Le tribune possibili

Condividi su i tuoi canali:

A poco meno da due settimane dal voto, per par condicio, lasciamo lo spazio anche ai commenti elettorali di noi altri non candidati alle elezioni come per esempio A.Z.

Anche  i grandi dicono le bugie  

Siamo in campagna elettorale, una campagna elettorale in cui non sono mancate davvero le sorprese.

Ma non le sorprese quanto a programmi, idee, progetti, proposte…no, essi sono sempre gli stessi, per lo più composti da demagogiche promesse, su economia, lavoro, pensioni, ICI, tasse…

La vera sorpresa, almeno per me, sono state certe alleanze fraterne disfatte in un solo giorno, sono stati certi comizi, più simili a sedute di doppiaggio, con Veltroni che parla come Fini, ad esempio, tuonando contro sé stesso, dato che fino a ieri al Governo c’era anche lui, usando temi e argomenti, persino parole, uguali all’avversario storico.

E, ancora, le vere sorprese, deludenti, ovviamente, sono state le liti, sgradevoli e assai poco femminili, fra due ex compagne di partito, ex alleate, ex tutto, la Mussolini e la Santanchè, che non si risparmiano colpi bassi. Colpi bassi come nel più puro stile italico, nel quale il fair play dura lo spazio di un mattino, e poi giù, con gli insulti, con le ghiotte rivelazioni di altarini più o meno gravi dell’avversario, con sensazionali annunci tiravoti, fatti sulla pelle di chi sta perdendo il lavoro, come nel caso di Alitalia, sulla pelle di chi è avvilito da pensioni che sono un insulto, o di chi non vede un futuro lavorativo certo.

A tutto questo si uniscono con irrefrenabile libidine i quotidiani, con prime pagine al limite della decenza, con servizi ricchissimi di notizie, previsioni, dettagli e fiele, tanto fiele.

Fiele che, curiosamente, talvolta è il principio attivo, talvolta è semplice eccipiente, ma è sempre presente, col risultato di farci essere spettatori di lotte, più che di dialoghi, di scontri, più che di dibattiti, di insinuazioni, più che di notizie fedelmente riportate.

Sarà un bel giorno il giorno in cui un politico riuscirà a rilasciare un’intervista senza citare ironicamente gli avversari, criticarne i progetti e le promesse, irriderne i metodi.

Questo non ci fa bene, non ci fa crescere come cittadini elettori, non ci informa per consentirci una scelta consapevole nell’urna, col risultato di farci perdere anche quel residuo di pazienza e fiducia che ancora avevamo.

E, soprattutto, col risultato di farci guardare con disprezzo a questa classe politica che si propone a noi senza rispetto, illudendoci di farci uscire dalle crisi che travagliano il nostro paese, illudendoci di risolvere i problemi dell’economia, della sanità, della scuola, del lavoro, del precariato, della sicurezza, etc. etc. In pratica, ci mentono, con disinvoltura, con l’occhio limpido, con lo sguardo franco e diretto.

E così sappiamo che anche i grandi dicono le bugie, ma non come fanno i bambini, che in qualche modo si tradiscono, i grandi dicono le bugie senza rimorsi, senza arrossire, senza vergogna…guardandoci serenamente negli occhi, con la voluttà indicibile di chi spaccia per vera la menzogna e vede che l’interlocutore abbocca.

E a chi mente, non si crede più, nemmeno quando dice la verità, perché chi ha mentito, o ingannato, può farlo per innumerevoli altre volte.

Ma anche se non ci fidiamo più, noi, non per viltà, no, ma per un imprecisabile senso della dignità, cerchiamo di fare bene ciò che ci spetta di fare nella vita, come se tutto fosse vero, come se credessimo a questi imbonitori, contapalle per sempre.

Ma sfatiamo un’errata credenza, non sempre le bugie hanno le gambe corte, in politica possono averle anche lunghissime e generosamente mostrate, come accade per il gentil sesso, oppure, sempre lunghissime, ma infilate in completi di grisaglia, per certi altri allampanati personaggi…Ai quali, forse, non sembrano più nemmeno bugie, perché, a furia di dirle, quelle cose, ormai finiscono col crederci.

Almeno loro.

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...