LEGALITÀ E LOTTA AL RADICAMENTO MAFIOSO: DATABASE COMUNALE SUI REATI SPIA E TASK FORCE CONTRO LA CORRUZIONE

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‘Oggi le politiche per la legalità nella pubblica amministrazione locale sono spesso legate quasi esclusivamente alla stesura di formali protocolli o a iniziative e cerimonie di conferimento di attestati e onorificenze. Occorre declinare queste, pur meritevoli e necessarie formalità, sul piano operativo e pratico. Il processo Aemilia ha dimostrato come il territorio modenese sia terreno di un radicamento della criminalità organizzata, in primis quella ndranghetista. Da questa constatazione occorre partire, perchè ogni tipo di cura parte dal riconoscimento, senza filtri autoassolventi, della malattia in essere’. Afferma Cinzia Franchini del Laboratorio Modena Ora declinando il quinto tema, la LEGALITA’, affrontato dal Laboratorio civico. Franchini che ieri ha partecipato all’incontro a Milano ‘Donne contro la mafia’ con Salvatore Borsellino.

‘Proponiamo di creare un database comunale integrato, pubblico e aggiornato annualmente, che consenta una mappatura costante dei reati spia commessi nel modenese che possono essere ricondotti alla attività della criminalità organizzata. Un database che ovviamente parta dalla relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia regionale per integrarlo e declinarlo con i dati strettamente locali. Come esiste il registro tumori provinciale, occorre creare un registro dei reati che indicano la presenza delle mafie sul territorio: dagli incendi di automezzi ai roghi estivi di esercizi commerciali e aziende agricole, dai danneggiamenti dolosi alle denunce di estorsione. Ricordiamo che con 3000 segnalazioni di reati spia in un semestre, l’Emilia Romagna risulta la quarta regione d’Italia dietro a Lombardia, Campania e Lazio – continua Franchini -. Occorre inoltre  potenziare il Fondo per il risarcimento delle vittime di reato. Complessivamente nel corso del 2018 il Fondo ha accolto circa 180 domande per un risarcimento complessivo pari a 30mila euro. Va innanzitutto pubblicizzato questo strumento e aumentato il budget a disposizione. Un modo concreto per fare sentire i modenesi più sicuri e protetti dalla amministrazione. Parallelamente proponiamo di aumentare i contributi a fondo perduto per l’installazione di impianti e sistemi di difesa per prevenire i fatti criminosi. L’installazione di telecamere, allarmi acustici, inferriate, porte blindate deve essere sostenuta dall’amministrazione sia per le associazioni che per i condomini. Infine proponiamo l’istituzione di una task force impegnata sul fronte della anticorruzione implementando le attività previste dal Piano triennale per la Prevenzione della corruzione e per la trasparenza del Comune di Modena.

L’attuale piano prevede in particolare il cosiddetto ‘accesso civico generalizzato’ che riconosce a chiunque, il diritto di accedere ai dati e ai documenti delle pubbliche amministrazioni facendo domanda al Comune direttamente all’ufficio che detiene i dati, all’ufficio relazioni con il pubblico o al responsabile della trasparenza. Questo servizio, fondamentale per un controllo generalizzato e incrociato delle procedure, va pubblicizzato e reso operativo concretamente e non solo sulla carta’.

 


 

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