempio si comportano meglio le donne, perché sanno cosa significa fare da sé, mentre gli uomini sono scettici riguardo ai risultati effettivi. Cambia molto anche in base all’età: i giovani sono interessati a mobilità e condivisione dei servizi, mentre gli anziani credono nel risparmio e quindi riducono gli sprechi. La scelta di non impattare sull’ambiente spinge alcune famiglie ad avere meno elettrodomestici della media. E i condomini, che ormai sappiamo essere tra le peggiori fonti di inquinamento? A sorpresa si stanno rivelando ambienti orientati all’innovazione, grazie a misure più ridotte delle abitazioni, alla possibilità di condividere il riscaldamento e presenza nei centri urbani.

Ci sono molte curiosità come queste e anche materiale per riflettere su società, energia e ambiente sul report “L’energia tra valori individuali e comunitari” (uno studio di 85 pagine disponibile qui), che analizza nel dettaglio i comportamenti e i consumi delle famiglie alla luce della psicologia ambientale e delle scienze sociali applicate. È il secondo capitolo della collaborazione tra l’ENEA, con il suo Dipartimento Unità Efficienza Energetica, e la cattedra di Psicologia Sociale dell’Università Statale di Milano. Lo studio è inserito nella campagna sull’efficienza energetica “Italia in Classe A”, promossa dal Mise.

L’analisi è stata condotta esaminando un campione di residenti in Lombardia, di cui sono stati valutati azioni e interventi messi in atto negli ultimi cinque anni per ridurre la propria bolletta energetica. In particolare emerge come all’interno di un nucleo familiare spesso convivano diverse sub-culture energetiche, legate a variabili come genere, età, tipologia di abitazione e impegno sui temi della sostenibilità. “ENEA vuole mettere a disposizione uno strumento multidisciplinare per contribuire alla riduzione dei consumi e alla diffusione di una cultura dell’efficienza energetica, un settore in cui oltre alle tecnologie i cambiamenti comportamentali rivestono un ruolo di primo piano”, sottolinea Ilaria Bertini, direttrice del dipartimento Efficienza Energetica. “Per questo il Laboratorio Strumenti di comunicazione per l’efficienza energetica è impegnato anche nella ricerca sui temi della trasformazione dei comportamenti come elemento di traino nel percorso di transizione energetica”.

In merito alle differenze di genere emerge che anche in Italia, i comportamenti più virtuosi sono diffusi tra le donne e non tra gli uomini: le prime percepiscono in maniera più intensa l’efficacia e l’impatto positivo delle azioni individuali, e ciò si traduce in modelli quotidiani concreti. Il genere maschile invece vede prevalere lo scetticismo riguardo al reale impatto dei comportamenti sul sistema sociale nel suo complesso. L’analisi ha riscontrato approcci diversi alla sostenibilità anche tra fasce di età, con maggiore adesione all’etica sostenibile e un’apertura più ampia al cambiamento da parte degli italiani tra 18 e 37 anni, anche per quanto riguarda i temi della mobilità e della condivisione dei servizi, mentre tra gli over 78 l’attenzione al risparmio spinge a minimizzare gli sprechi di acqua ed elettricità. Dal report emerge poi la tendenza a dotarsi di un numero minore di apparecchi ed elettrodomestici (-16,3%, a parità di dimensione del nucleo familiare) tra le persone “ad alta sostenibilità”, cioè chi dichiara valori più orientati e in linea con la salvaguardia ambientale.

Differenze sostanziali poi anche nei comportamenti di chi vive all’interno dei condomini rispetto a chi risiede in abitazioni indipendenti. L’insieme di appartamenti è un ambiente più favorevole a una minor presenza di elettrodomestici e a un consumo più “innovativo”, grazie alla metratura ridotta delle case, alla condivisione dei sistemi di riscaldamento e alla maggiore diffusione dei condomini nei centri urbani. Le differenze maggiori riguardano gli interventi per ridurre i consumi energetici, decisi spesso nei condomini, dove oltre il 59% degli abitanti indica di aver attuato almeno un intervento di risparmio negli ultimi cinque anni, contro il 21% di chi vive in case indipendenti. Gli interventi stimolati dagli incentivi economici sono invece maggiori per chi vive all’interno di abitazioni indipendenti (40%) rispetto a chi abita nei condomini (32%). Anni di sgravi fiscali hanno fatto scuola?

“Dal report emerge quanto sia importante, in termini di efficacia, la possibilità di fornire agli utenti feedback in tempo reale sulla correttezza dei propri comportamenti, per creare strategie di sensibilizzazione che interagiscano direttamente con i cittadini, attraverso una metodologia che coincida con le dinamiche quotidiane di utilizzo delle fonti rinnovabili, sia individuale che condiviso”, conclude Ilaria Bertini. Anche la sostenibilità ci assomiglia.

 

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