Le parole hanno il loro peso

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Centro Destra unito alle prossime elezioni. Quanto valgono i partiti e i leader del centro destra? Di Maio con le parole fa concorrenza a Rocco Casalino, Tutti cercano di lasciare una traccia nella storia, però, c’è la norma del buon gusto. Non parliamo del buon senso, che al M5S sembra manchi.

 


Non amo i sondaggi in politica. Spesso servono per  fare il salto della quaglia a certi personaggi che della politica ne hanno fatto una ragione di vita e di lavoro, senza così diventare un voltagabbana che balzano sul carro del vincitore. Ora, la media delle ultime analisi, danno il centro destra al 44,6% diviso fra il 31,7% della LEGA, il 9,2% di FI, il 3.4% di FDI e lo 0,3% alle frattaglie.  Sui leader, Matteo Salvini sbaraglia gli altri due, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni. Apro una parentesi sugli ultimi due. Grazie a Silvio FI, si salva ancora, mentre FDI paga la mancata presenza sul territorio di un esponente di punta (l’attuale mi sembra che preferisca fare la mamma), e una politica aggregante, per coloro che si sentono orfani di un partito di destra, o perlomeno nazionale (nazionalista è troppo forte), o d’indirizzo politico chiaro. Un elettore normale di quel partito, forse, non capisce perché alla festa del movimento l’ospite d’onore debba essere intervistato da un giornalista che con la loro storia non ha nulla a che fare. Misteri della politica. Ora, dopo l’incontro fra loro tre, si è deciso di continuare l’esperimento delle politiche e quindi presentarsi uniti alle Elezioni Europee e Regionali. Prove tecniche di un partito unico? Forse, ma le diversità sono tante. Non vorrei che fosse una mossa per salvare la poltrona ai soliti noti, in particolare per quanto riguarda le elezioni Europee. Dico questo perché al parlamento dell’UE devono andare persone sì preparate nella materia (ma questo si acquista con il tempo e con l’aiuto di un buon consigliere esperto), ma soprattutto uomini e donne che abbiano a cuore l’Italia.

Rocco Casalino, ma chi sei? Se hai delle problematiche dovute alla motivazione che non hai avuto un grande successo nel mondo dello spettacolo, questo non ti autorizza, adesso che hai il patentino da giornalista, a fare certe dichiarazioni. Primo, perché sono di cattivo gusto e volgari. Secondo, perché te la prendi con delle persone che fanno solo il loro lavoro. Bene o male, lo decidi tu? Non è forse troppo per un portavoce? Terzo, guarda che il sontuoso stipendio te lo paghiamo noi italiani. Le parole usate vanno bene in una conversazione al bar, o nelle riunioni del tuo direttorio e aggiungo (per molti purtroppo), che ora ha in mano le sorti dell’Italia. Un portavoce, se non ricordo male, ha ben altri compiti. Termino ricordando che fra le tante iatture che ha il nostro Bel Paese, ci vogliamo mettere anche un partito che ha il consenso democratico, anche se zoppo, di una minoranza degli italiani? Eppure, si considerano i depositari delle richieste di protesta per le ingiustizie subite di tutti gli italiani dall’avvento della Repubblica. Silvio Berlusconi li definisce: – Peggio della sinistra -. Personalmente credo che i suoi capi siano più vicini al periodo del Terrore durante la Rivoluzione Francese. Una sorta di triunvirato alla luce del sole: Di Maio, Fico e Battisti, come lo fu Robespierre, Saint-Just e Couthon. I capi, visibili che aprono bocca e parlano, parlano e continuano a parlare per dire cose che poi smentiscono o sono smentiti il giorno dopo. L’ultima. Secondo indiscrezioni che girano nel Web sembra che non si voglia dare il reddito di cittadinanza a chi è proprietario della casa. Giusto, così se la vende per campare. Dei geni.

Non ultime, le parole del vice premier  Luigi Di Maio: -Sia dannato il giorno in cui fu fatto il Jobs Act. Chi lo ha fatto non deve essere chiamato statista ma assassinio politico-. Ma vi sembra un linguaggio consono a chi dovrebbe rappresentare il popolo italiano nella sua completezza? No, mi sembra più, per rimane in tema su quanto scritto sopra, un linguaggio per sanculotti e tricoteuse . Beh, allora, viva la Vandea!

Tal Benedetto Croce, sì proprio lui, si espresse con queste parole: – La libertà viene prima di ogni altra cosa, persino prima della democrazia, nel senso che è legittimo ribellarsi, anche con la forza, a un potere che, pur voluto dal popolo, si faccia tirannide-.  

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