L’emancipazione del disonore

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Viene ripreso l’argomento, in qualche modo legato alle intercettazioni telefoniche di notabili e non, dalle quali emerge un “Rispetto solo apparente verso la donna”.

L’ho promesso al nostro gentile Lettore e commentatore Antonio e l’ho promesso a tutte le donne che meritano rispetto, ben oltre quello di facciata, vile e fasullo, offensivo più di ogni offesa, che talvolta  viene loro tributato, spesso dagli appartenenti alle alte sfere.

Alte sfere per censo, per potere, non certo alte sfere per ricchezza di valori, desueti o addirittura sconosciuti per alcuni, come la vera galanteria, il rispetto, la gentilezza, la considerazione, la sincerità, la cavalleria, la correttezza.

Non necessariamente in quest’ordine che è puramente casuale e non di merito.

Le intercettazioni, in particolare quelle che sono divenute il tormentone  di questi mesi,  a onor del vero, sono tutte da dimostrare, pertanto sono particolarmente sgradevoli i giudizi sommari. Evitiamoli.

Tuttavia, anche se appare al limite della complicità, mi si passi questa grave parola, è scontata l’acquiescenza maschile, di fronte al tenore e ai contenuti di alcune intercettazioni telefoniche tra collaboratori, compagnoni  e amichette.

L’acquiescenza  di cui sopra ha radici profonde, per questo difficili da sradicare.

Pertanto quasi  tutti gli uomini leggendo di certe prodezze telefoniche ( più facili, qualche maligno potrebbe  insinuare, rispetto a reali performances, ma questo è un altro discorso) leggendo quali termini vengono usati per definire le donne, spesso ricorrendo alla “parte per il tutto”, leggendo quali sono effettivamente le qualità richieste e apprezzate, secondo certi gentiluomini, in una donna, per fare il Ministro della Repubblica, l’attrice in una fiction, o anche solo l’annunciatrice in TV, non avranno battuto ciglio, sentendosi, anzi, piuttosto simili e solidali con i disinvolti conversatori a ruota libera.

Bene.

Quella che colpisce, e sorprende, anche sulle ospitali pagine di Bice, è l’assenza dell’indignazione femminile.

Il “Rispetto solo apparente verso la donna”, che traspare, incredibile e  amaro, dalle intercettazioni telefoniche, ma non solo, è uno dei profondi mali, forse inguaribili, che sviliscono e annientano l’armonia nei rapporti umani.

Si è uomini e donne anche nei normali rapporti che la convivenza civile crea, si è uomini e donne anche senza alcuna implicazione sentimentale, (o sessuale, dato che per alcuni esiste solo questa  forma di relazione) e, in ogni campo, ogni giorno, il rispetto solo apparente, di maniera, utilitaristico, fasullo in una parola, per la donna, per la sua essenza, per la sua femminilità, per la sua intelligenza, per la sua anima, avvilisce e opprime.

E, forse, innesca nella donna la reazione peggiore.

Tratte le debite conclusioni, la donna si adegua, uniformandosi  all’immagine che gli uomini hanno di lei.

Si adegua, e si comporta di conseguenza, incurante, ottusamente incurante del fatto che lei stessa per prima deve rispettare sé stessa, anche quando rispettare sé stessa significa perdere un incarico prestigioso, non avere insperate promozioni né  agi, regalie e quant’altro.

Se c’è qualcosa da cui una donna è lontana, o dovrebbe essere lontana, questa è l’arroganza del potere, comunque esercitato.

Subirlo, non denunciarlo, non rifiutarlo, non tenersene sdegnosamente lontana, significa incoraggiarlo, tacitamente approvarlo, sicuramente autorizzando ogni più basso giudizio, ogni strumentalizzazione e sfruttamento.

Certo, ma perché no?

Perché mai rifiutare di avere la vita facile, i privilegi e gli onori, anche se immeritati.

Perché mai rifiutare, per quanto immeritati, non dimentichiamo  che la vita facile, i privilegi e gli onori, sono frutto di impegno e grandi sacrifici.

Già.

Perché “essere carine” con  una persona che non si  degnerebbe neppure di una mezza occhiata, se fosse un impiegato, un operaio, un insegnante o un facchino ,
invece che un uomo di potere, non deve essere facile, deve costare davvero grande sacrificio, lo dico senza ironia, giusto quindi che venga adeguatamente ricompensato chi è votato in tal senso.

Legittimo chiedersi: chi è più colpevole?

 L’uomo che non rispetta la donna, o la donna che non rispetta sé stessa?

Ma questo forse non interessa nessuno.

Cambio domanda: chi è più intelligente?

Chi non accetta  un braccialetto di brillanti che non è un regalo ma il prezzo della consumazione, chi sferra con grazia, ma con decisione,  un calcio negli stinchi a un maturo galletto che si prende qualche libertà promettendo una bella carriera in TV, chi gira le terga ( così il babbeo almeno vede qualcosa di bello) al potente che assicura una parte in una fiction se si accetta il suo invito a cena e  dopocena

Oppure chi, tanto grata a mammà (e un  po’ anche alla chirurgia estetica) che l’ha fatta così bella, con un bel sorriso si adegua, e si assicura così  il futuro?

Mah!

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