Le famiglie si stanno indebitando, troppo?

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La recente polemica presa di posizione del Presidente Antitrust sulla ritardata operatività delle gratuita portabilità dei mutui non fa che sottolineare una questione che Crise aveva da tempo sollevato anche in città.

I dati sono inequivocabili: in tutta Italia e anche a Modena cresce costantemente l’indebitamento delle famiglie: mutui per la casa, credito al consumo (finalizzato ad es. ad auto o non finalizzato), uso di carte di credito, cessione del quinto dello stipendio, altre forme di finanziamento familiare vedono incrementi annuali a due cifre. Recentemente la CGIA di Mestre, il Sole 24 ore, la Banca d’Italia, hanno fatto stime e classifiche e Modena, così come l’Emilia Romagna sono ai primi posti.

Modena: indebitamento bancario (mutui casa, prestiti, credito al consumo) delle famiglie 18.350€ contro una media italiana di 14.800€ (all’11° posto nel paese, dietro Roma, Milano e Reggio Emilia, ma davanti a Bologna, Firenze, Venezia, Parma); il trend è notevole ma in linea con la media del paese: dal 2002 al 2007 Modena cresce del 71,2% contro una media nazionale di + 81,4%.

Un altro dato per la provincia di Modena: rispetto ad una percentuale di acquisti a rate dell’1,7% rilevato da una indagine della Provincia del 2004 si può stimare (dati Associazioni consumatori, Findomestic, Regione, Camera di Commercio) che nel 2006 tale percentuale sia pressoché raddoppiata (3%).

In Italia questi i dati (Assofin): credito al consumo primi 5 mesi 2007 + 13,1% dal 2003 al 2007 + 63% (mediamente del 16% all’anno); mutui immobiliari dal 2003 al 2007 +58% (mediamente del 15% all’anno, anche qui con un trend leggermente decrescente dal 2004). I mutui sono a durata sempre maggiore e con contratti sempre più a tasso fisso, visto il continuo aumento dei tassi. Le previsioni 2007 sono per un aumento ulteriore di tutte le forme di finanziamento familiare (circa del 10% con tendenza al ribasso). L’indice Credito alle famiglie/Pil passa dal 28,2% del 2004 al 31,9% del 2006.

L’Italia mostra il tasso più elevato di crescita dei flussi erogati di credito al consumo (percentuale più che doppia doppia rispetto a Media Eurofinas (15% rispetto a 6,1%) (fonte Assofin 2007). E’ in previsione una nuova normativa in materia di credito al consumo.

Il nostro paese è notoriamente propenso al risparmio e il ricorso all’indebitamento non è mai stato pari al livello di altri paesi più avanzati (Usa, Inghilterra, Spagna, Germania). Ma in quei paesi si stanno accorgendo che i crack famigliari crescono eccessivamente e quindi stanno correndo ai ripari. In Inghilterra le insolvenze legate ai mutui rilevati da Standard&Poor’s sono ormai a livelli insostenibili, le insolvenze sono cresciute nel solo primo trimestre 2007 del 5%. Negli Usa Moody’s ha lanciato l’allarme per le insolvenze relative alle carte di credito (che qui sono rimborsabili a rate). In Inghilterra si stanno moltiplicando allora corsi di benessere economico e cultura finanziaria per insegnare i rischi e i pericoli di indebitamento familiare. In Spagna la “Ley Concursal” cerca di proteggere le famiglie dai pericoli di questo tipo. In Italia, al contrario, si incentivano le forme di finanziamento a credito, consentendo ad esempio a precari e pensionati di “impegnare” il quinto dello stipendio e di ottenere il “prestito vitalizio ipotecario” (D.L. 203/2005).

In particolare i prestiti erogati per l’acquisto di abitazioni in Provincia di Modena sono cresciuti in sette anni (1998-2005, Osservatorio reg. sistema abitativo) del 65% (dato medio: da 795€ a 1314€) e ora sono molto superiori al dato nazionale (1314€ contro una media Italia di 841€). La consistenza dei prestiti cresce ad un ritmo di circa il 20% annuo. L’indebitamento pro-capite negli stessi sette anni è quadruplicato a Modena, giungendo ad un valore (oltre 4000€) quasi doppio della media nazionale (2643€).

 Il Cresme (Centro Ricerche Economiche e Sociali di Mercato per l’Edilizia e il Territorio) rileva che mentre dieci anni fa bastavano sette stipendi di una coppia per acquistare un appartamento (cinque vent’anni fa) oggi ne occorrono ben 9.

 

L’indebitamento delle famiglie italiane è praticamente raddoppiato negli ultimi anni. Molti prezzi vengono oggi espressi nella propaganda commerciale come rata mensile e non come cifra totale, allo scopo di spingere anche chi non se lo può permettere a decidere un acquisto cui fa fronte rinviando il debito al futuro e indebitandosi sempre più. È vero che ci sono paesi dove il rapporto tra debiti e reddito delle famiglie è ancora più alto, ma noi non siamo ancora abituati a risparmiare in funzione di mutui e debiti rateati e poi dobbiamo fare i conti con tassi di interesse che stanno continuamente crescendo e che aumenteranno l’ammontare delle rate di debito in futuro e le decisioni non potranno più essere cambiate. Prova ne è l’aumento deciso recentemente dalla Banca Centrale Europea del tasso d’interesse al 4% che prelude ad ulteriori rincari. Chi si è illuso di avere una ricchezza più elevata di quella che ha realmente, a causa dei passati bassi tassi di interesse e delle aspettative di riduzione del carico fiscale (mai effettuate), si troverà a mal partito.

Se a questo aggiungiamo i costi bancari che non calano nonostante le fusioni e le economie di scala realizzate dalle aziende di credito, come rilevato anche dal Governatore Draghi, allora la condizione delle famiglie meno abbienti potrebbe divenire davvero paradossale: meno potere d’acquisto e più debiti. Forse è il caso che la politica faccia il suo dovere: orientare, avvertire, incentivare una presa di coscienza del fenomeno e politiche di contenimento del peso del debito, sia pubblico che privato.

 

IN GIALLO DATI SU PROVINCIA DI MODENA

(Centro di Ricerche ed Indagini Sociali ed Economiche, Università di Modena e Reggio)

 

Il direttore

 

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