Le sandronate di Sandrone

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Come da tradizione , la domenica di carnevale, la celebre maschera si è presentata all’appuntamento con i modenesi. Randellate e badilate dal sapore aspro ed inedito sono state sferrate sui politici da Sandrone. .

Come di consueto dal balcone del palazzo comunale, privilegio riservato ormai solo ai Pavironici on esclusione di tutte le altre maschere italiane, come ha scritto Daniele Rubboli nel libro “Alla corte di Sandrone”, Ed. Il Fiorino.

Piazza Grande gremita come al solito, nonostante l’inclemenza del tempo e l’anomalia di un carnevale corto con i Pavironici sfrattati da San Geminiano per l’insolita coincidenza tra il 31 gennaio e giovedì grasso.

Migliaia gli spettatori al riparo dalla pioggia sotto l’ombrello ad ascoltare le bordate ed i colpi di clava di un Sandrone particolarmente velenoso che ha invocato “tolleranza zero” per tutti i criminali impuniti, con piglio pari a quello dell’ex sindaco repubblicano di New York Rudolf Giuliani. In dialetto si dice “Ander zò con al bricloun” cioè andarci giù con la clava su tutti il problemi che assillano e rendono grama l’esistenza dei Geminiani come ordine pubblico, sicurezza, multe, rifiuti, rotatorie e il telo di Paladino definito

“Sta bela pensèda per fer dvintèr Modna ‘na zitè proietèda nell’area di una moderna architettura… I m’iven det che prèma ed tachér a sistemarla ig mitiven al custòm d’Arlecchino tant che me a-jò pensèe: va bein a sam per carnevel e per carnevale ogni scherzo vale, mo vesta de-d chè am sembra che al sèrt l’ava sbaglièe a toregh misura.”

 Poi

“ad esempi, gninta porta ed Gerri, gninta Krier per piaza Mateoti, gninta Benevolo, a-va finir che, come sculturi all’avanguardia arma gnam col grap d’ova in dla Vignolese e l’oca giuliva davanti al Raffaello”.

Un grappolo d’uva che sembra una raccomandazione per tutti i produttori di Lambrusco del modenese

“Arcurdeves che, par fer al vein, ag’h vol anch l’ova! (n.d.r.).

 

Circa la viabilità che ha fatto di Modena un labirinto di rotatorie

“Speram ch’is fermen se no’ i duvran mèter in galéra tott i automobilesta perché a l’esam dal fiee i risultaran positiv a la Bala da rotatoria:

ubriacatura collettiva imputabile a rotatorie che fanno quasi girare la testa ai guidatori. Infine i progetti mai realizzati del nuovo parcheggio al Novi Sad e del sottopassaggio in via Emilia che si faranno

“seimper ch’in caten  ‘na quelch’etra tamba romana…i disen forse i tacaran a descarer ed fer la tangenziel ed Nunantla anch perché cun la bretèla di Turaz an s’è menga risolt al problema del càvi.I disen…I disen”.

 

 Sarcastico e pungente anche Sgorghiguelo, il grande tifoso del Modena calcio, alias Carlo Ventura:

“Sl’è vera ca g’am al problema del stred, a-j-am però migliorèe dimandi con le piste ciclabili, Modna la g’ha zeintvint chilometer ed pésti e quesi duseintmela ciclo cumprès quèla dal noster sendec  -Giorgio t’en vlu la biciclèta-? Mè  per la mé a-j-ho cumprèe al kit antifurto e la targa… mo an n’è cuntèe gninta perché im – l’han cuchèda listass”. Poi “I duméla tonelèd ed rosch

 dalla Campania da smaltire qui a Modena nell’inceneritore di via Cavazza, la nuova sede dei vigili urbani da 100 milioni di euro

 “ch’lè anch un po’ nostra”

per le multe salate con cui siamo vessati a causa di fotored ed autovelox non completamente attendibili. Infine

“A Modna ed sira an gira piò nisun…via i delinqueint e multe salate soprattutto per loro, non per noi”.

 Oggi come un tempo è ancora d’uopo che g
li unici a poter sfottere i governanti siano ancora i buffoni ed i comici (vedi Beppe Grillo e Luttazzi), mentre i politici vanno a raccontare le barzellette su loro stessi al Teatro del Bagaglino, varietà poi tele trasmesso .

 

“San Zemian dà ‘n’uceda che za’ perché secand me l’è bèle ora ed turnerl’a fer al miracol dla fumana…

il famoso miracolo della nebbia che salvò Modena dai barbati invasori guidati da Attila. Speriamo.

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