Le nuove frontiere del comunicare

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Ho il piacere di farvi conoscere Vincenzo Fanelli, esperto in Comunicazione Efficace, Spero possa dare anche a voi , amici Bicenauti ,una “piccola chiave” per aprire le vostre conoscenze

Ciao Vincenzo, ben arrivato su Bice, vuoi raccontarci qualcosa del tuo lavoro?

 

Ciao a tutti, mi chiamo Vincenzo Fanelli. Sono uno scrittore (ho pubblicato diversi libri con la Macro Edizioni) e formatore aziendale. La mia specializzazione è la comunicazione efficace essendomi specializzato in una particolare disciplina ancora poco conosciuta in Itala: la Programmazione Neurolinguistica (PNL)

 

Immagino poco conosciuta per la sua recente valorizzazione o sbaglio?.

 

È nata negli anni settanta in America grazie al matematico Richard Bandler e il linguista John Grinder che hanno poi formalizzato gli schemi comunicativi di maggiore influenza. Inizialmente furono applicati nel contesto della psicoterapia ma in seguito furono estesi in altri ambiti della comunicazione umana: vendita, commercio, istruzione, attività legali e in ogni settore in cui è richiesta la comunicazione.

 

Ma detto in parole comprensibili cosa significa “Programmazione Neurolinguistica”?

 

– Programmazione: secondi gli studiosi noi abbiamo dei patrimoni di programmi racchiusi nella nostra mente e questi programmi possono essere modificati.

– Neuro: questi programmi vengono sistemati in maniera tale da diventare delle configurazioni neurali

– Linguistica: il linguaggio fa parte del nostro sistema di comunicazione con gli altri e attraverso dei linguaggi di precisione è possibile estrarre i limiti che ostacolano il raggiungimento dei nostri obiettivi.

Uno dei meriti di questa disciplina è aver divulgato e ampliato il concetto di empatia nella comunicazione interpersonale.

 

Sempre più in alto! Ci spieghi cosa è l’empatia ?

 

Empatia è un neologismo che indica la capacità di provare gli stessi sentimenti di un altro individuo. L’opposto dell’empatia è l’antipatia.

Martin Hoffman, un ricercatore che si occupa di empatia, sostiene che l’empatia si forma naturalmente a partire dall’infanzia. Infatti, nel primo anno di età un bambino prova disagio quando vede un altro farsi male cadendo per terra e può cominciare a piangere, come se fosse stato lui a farsi male. Poi, verso i due anni, cominciano a distinguere i sentimenti loro da quelli degli altri, rendendosi conto che sono diversi. Cominciano a focalizzarsi su i segnali degli altri che rilevano sentimenti. In seguito si rendono conto che possono comprendere la sofferenza a prescindere dal momento che vivono, provando emozioni anche per interi gruppi di persone. Un esempio di empatia si ha quando assistiamo a qualcuno che prova delle sofferenze e ci sentiamo spinti ad aiutarlo. Provare un sentimento insieme ad un altro individuo significa essere emozionalmente partecipi.

Il rispecchiamento è un sistema per creare con il nostro interlocutore un “rapporto empatico”, basato sulla fiducia e la sintonia emotiva.

 

Permettimi l’interruzione. Cosa è questo Rispecchiamento ?

 

Il Rispecchiamento è uno dei metodi più potenti e che è alla base della programmazione neuro-linguistica. È un sistema per creare velocemente Rapport con il nostro interlocutore. La stessa parola indica un’assunzione della nostra postura speculare a quella di chi ci è di fronte. Pensate a due innamorati. Quando sono insieme, assumono una postura identica, mimando gli stessi gesti, come in una “danza” non verbale.

Vi è una vera e propria sintonia. Quindi si tratta di riprodurre artificialmente un procedimento naturale. Quando l’inconscio di un individuo è stimolato da quello del suo interlocutore, cerca di interessarlo assumendo la sua postura. È come se gli dicesse: “Sono simile a te!”. L’aspetto della comunicazione non verbale ha un ruolo fondamentale nell’empatia. Robert Levenson, psicologo della California University di
Berkeley ha dimostrato come l’emapatia ha una base fisiologica. Ha condotto studi su coppie di coniugi, i quali dovevano indovinare cosa provasse il partner durante una accesa discussione. I partner venivano registrati con una videocamera e le reazioni fisiologiche misurate mentre parlavano di un problema inerente il loro matrimonio (chi deve rimproverare i figli, le spese, ecc.). Poi ogni partner rivedeva la registrazione spiegando le sue emozioni momento per momento. In seguito rivedeva la registrazione cercando di indovinare lo stato emozionale dell’altro partner. Il massimo dell’empatia è stato riscontrato in quei coniugi che, mentre osservavano il partner, assumevano la stessa fisiologia, reagivano in modo analogo: se il partner aveva un’abbondante sudorazione, anche il loro sudavano; se il partner aveva un calo della frequenza cardiaca, anche loro lo avevano. Mimavano le impercettibili reazioni fisiologiche del loro partner.

Invece, coloro che mantenevano il loro atteggiamento, senza mimare quello del partner, non riuscivano a indovinare lo stato emotivo del coniuge.

L’empatia è possibile quando il corpo degli interlocutori è in sincronia.

Quindi il rispecchiamento consiste nel ricreare la stessa fisiologia, postura del nostro interlocutore. Se chi abbiamo di fronte ha le braccia conserte, anche noi lo faremo. Se il nostro interlocutore si accarezza i capelli, possiamo imitarlo. Ma, esiste un’avvertenza: non bisogna scimmiottare. Ovvero, non dobbiamo rispecchiarlo in tempo reale altrimenti potrebbe dirci: “Ma mi prendi in giro?”. Se si accarezza i capelli, possiamo farlo dopo qualche attimo e non immediatamente. Un sistema efficace è quello di assumere o mimare i gesti, quando interveniamo nella discussione. Aspettiamo che finisca il suo pensiero e poi, quando cominciamo a parlare, mimiamo la sua postura.

 

Vi è dunque una spiegazione neurologica del rispecchiamento?

 

La risposta è depositata nella corteccia visiva e nell’amigdala. Quando si vede la faccia di un individuo, l’informazione induce una scarica prima nella corteccia visiva e poi nell’amigdala.

Questo è il percorso standard che induce attività emozionale. In seguito sono stati identificati alcuni neuroni che sembrano reagire solo a particolari risposte: atteggiamenti aggressivi, di sottomissione, paura, ecc.. Sembra che il nostro cervello sia predisposto per reagire a particolari stimoli esterni. Ecco perché gli innamorati entrano in una sincronia di segnali empatici, che inconsciamente vengono codificati e rimandanti. Quindi, mimando la postura e la fisiologia del nostro interlocutore, rimandiamo una serie di segnali che poi registra in quei particolari neuroni, decodificandoci come persone emapatiche nei suoi confronti. Infatti, il rispecchiamento permette l’instaurazione della fiducia: “Non so perché, ma sento di potermi fidare di te”. Inoltre, rispecchiando, possiamo percepire lo stato emotivo di chi abbiamo di fronte, comunicare a un livello molto più profondo di quello normale.

 

Concludendo che vuoi dire ai bicenauti come raccomandazione    di fine chiacchierata ?

 

Voglio concludere questa intervista esortandovi ad avere sempre un atteggiamento di apertura verso chi avete di fronte, di conquistare gli altri con l’empatia e non intimidendoli o imponendovi. Se costruite relazioni empatiche create attorno a voi un’atmosfera positiva e serena.

 

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