Le Sorelle Materassi in Parlamento

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“… oltre alla speranza di vedere finalmente smascherati i sepolcri imbiancati che si ammantano di virtù …ho anche un altro grande desiderio...”
art. di A.D.Z.

 

 

Ho l’impressione, talvolta,  che i nostri politici, invece che nel 2011, dai lucenti scranni del Parlamento, parlino da  un salottino della prima metà del secolo scorso,   tutto trine e cuscini, il salottino delle Sorelle Materassi.

Così come le protagoniste dell’omonimo romanzo di Palazzeschi, in un patetico inganno, perpetrato anche verso sé stesse,  snocciolavano nomi di antichi spasimanti, dagli incalzanti nomi virili… così, questa maggioranza si autocelebra in ogni occasione snocciolando consensi, apprezzamento, cose realizzate…quando, all’ostentazione di sicurezza si contrappone il dissenso crescente, l’insofferenza e la vera e propria avversione, verso la compagine di centro destra e verso il Premier. 

La differenza, con le patetiche vecchie zitelle, di un romanzo peraltro molto profondo e bellissimo,  sta nel fatto che le innocenti laboriose vecchiette almeno non facevano male a nessuno, forse suscitavano soltanto la derisione delle persone che avevano intorno.

Ma il mantra,”andiamo avanti”, ripetuto all’infinito, mostra, invece, la determinazione a restare in sella  di una maggioranza ricostruita matematicamente, dopo la defezione di Fini,  pezzo per pezzo, non mi azzardo a giudicare in che modo. Sarebbe troppo facile dire che i vari Scilipoti, Romano, etc, sono stati “comprati”… Non importa, ripeto, quale sia stato il prezzo, e se ci sia stato, effettivamente,  un “acquisto”…. L’importante è che la maggioranza si bei per il numero crescente dei suoi sostenitori in Parlamento, mentre sembra essere all’oscuro, invece, dei numeri decrescenti fra gli elettori e ignora la vera geografia politica del Paese che appare lontano, oggi più di sempre, dalle scelte del Palazzo. Anche perché, sempre  di più, esse sembrano accentrarsi su una persona, da salvare, da proteggere, da difendere, da stuoli  di magistrati che ordiscono complotti ai suoi danni. Anche l’elettore più affezionato, anche il berlusconiano più acritico, un ripensamento in questi terribili frangenti sociali ed economici dovrebbe  averlo.

Non entro nel merito delle disavventure giudiziarie del Premier, né dei complotti, reali o presunti, dei magistrati ai suoi danni. Andrei lontano, andrei fuori tema.

Tuttavia, oltre alla speranza, vivissima, che cresce di giorno in giorno, di vedere finalmente smascherati  i sepolcri imbiancati che si ammantano di innocenza e di virtù, siano essi collocati  tra i magistrati che ordiscono trame, siano nella persona del premier, dei faccendieri, dei lenoni e delle donzelle prezzolate di cui egli ama circondarsi…ho anche un altro grande desiderio. Quello di vedere, finalmente, qualcuno, nella maggioranza, che si alzi in piedi e dica:

– Cari colleghi, guardate che l’emergenza del Paese non corrisponde a ciò di cui noi andiamo cianciando, su  intercettazioni, processi lunghi o brevi,secessioni e quant’altro. Pertanto ringraziamo questo ricco signore per tutto il bene che ha fatto all’Italia e salutiamolo,però, girando pagina. Senza tradire l’elettorato, mantenendo le nostre belle idee di Destra, ma pensando, finalmente, al  Paese, alla sicurezza che non c’è, alle imprese che chiudono, ai giovani che non trovano lavoro, agli ammalati, ai pensionati, ai disabili…ma, soprattutto, pensiamo ai cittadini ai quali chiediamo tanto, troppo, con imposte e tasse, con sacrifici personali inenarrabili, e ai quali  restituiamo, invece, servizi inadeguati e striminziti.-

Parole, queste, che sono trasversali alle ideologie e che troverebbero accoglienza e sostegno anche nell’imbelle opposizione, finora incapace di costruire alcunché…

Comunque, in attesa di questi poco probabili eventi, tutti torniamo a compiere i doveri del nostro stato, non per abitudine ma perché, nonostante tutto, il mondo è ancora pieno di uomini e donne di buona volontà. Che sono indignati, o magari anche qualcosa di più colorito…ma non sono mai rassegnati a portare il cervello all’ammasso, o rinunciare a progetti e sogni, per sé stessi e per i propri figli, nella normalità di  vite “”qualsiasi”” che sono, invece, vite preziose.

L’articolo di Alex Scardina, Fantapolitica, ci presenta futuri scenari possibili.

Nel suo Nuove costruzioni? No grazie, il Sen. Paolo Danieli tratta dei cambiamenti demografici e sociali che  vanno ad incidere pesantemente sulla ricchezza e sul tenore di vita del ceto medio.

L’articolo “Quando era il momento io non ho avuto risposte valide”  è in realtà la replica, molto articolata ed estesa, al commento comparso sul n. 291, R: R: R: riqualificazioni e desolazioni.

Per agevolarne la lettura,per l’estensione del pezzo e per l’i
mportanza che comunque sempre hanno le problematiche locali, sicurezza in primis, compare in prima pagina, anche a conferma, se ce ne fosse bisogno, di quanto sia presente nei cittadini il coraggio e la voglia di mettersi ancora d’impegno, per mutare,in meglio, la città. L’amore per Modena si dimostra anche scrivendo dei suoi problemi, senza perdersi d’animo o di coraggio.

Il coraggio, presente nell’odierno “pistolotto” e anche in altri articoli,  sembra essere la dominante di questo numero di Bice:  mi sembra un buon segno.

Buona settimana, buona lettura del n. 292.

 

A.D.Z.

 

(Riproduzione Riservata)

 

 

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