Le telefonate …virtuali

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Cinzia, 33 anni, carina, non alta, parla del suo lavoro e dei clienti. L’80 % vuole ascoltare un racconto pornografico in cui loro sono i protagonisti. Ma per lei i clienti “assatanati” non sono i più pericolosi...

Come è organizzata la ditta per cui lavori?

 

Il nostro servizio fornisce sia “voce amica”, che “lettura dei tarocchi”, che “telefono erotico”. Io faccio tutti e tre i tipi di servizio, secondo i turni in cui capito. La ditta ha una catena di telefoni che attraversa tutta Italia, ha varie filiali, in ogni città ce n’è una, ma a noi arrivano chiamate fino da Sassari o da Taranto. La mattina o il pomeriggio chiedono di tutto, ma la notte è il momento solo di richieste di sesso. Alle 4 c’è il boom, non hai un attimo di respiro.

 

Come ti hanno assunta?

 

Ho fatto i 15 giorni di prova, e quando il gestore ha visto che i clienti mi richiamavano, allora mi ha presa. C’è tanto ricambio: in questi ultimi 15 giorni sono state assunte altre tre donne fra cui una rumena. Io sono entrata come cartomante. I tarocchi li chiedono le donne, vogliono sapere del loro amore, essere rassicurate, dicono: “Oddio mi sta scappando via l’amante! Che devo fare?”. Poi ho fatto anche la “voce amica”.

 

Che tipo di servizio è ?

 

Ti chiamano persone sole, molti ragazzi che si sentono tristi. Dopo la “voce amica” sono passata alle “telefonate erotiche”.

 

Quanto guadagni?

 

4 euro l’ora di giorno, 5 la notte.

Il cliente spende il giorno 10 euro per ogni sei minuti di chiamata, la notte 12, ci sono persone che chiamano cinque, sei, dieci volte al giorno. Io rispondo a 80 chiamate per turno, guadagno 47 centesimi a telefonata

 

È tanto o poco?

 

È poco,mamica li faccio io i prezzi. Caso mai il problema è la percentuale che si trattiene il gestore e quella della società telefonica.

 

Chi sono i gestori?

 

Sono in tre, aiutati da un paio di segretarie. Il principale è un depravato, chiama ogni tanto la notte. Uno dei padroni è una donna, e ogni tanto lavora perché gli piace il mestiere come gioco, è un po’ perversa, molto “sporca”, si diverte a giocare con le persone

 

Come è stata la prima telefonata di un cliente?

 

E’ andato subito al sodo senza convenevoli. Ci son rimasta un po’ male, perché alla fine ha attaccato senza nemmeno una parola. Chi chiama si sente infelice, molto spesso perché una donna ha mancato un appuntamento o lo ha deluso.

 

Che gente chiama la notte?

 

Ogni tipo di persone: c’è chi sta lavorando e chi ti cerca dal telefonino, impiegati, bancari, metronotte, chi dipinge le strisce pedonali, chi lavora nelle bische, ma anche gente che sta bene economicamente. C’è anche quello che chiede: “Quanto sei alta ?” “1,57” “Sei troppo bassa, passami un’altra !”.

 

Come inizia la telefonata?

 

Faccio una serie di domande che mi permettano poi un appiglio, una qualcosa che mi permetta di andare con la fantasia, di “affiancarmi” a lui per poter lavorare con l’immaginazione.

 

Com’è il luogo in cui lavori?

 

Ci sono una trentina di cabine, io ho varie cuffie e un display, una specie di tassametro che segnala i minuti della telefonata fino al fatidico sesto minuto, dopo di che la linea viene interrotta automaticamente. La telefonata deve durare tutti e sei i minuti, poi l’ideale per la ditta sarebbe che la linea cada e che io venga richiamata almeno un’altra volta. Un tempo la telefonata durava quindici minuti, ma non gliela facevi a tenerli tutti, sei minuti li reggi di più.

 

Che tipi sono  le tue colleghe?

 

C’è la signora esperta che ha una cultura specifica, ma anche la donna che non ci capisce niente e prima ha fatto un lavoro qualsiasi. C’è la ventisettenne col marito in galera, che vive con la famiglia in sette in un appartamento; c’è anche quella che ha venti anni, il padre ingegnere, e fa l’università. La più anziana ne ha 55 e lavora in ditta da tre anni. Ha iniziato con i tarocchi, è una psicologa, ti legge le carte senza farle, capisce il problema e te lo risolve. Ha tre figli di cui uno fa la “cartomanzia”, la figlia fa la “voce amica” perché non riesce a fare eros. Un’altra ancora, di 45 anni, ha una voce da ragazzina angelica, ha una marea di clienti, li fa innamorare. Ne dichiara 22 perché al telefono erotico è tutto falso.

 

In che senso “falso” ?

 

Tutto è una finzione, solo dall’altra parte del telefono c’è concretezza. Il cliente cerca qualcuno che gratti il suo prurito sessuale. Da parte nostra c’è la disponibilità telefonica ad assecondarlo.

 

In quante siete a lavorare?

 

Di notte, quando c’è grande richiesta, siamo in sette, usiamo due o tre cuffie a testa, e così vengono accontentati 150 clienti ogni ora, sei o settecento telefonate per turno. Considerando poi le telefonate di giorno si arriva a 8.000 chiamate. La notte, quando uso molte cuffie, rispondo ad uno solo e tutti e tre li faccio camminare insieme, gli altri li faccio entrare solo ad ascoltare.

 

Come si riesce a gestire più clienti insieme?

