Le richieste no-vax per l’esonero dal vaccino. E le minacce

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L’ultima trovata dei no-vax per boicottare la campagna vaccinale è di inviare al medico di famiglia una raccomandata o una Pec con cui gli si richiede la prescrizione di esami specifici volti ad essere esonerati dal vaccino anti-Covid. Nella lettera c’è anche una minaccia: se il medico si dovesse rifiutare potrebbe essere denunciato per “rifiuto di assistenza”. 

 


I medici hanno cominciato a ricevere queste richieste da quando è stato istituito il green-pass e da quando è stato stabilito l’obbligo di vaccino per certe categorie, come il personale sanitario o gli insegnanti. Si tratta evidentemente di un’azione organizzata dalle associazioni no-vax, dato che le Pec stanno arrivando quasi contemporaneamente un po’ dappertutto e le richieste, evidentemente preparate da qualche avvocato, sono simili. 
Dietro c’è il tentativo di ottenere dei certificati di esonero dal vaccino o, quantomeno, una dilazione dei tempi. Intanto facciamoci prescrivere degli esami…le liste d’attesa…il referto…così passa un po’ di tempo. Insomma un’azione ostruzionistica nei confronti dello sforzo collettivo di combattere la pandemia. 

Ma anche in questo caso i no-vax sbagliano. Le organizzazioni dei medici fanno giustamente notare che il rapporto medico-assistito è per definizione “fiduciario” e non può essere gestito attraverso una Pec. Quindi se l’assistito può rifiutare il medico, vale anche il contrario. Perciò coloro che hanno inviato tale richiesta possono essere rifiutati come pazienti perché è venuto meno il rapporto fiduciario medico-paziente.

Anche la minaccia legale del “rifiuto di assistenza” non funziona. L’assistenza si basa sulla libera valutazione del medico sulla necessità o meno di prescrivere degli esami si deve basare su una visita e su un esame obiettivo del paziente e non su una raccomandata o una Pec.

C’è infine l’aspetto economico.  Gli esami richiesti pretestuosamente rappresentano un costo per il Sistema Sanitario Nazionale, già provato pesantemente dalla pandemia. Andare a gravare sul suo bilancio per un’azione di ostruzionismo alla campagna vaccinale è un’ulteriore manifestazione di quale sia la sensibilità sociale dei no-vax.

 

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