Le zoccolate della nobilcultura di sinistra: prima puntata

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Io invece preferisco, di gran lunga, essere cretino !!! Così sentenziò Ugolino! Con questo intervento graffiante si attizza subito una dialettica tenzone o bisognerà aspettare la fine della seconda puntata?

Fra gli articoli dell’una e dell’altra fazione (come sempre equanimemente bilanciati) pubblicati sul numero 150 di Bice ho scelto quello con la firma di chi ha ritenuto di dover esprimere una predilezione radicale: “… preferisco essere imbecille”.

Ero indeciso sul sottotitolo di questo articolo: alla fine ha prevalso quello che trovate. L’altro era più sintetico: “E fa bene”. Ma con quest’altro ho temuto di essere frainteso.

Non si scusi, Dieffe, e non si butti così giù, non è il caso: le Sue parole sono equilibrate e sapienti, tanto che qualcuno del parterre l’ha definita “editorialista acuto e arguto”.

Lei mi vorrà perdonare se non seguirò il filo del Suo acuto e arguto filosofeggiare, forse non ne sarei capace, ma entrerò, da cretino qual sono, un po’ qui un po’ là dove mi indicherà il dito casualmente sul foglio, prendendo però sempre spunto dal suo acuto, arguto, sapiente e, me lo consenta, assai obiettivo scritto.

Ecco, il dito questa volta ha indicato qui:

 Così Berlusconi prosegue questa sua campagna di assoluzione della Russia che è stato il primo paese che dopo la seconda guerra mondiale ha invaso in azione di guerra un altro stato con un governo democraticamente eletto.”

Ammetto di avere la memoria offuscata circa quei fatti di agosto e, per rinfrescarla, rileggo a questo proposito i titoli di alcuni giornaloni rigorosamente indipendenti:

Georgia, guerra con i ribelli filo-russi: è strage[1]

Pesanti scontri fra governativi ed indipendentisti in Ossezia. Morti numerosi civili

Si parla di “pesanti scontri” nel sottotitolo e di “strage” nel titolo del giornalone per eccellenza, “La Repubblica”.

Ma strage di chi? Non sarà capitato che uno Stato con un governo democraticamente eletto si è preso la briga di compiere un simile misfatto contro la tanto cara e invocata pace multicolore?

Proseguo nella lettura. L’articolo di Pietro Del Re inizia così:

In giornata pesanti combattimenti e nella notte bombardamenti su due villaggi osseti e sul capoluogo Tskhinvali: soffiano venti di guerra fra la Georgia e l’Ossezia meridionale …” “Da luglio aumentano esplosioni e scontri: centinaia i profughi”.

Perbacco, devo aver letto e capito male o forse il giornalone si è sbagliato: deve per forza essere che la Russia ha bombardato i villaggi dell’Ossezia del Sud e la Georgia è accorsa sia per difendere le centinaia di profughi sia per evitare altre morti di innocenti civili.

Vediamo se un altro giornalone mi chiarisce le idee:

Georgia, ormai è guerra aperta. La Russia lancia l’offensiva[2]

L’articolo di Fabrizio Dragosei sull’indipendente ed obiettivo Corriere della Sera recita:

Le forze russe sono intervenute dopo che le truppe di Tbilisi avevano invaso l’Ossezia del Sud, proclamatasi unilateralmente indipendente 16 anni fa. I tank di Mosca sono arrivati nella capitale dell’Ossezia del Sud, Tskhinvali e hanno attaccato le alture dalle quali i georgiano bombardano”.

“Le forze russe sono intervenute dopo che le truppe di Tbilisi avevano invaso l’Ossezia del Sud”? Dice proprio “invaso”, perbacco! I georgiani bombardano? Oh perbacco! Oh perdindirindina! Bombardano proprio. E in nome di che cosa bombardano, di grazia? E i civili innocenti morti? E le donne e i bambini? E i profughi? Non si trovano dalla parte giusta? Codesti disgraziati hanno osato sperare nell’indipendenza dalla Georgia?

Che sia questa la colpa: l’aver rivendicato l’indipendenza dell’Ossezia del Sud dalla Georgia? Mi vengono alla mente situazioni molto simili, molto più vicine a noi, ma sarà il caso di parlarne? Sicuramente si tratterà di situazioni diverse, capovolte, non confrontabili.

Ma, forse sono io che capisco male o che proprio non capisco, dato che mi onoro di essere cretino.

Proviamo con il terzo giornalone indipendente: La Stampa.

Mucchi di cadaveri e case rase al suolo [3]

I profughi osseti in fuga da Tskhinvali

Così il titolo e il sottotitolo dai toni inquietanti. Si tratterà sicuramente dell’aggressione moscovita: si riferisce alla prima invasione, dopo seconda guerra mondiale, di un altro Stato con un governo democraticamente eletto.

Inizio a leggere l’articolo:

“«Per le strade ci sono cadaveri, a mucchi, e nessuno li raccoglie.» Lo sguardo fermo che vede ancora l’orrore che si è lasciata alle spalle, la voce rotta, le lacrime che riprendono a scorrere sulle guance: i pochi civili che sono riusciti a scappare da Tskhinvali in fiamme sotto le bombe, sono già al sicuro, in Ossezia del Nord,territorio russo, e sono i primi a portare come unico bagaglio la guerra,l’avanguardia di una nuova tragedia caucasica che sta divampando in queste ore.”

Ancora una volta non capisco: Ossezia del Sud, Ossezia del Nord …, ma insomma l’aggressore dove sta? Chi è? Chissà se l’editorialista arguto e acuto mi può aiutare a capire.

Provo con l’ultimo giornale di cui ci si può fidare, per obiettività e verità storica: Il Manifesto.

Il quotidiano in prima pagina riporta:

Caucaso in fiamme: centinaia di vittime. Attacco delle truppe georgiane contro la separatista Ossezia del Sud. … L’ONU denuncia: un fiume di rifugiati[4]

Attacco contro l’Ossezia del Sud? Ma da parte di chi? Qui si scrive chiaramente “georgiane”? Possibile che il Manifesto si sbagli proprio sulla Russia? Impossibile.

Sarò cretino, ma proprio non capisco.

 

Lei che ne pensa Dieffe? Ritiene che l’aggressione sia una semplice marachella dei georgiani? In fondo si è trattato di qualche morto osseto, qualche stupido profugo, bambini, donne e vecchi, che in questi casi non si nominano, non esistono, anche perché si trovano nel posto sbagliato e dalla parte non giusta. Quindi dove sta il problema? Forse nel fatto che invece di mettere fiori nei suoi cannoni la Russia, notoriamente avversa al principio del “porgi l’altra guancia”, ha armato carri armati e caccia ed è intervenuta? Si tratta di una sporca aggressione della Russia che, primo Paese dopo la Seconda Guerra mondiale, ha invaso in azione di guerra un altro Stato con un Governo democraticamente eletto? Ma certo che è così. Deve essere così. Come non capire? Come negarlo? Non sarà il caso che io avverta in fretta Berlusconi del granchio madornale che ha preso? Talvolta i cretini li ascolta.

 

Ora finalmente comprendo come viene interpretata, manipolata e scritta la storia nei libri di testo. Quando è necessario per la Causa l’aggressore viene dipinto come un tenero agnello indifeso che si abbevera all’acqua di un ruscello e l’aggredito come un lupo famelico. Devo aver già letto da qualche parte questa favola.

Per ora mi fermo qui. Il seguito alla prossima puntata.

Dimenticavo: il motivo per cui preferisco di gran lunga essere un cretino e non un imbecille lo spiegherò un’altra volta.

 


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