 

Gli dico: “Scusa un attimo! Non ti posso rispondere, o è così o richiami più tardi!”. Anche se l’ultimo arrivato non riesce ad eccitarsi, intanto un paio di minuti di minutaggio sono scattati. Hai tre cornette, ti devi imporre, altrimenti com
e fai? Uno la vuole cotta, uno la vuole cruda,..”.

 

Telefonano donne?

Poche, c’è un 2% di omosex, che però passo a una collega perché sono tipe che chiedono tanto. Sono più appiccicose, ti chiamano tre o quattro volte di seguito. La notte chiamano anche coppie che cercano di stimolarsi nel rapporto, e questo mi ha scioccato.
Chiamano anche dei gay ma non l’abbiamo il servizio. C’è un ragazzo che ora fa i tarocchi, il gestore gliel’ha proposto, non so se accetterà.

 

Se il tuo fidanzato telefonasse ad una voce erotica ti sentiresti tradita?

 

No. Gli direi: “Forse stai cercando una cosa che io non riesco a darti, perché non ne parliamo?”

 

Che effetto fa essere diventata una professionista del piacere?

 

Prima non avevo mai considerato la voce come uno strumento erotico. Non credevo che la parola potesse eccitare da sola, forse ci riesce perché quando il cliente chiama è già eccitato.

 

Come vi descrivete ai clienti?

 

Ci cambiamo personaggio, fisionomia e psicologia. Se sei bionda devi dire che sei mora. La 55enne, nel suo personaggio, dice che ha 28 anni. Lei se il cliente è troppo giovane non riesce a gestirlo e me lo passa.

 

A cosa pensi mentre lavori?

 

Quando sei in linea devi essere concentrata. Serve la fantasia, devi stare attenta a quello che stai facendo al cliente. Quando stai parlando, se vedi che il contascatti è a 5 minuti, la fai durare un altro po’ finché cade la linea. Lui ti richiama, le centraliniste la tirano in lungo: “Vuoi Cinzia? Vediamo se è libera”. E passa un minuto prima di trovarmi.

Ma i clienti più pericolosi non sono gli affamati di sesso, ma quelli che tentano di sedurti.

 

Che tipi sono ?

 

Beh… Ci sono i clienti abituali, Franco di 50 anni, ad esempio, che è capace di chiamare cinque o sei volte in un pomeriggio e dice sempre che mi vuol vedere. O un altro, uno di 40 anni, che non vuole fare sesso per telefono ma mi vuole conoscere. “Cinzia dammi il tuo telefono”, vuol fare la ripicca con me a una di Taranto con cui è felicemente sposato. Oppure c’è un uomo che mi chiama spesso dall’ufficio: ha una testa stupenda, un gran parlatore, ha una donna svedese, però con lui non arrivi mai al dunque. Non si parla di sesso, c’è come una lotta psicologica. Gli ho detto: “Fermati un attimo! Hai parlato già con tutte le colleghe, stai cercando di farle innamorare tutte, che stai cercando?” E lui: “A me piace far innamorare le donne. Sembri una donna intelligente, che stai facendo?” “Sto giocando, come te che telefoni”. “Sono felice perché ho fatto innamorare un’amica un po’ deboluccia”. E io: “Magari non è vero, e lei è brava a fartelo credere…”

 

Corri il rischio di farti sedurre?

 

È molto difficile. Nessuno sa dov’è la sede. È proibitissimo dare il nostro indirizzo, solo la casella postale se ti vogliono scrivere o mandare una foto. Una volta che avevo detto ad un cliente: “Sto cercando un altro tipo di lavoro, se vieni a Roma telefonami”, questo ha chiamato il sabato dopo e voleva assolutamente vedermi, ha telefonato sei volte. Mi son detta: “Questi rispettano gli appuntamenti, devi stare più attenta.”. Non voglio farmi coinvolgere.

 

Quando chiedono di vederti come rispondi?

 

La tiro in lungo : “Ti posso vedere, ma facciamo prima un po’ di conoscenza, mandami una tua foto”. La tiro in lungo. Noi centraliniste ci siamo inventate la bugia che, per il regolamento della ditta, solo dopo tre mesi si può incontrare il cliente prima no.

 

Come giudichi questo insolito lavoro ?

 

Per me gli uomini sono una voce, e noi per loro, però in fondo il mio mestiere è l’avventura: può succedere che riesci a incuriosire il cliente, in due ore parli sei, sette volte con una persona.In giro c’è una marea di solitudine.

 

Dopo questa esperienza cosa pensi degli uomini?

 

Mi fanno una tenerezza… Li sto leggendo sotto un altro punto di vista: schiavi, depressi, esasperati dalle passioni. Chi è molto chiuso è perché è sentimentale, sensibile, è difficile farli parlare di come vedono il sesso. Se parlano dell’amore, parlano delle fregature dell’amore. Desiderano disperatamente un briciolo di perversità, ma non riescono a chiederla ad una donna vera. Siamo finti, noi e loro, non c’è dialogo. Si reprime un desiderio, una voglia, un piacere, non si ha la forza di comunicarlo alla propria donna.

Il brutto è se la centralinista erotica diventa per il cliente un “modello” della donna, la rappresentazione di una donna reale. Io al telefono non sono una donna vera, di quelle che si possono incontrare nella vita. Sono ciò che il cliente vorrebbe che la donna sia : sfrontata, disponibile, che non ti fa perdere tempo col corteggiamento, ma anche accantonabile, dopo,col semplice appendere la cornetta. La centralinista è un fantasma di cera, modellato su misura per soddisfarlo, ma il tutto resta un falso : io sono una donna artificiale. Guai al cliente che mi cercherà nelle donne con cui si imbatte nella vita, guai a scambiare il desiderio con la realtà.

 

 

 

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