Le favole di Aimi a proposito di regie occulte

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«A volte, anzi spesso, il facondo avvocato Aimi raggiunge vette di involontaria comicità. Quando ad esempio, per avvalorare il suo teorema sul salvacondotto di cui godrebbero i facinorosi nella nostra città, inventa la figura del “cittadino qualunque” che “assalta operatori delle forze dell’ordine”, “imbratta i muri della città”, “danneggia e occupa beni pubblici”. Insomma il cittadino qualunque, per Aimi, sarebbe una specie di teppista selvaggio che finisce sempre in gattabuia al posto degli estremisti di sinistra protetti e coccolati.

Saprà anche di legge, l’avvocato Aimi, ma come sociologo è veramente una frana. Verrebbe da chiedergli: scusi, avvocato, ma allora a Roma dove notoriamente governa un suo sodale di partito? I facinorosi godono di un salvacondotto anche lì? Di un passaporto? Di un nulla osta? Forse di un Lodo? E i cittadini qualunque? Cosa fanno? Finiscono in gattabuia anche loro?

Un’altra cosa: chi è che fornisce il salvacondotto qui a Modena? Il Sindaco? Il Questore? Il Prefetto? Il Comandante dei carabinieri? Il Generale dell’Accademia? Il Comandante della Guardia Forestale? Il capo dei Boy scout? Sarebbe interessante saperlo, per evitare ambiguità e, soprattutto, accuse generiche, perché – come Aimi sa – “la calunnia è un venticello, un’auretta assai gentile che insensibile sottile nelle orecchie della gente s’introduce destramente, e le teste ed i cervelli fa stordire e fa gonfiar”.

Ma forse la verità, come sempre, è più semplice. Nella foga di polemizzare l’avvocato si fa prendere la mano e racconta storielle inverosimili popolate da criminali qualunque, portatori insani di violenza, capri espiatori, fornitori di salvacondotti, parrocchie ideologiche, organizzatori di rivoluzioni, registi politici. Insomma, mistero e intrighi come nel “Cimitero di Praga”. E Modena, quella vera? Sparita. Ma del resto per i narratori di favole, come Berlusconi e i suoi cloni in sedicesimo, la realtà non ha troppa importanza». 

 

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