Le vacanze

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Le vacanze

 

Una cosa che non riesco a capire sono i professori. Non riesco a capire che bisogno ci sia di dare una valanga di compiti quando si è in vacanza. La parola vacanza significa interruzione di un lavoro che si sta compiendo, interruzione delle solite cose abituali (ad esempio andare a scuola e fare i compiti). Per i professori, a quanto pare, la parola vacanze significa “no scuola più compiti”;  possono dare quanti compiti vogliono, tanto loro possono godersi le vacanze, mentre gli studenti devono lavorare per finire quei maledetti compiti. Mi chiedo se i professori, che sanno tante cose, pensano mai al vero significato di questa parola. No, io direi di no, anche perché se no non ci sarebbero tanti compiti da impegnarci tutte le vacanze. C’è appena stato un ponte: dal 30 ottobre al 2 novembre. Sono solo quattro giorni, ma si sta sempre a casa da scuola. In quei quattro giorni si spera di riposarsi un po’, ma come sempre non è così. Secondo voi durante il periodo scolastico ci si può riposare? No! Certo che no, se non si danno tanti compiti che equivalgono a sei ore di scuola non va bene; bisogna che i ragazzi lavorino! Ma basta, basta con tutti questi compiti! Ed è uguale per le vacanze natalizie, pasquali e estive. Certo, i professori hanno ragione a dire che bisogna che la nostra mente resti allenata, ma i compiti sono sempre tanti. Io mi chiedo, perché le chiamano vacanze? Ogni volta ci dicono sempre “ragazzi vi ho dati pochi compiti, quindi se non li fate prendete 4!”, ma le materie non sono poche, specialmente se è un liceo. Ci sono varie materie, e per ogni materia, ci sono compiti. Non dico che non ci diano compiti perché sarebbe impossibile, ma almeno per i ponti e per le vacanze si… si chiamano vacanze per riposarsi, non per stancarsi più che a scuola.

Simona

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