Le Stanze delle Muse. Con Voce di Donna . Dedicato alle donne

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(Link al video della serata  
https://www.youtube.com/watch?v=gCkkEYnWx5E&feature=youtu.be)

Tutti sanno che nella mitologia antica, Zeus era il simbolo di padre che amava le donne, ma pochi sanno che voleva sostituirsi alle donne per procreare i figli. Pochi sanno che Zeus (sempre “grande amatore”) ha amato Metis, una donna eccezionale grazie alla sua intelligenza, pratica e astuta, che nasceva dall’esperienza e dalla vita vissuta. Molti sanno che Aristotele (come Ippone che sosteneva che il figlio nasce solo dal padre) affermava che nella nascita, nella riproduzione, il contributo attivo e creatore era dell’uomo, “per sua natura forma e spirito”, mentre il contributo della donna era quello della materia, per sua natura passiva, come la natura femminile. In altre parole, la cultura dei greci era all’insegna della misoginia,  fino a sottovalutare il ruolo femminile nella nascita e a sostenere che la era tutta del  “maschio-madre”  Questa cultura ispirata alla misoginia è proseguita nei secoli. E’ sufficiente leggere il libro , “Contro le donne. Storia e critica del più antico pregiudizio” di Paolo Ercolani (appena pubblicato da “Marsilio Editore”), che documenta il pregiudizio contro la donna, considerata, nei secoli, inferiore all’uomo. Tra l’altro, l’autore sottolinea che lo stesso stupro perpetrato in guerra è stato spesso nobilitato e connotato da una sua ragion d’essere. Ancora oggi, i fanatici-fondamentalisti dell’ISIS  praticano una vera e propria “teologia dello stupro” . Il Consiglio Islamico del Pakistan, nel 2016, vorrebbe concedere ai mariti la possibilità di “picchiare leggermente” le consorti per fini educativi ( se rifiutano di stare con loro, di fare il bagno dopo un incontro d’amore, o se parlano a voce alta con uomini estranei..)  E’ un libro estremamente significativo e documentato. A volte, stupisce e crea dolore. È il caso di Ovidio, uno dei poeti più raffinati dell’antichità, che scrive: “l’abuso sessuale appaga chi lo subisce o constata che la donna pur combattendo vuol essere vinta… la violenza piace alle fanciulle… poiché quello che a loro piace, spesso vogliono darlo contro la loro volontà” . Purtroppo , anche i dati ONU ci confermano che nel mondo, una donna su tre (35%) è stata ed e vittima di violenze fisiche e/ o psicologiche. Ogni giorno, leggendo i giornali e sintonizzandoci con i programmi radiotelevisivi , apprendiamo di nuovi femminicidi. Sono divenuti, purtroppo, “una mattanza quotidiana”. Anche nel nostro Paese, persistono questa incultura e questo pregiudizio contro le donne: basta pensare che ancora oggi, in molte località, si dice “cha la piasa, che la tasa, che la staga a casa”. E solo nel 1946, in Italia, alle donne è stato riconosciuto il diritto-dovere di voto (e alla Amministrative dell’aprile 1946, le donne hanno potuto esprimere il loro voto). Quindi ben vengano iniziative-manifestazioni come la serata “Con voce di donna. Dedicato alle donne”, ideata e voluta da Nunzia Lanzetta, instancabile e intelligente dirigente dell’Ufficio Servizi Educativi delle “Gallerie Estensi” . Giovedì 16 giugno 2016, per il ciclo “Le Stanze delle Muse”, nei bellissimi e suggestivi spazi della “Galleria Estense” di Modena, 

(foto )

 Franca Lovino e Chiara Albonico hanno tenuto una lettura interpretativa di passaggi poetici di alcune tra le più intense scrittrici e potesse della storia.
Attraverso la loro voce è stato possibile restituire un’immagine della complessità dell’universo femminile.

Franca Lovino apre la magnifica serata leggendo con voce incantevole “Alda Merini” riuscendo a ipnotizzare il pubblico presente. Chiara Albonico, narratrice, s’ introduce con tempi ben equilibrati a completamento dei brani scelti, scritti dalle 10 donne più rappresentative del paesaggio letterario della poesia e prosa mondiale, di tutti i tempi.
Come introduzione  alla serata, affiancata alla Merini è seguita, la lettura di un brano di Saffo la poetessa greca vissuta tra il VII e il VI secolo a.c. gettatasi, racconta la leggenda, dalla rupe di Leukade per un amore non corrisposto.
Le letture sono proseguite con Olympe de Gouges, Virginia Woolf, Sylvia Plath, Sibilla Aleramo, Simone de Beauvoir, Natalia Levi Giznburg, Orianna Fallaci, per concludere la serata con Joumana Haddad.
Con voce suadente, Chiara Albonico, dolce, ironica al momento giusto, pacata armoniosa quasi volesse sembrare un tutt’ uno con la lettura poetica  ha spiegato, a giusta ragione,  che delle donne si è scritto tanto e in epoche diverse, da poeti, saggisti e con diverse connotazioni, puntualizzando sempre le solite caratteristiche femminili: forza e fragilità o frasi come “dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna”. Con questo evento, tra i capolavori della “Galleria Estense”  si è voluto invece mostrare la donna raccontata dalla donna stessa, sottolineando il loro essere e soprattutto i momenti di dolore, solitudine e d’angoscia racchiusi nei diversi panorami femminili.
 Chiara  Albonico, tra l’altro, ha sottolineato che, come altri campi,  anche la letteratura è appannaggio maschile, “una tradizione” dovuta al fatto che fino al secolo scorso la donna non era “IGNORANTE” ma semplicemente non “ISTRUITA” e spesso capitava che le donne quando scrivevano imitavano gli uomini. In poche parole non avevano una piena autonomia, o meglio, questa era solo apparente. È ovvio che i fattori erano molti e differenziati, la paura di esprimersi al femminile, fatti storici, ambientali, di costume che hanno ostacolato molto la libera espressività. La manifestazione tutta al femminile ha voluto rendere onore anche a tutte le donne che, attraverso i secoli, hanno cantato che la donna non è solo “una luce in un quadro” (come voleva attestare il pittore belga Paul Delvaux, che ha dipinto solo donne), ma ha la stessa dignità e forza dell’uomo, ha-deve avere gli stessi diritti-doveri, avendo dimostrato (dai tempi di Zeus) di possedere una intelligenza più pratica e duttile dell’uomo stesso.  L’evento è stato apprezzato (e lungamente applaudite le tre “co-protagoniste” Nunzia Lanzetta, Franca Lovino e Chiara Albonico) dal numeroso pubblico presente (per il 70% composta da donne, come avviene sempre più spesso nelle manifestazioni culturali) . 
E’ stata una serata omaggio  alle tante donne eccellenti del Cristianesimo (da Maria Vergine, Madre di Dio, alle Profetesse, a Matilde di Canossa o Eleonora d’Aquitania, alle sante badesse sapientissime , alle sante profetesse consigliere di Papi come Brigida di Svezia e Santa Caterina da Siena, a mistiche poetesse come Teresa d’Avila, a vergini guerriere come Giovanna d’Arco) e alle grandi europee dal Quattrocento ai giorni nostri (come Artemisia Gentileschi, Madame Curie, Teresa da Calcutta ). Grazie e complimenti all’ideatrice del ciclo “Le Stanze di Muse” e all’evento “ Con voce di donna. Dedicato alle donne” , Nunzia Lanzetta e alle due “voci narranti” Chiara Albonico e Franca Lovino.

 

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