Le indecenze

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Il prof. Carlini è convinto che si debbano chiamare in questo modo certe derive populiste e ci parla anche degli autori vecchi e nuovi di tanto disastro.

Professore, Lei la settimana scorsa ha analizzato la nostra società. Ora vuole parlarci della nostra classe politica che, come ci ha comunicato, la sconcerta sempre di più. Che cosa è successo in particolare secondo lei di così grave  ?

 

La discussione in Senato sulla vicenda del Generale Speciale.

E’ stato per me allucinante vedere la metà dei senatori che valutava l’alto ufficiale non idoneo e trasparente, mentre l’altra metà lo reputava un galantuomo: tutto questo in base a delle convinzioni che affondano nel nulla.

Ma in base a quale strumenti di rilevazione la nostra Camera Alta si lascia poi andare al plateale casino teletrasmesso; in base a quali certezze prove si divide in modo così scomposto? Semplice: i nostri rappresentanti hanno creato risse non in base a certezze documentate , ma solo in base allo schieramento politico di appartenenza, come i teppisti dello stadio che si scontrano prima ancora che inizi la partita.

In questo modo i senatori della repubblica, in diretta televisiva, hanno lanciato alcuni messaggi al popolo italiano di una chiarezza esemplare.

Non riesco a capire tuttavia cosa  spinga costoro verso questo suicidio politico.

Di fronte ad una situazione nella quale sembra che sette italiani su dieci non abbiano più fiducia della politica e di chi la esercita, questi nostri senatori non trovano meglio da fare che mostrarci questo spettacolo indecente, come a dire “avete ragione” siamo indegni della vostra fiducia.

 

Perché quale tipo di comunicazione secondo lei dovevano dare? Sotto accusa non c’era tanto un generale, ma l’azione del governo in carica e quindi questo ha diviso i sostenitori di una parte dai contrari dall’altra. Dove sta lo scandalo?

 

Il giorno dopo un quotidiano nazionale titolava a tutta pagina: Una risposta indecente! Si riferiva alle comunicazioni del Governo.Quindi anche dalla parte della carta stampata si aggiungeva confusione su del caos. La vera indecenza invece  è fare finta che un corpo che deve essere smilitarizzato come quello della Guardia di Finanza sia invece una istituzione che deve funzionare in modo indipendente dal controllo e dalle direttive del governo. Non si capisce come nelle grandi democrazie quando arriva il nuovo governo un numero impressionante di funzionari dello Stato si aspettano l’avvicendamento, sono pronti ad essere sostituiti mentre qui da noi invece dobbiamo fare ogni volta prima gli ipocriti recitando la parte dei puri ed ingenui e poi sceneggiare liti, stracciarci le vesti e simili.     Ma la cosa più sconcertante è stato il silenzio diffuso che ha percorso lo stivale. Lo sconcerto è assistere ad una classe politica complessivamente e diffusamente ammalata in ogni ordine di posti dal centro alla periferia. Si può sbagliare  a Roma, ma ci può essere una presenza di lucidità in periferia. Si può essere stanchi in senato e freschi e lucidi che so nel consiglio comunale di Modena.

Invece silenzio, un indecente uniformarsi , un appiattimento e un conformismo che porta allo sconforto: la politica sembra divenuta come un corpo condannato da un male incurabile giunto al suo stato terminale in attesa della morte. Tutto questo l’opinione pubblica lo avverte e reagisce come puo’ sbandando. Perciò se da nessuna parte si reagisce in termini positivi non oso pensare che cosa ci aspetti.

 

Che cosa teme in particolare?

 

Siamo in prossimità dell’anarchia, dell’intolleranza.Temo il disastro, la voglia dell’uomo della provvidenza che debba venire a  mettere in riga questo popolo. Ho paura di chi cerca scorciatoie e si illude di irrobustire la democrazia a suon di comitati mi spaventa.

Trovo indecente che poi la classe politica residua per un deteriore disegno di convenienza elettorale, con il ricorso massiccio al voto di scambio dia ossigeno, credibilità e spazio a queste degenerazioni.

 

Cosa trova di  tanto sbagliato se il popolo sovrano si organizza e vuole decidere del suo futuro?

 

Intanto
bisogna precisare che ogni comitato è convinto di rappresentare valori assoluti che devono avere una attenzione prioritaria, Il comitato per i diritti del gatto si sente importante e portatore di grandi valori così come quello per l’insegnamento del dialetto nelle scuole, o di quello per la chiusura anticipata delle discoteche. Detto questo c’è da chiedersi come mai per ottenere qualcosa bisogna organizzarsi in comitati di lotta più o meno pacifica? Ma in quale democrazia avanzata risulta che le istituzioni sono al servizio dei comitati presenti nel paese?

Sono andato a leggere su internet la cultura che li anima: alcuni loro passaggi sono agghiaccianti. Tutti gli slogan che appartenevano alla eversione o al mondo della cultura mafiosa affiora continuamente. Il famigerato voto di scambio o il ricatto subdolo diventa la dottrina da perseguire. Una indecenza legalizzata dietro casa della quale diventano succubi o vittime anche  diversi politici. Se non si mette un freno o non si fa chiarezza a questa deriva che fa scempio della nostra democrazia saremo costretti ad intervenire a nostra volta  anche ,se costretti, con lo scontro fisico

 

Sentiamo che cosa ha in mente professore?

 

Non sto scherzando. Sto pensando di formare un comitato che vigili e tuteli l’indipendenza delle nostre istituzioni previste dalla nostra Costituzione.

Un organismo che denunci a tutta l’opinione pubblica tutti i traditori della nostra costituzione. ossia tutti quegli eletti che si fanno condizionare o ricattare dai movimenti e dai comitati sul territorio. Ma vogliamo fare due conti? Se sommiamo tutti i comitati che ci sono in ogni comune dell’Emilia Romagna quanto ne contiamo? Per rimanere prudenti dai duemila ai cinquemila. Questi hanno il diritto di essere ascoltati dalla regione? Forse stiamo scherzando. Se ne ricevi uno devi poi ricevere tutti gli altri tremila o cinquemila, ma allora poi quando lavori o quando governi? I comitati anti Tav o anti Malpensa o anti loro diritti che occupano o impediscono o bloccano hanno forse più diritti di me quando sono costretto a subire le loro intemperanze? Ma dove sta scritto che bisogna dare ascolto alle bestialità che si sentono scandire da certi comitati?

Anzi , in certi casi , sono dei veri prevaricatori delle libertà dei molti in nome di personali rivendicazioni, pretese o fatti privati.

Un minuto di più di tolleranza a questo bordello e saremo travolti.

Un insieme pacifico di gente che si incontra per trovare delle soluzioni ai problemi sono questione altra di chi minaccia, lancia avvertimenti o proclama la lotta fino in fondo…fino alla intolleranza. Questa non più democrazia, nemmeno casino questo è attentato alle libertà del paese e un grande statista

Certo De Gasperi  ricordava che per i traditori delle libertà e dei diritti appartenenti alla propria nazione era prevista la fucilazione alla schiena

 

 

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