Le critiche del sindacato al Questore di Modena

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Noi siamo fermamente convinti che il sindacato ha da sempre svolto un ruolo importante per la crescita della Polizia di Stato, un ruolo che da parte del SILP è stato sempre improntato in un ottica propositiva e costruttiva verso la nostra Amministrazione e più in generale, verso la collettività, il tutto in linea con i compiti previsti dalla legge.

L’aumento generalizzato dei reati predatori nella nostra provincia, connessi ad un aumento della percezione di insicurezza dei cittadini non può lasciarci indifferenti. Ed anche alla luce delle recenti decisioni assunte dal Questore di Modena, Dr. GRAZIANO,  il SILP per la CGIL, non può non esternare le proprie valutazioni critiche per quanto sta accadendo in Questura a Modena e presso gli Uffici periferici.

Dall’arrivo del Dr. Elio GRAZIANO, ci saremmo aspettati, finalmente, una vera riorganizzazione degli uffici di Polizia che da tempo attendono una rivitalizzazione sia in termini numerici sia in un rinvigorimento nella gestione organizzativa ed operativa. Una riorganizzazione che, secondo noi doveva essere, capillare, metodica, trasparente e meritocratica. Il Questore aveva ed ha l’obbligo di ricercare le motivazioni che hanno ricondotto all’appiattimento di alcuni uffici, dove vige un sentimento di forte demotivazione, cercando di ridare nuovo impulso, al fine di far emergere quelle preziose risorse che sono importantissime per l’attività della Questura di Modena.

Ma a distanza di oltre 6 mesi dall’insediamento del Dr. GRAZIANO, senza ombra di smentita, dobbiamo ammettere che poco è stato fatto. E alla luce anche delle nuove movimentazioni di personale, ovvero l’assegnazione di un nuovo dirigente e di un nuovo coordinatore all’Ufficio Volante, si è dimostrato, che i principi invocati dal SILP, ovvero trasparenza e progettualità, sono messi letteralmente in un angolino per dar spazio a miopi opportunismi, frutto di “oscure logiche” che non aiutano a risolvere le problematiche.

A fare le spese di tali scelte è stato l’ex dirigente del predetto ufficio che, anche a seguito della nota vicenda giudiziaria, è stato relegato (come se fosse il capro espiatorio) ad altro incarico, sicuramente non premiante. Se è questo è il modo di condurre la Questura noi la contrasteremo con tutta la nostra forza.

La squadra volante, ovvero gli uomini che sono in prima linea nel combattere e prevenire i fenomeni delinquenziali, gravano in uno stato che potremmo definire “cronicamente emergenziale” sia per quanto riguarda l’organico (siamo passati da 91 operatori del 2003 a 78 nel 2007) sia per quanto riguarda gli automezzi a disposizione che risultano oltre modo obsoleti ed inidonei. 

Gli uffici amministrativi (dicasi Divisione Amministrativa ed Ufficio Immigrazione), ad un aumento dei carichi di lavoro, non hanno beneficiato di un’effettiva rivisitazione del numero degli appartenenti, tenuto conto anche delle ulteriori incombenze che necessariamente devono essere affrontati come i servizi di scorta e/o i servizi di Ordine pubblico. Incombenze e carenze di organico che poi ricadono inevitabilmente sull’utenza finale, ovvero sul cittadino, che lamenta ritardi inaccettabili nel rilascio di passaporti, permessi di soggiorno e licenze varie.

Senza poi parlare dei settori investigativi, dove, ancora oggi, ad esempio la Digos, continua ad essere considerata ufficio scorta (di personalità e non di sicurezza), sebbene la circolare del Ministero dell’Interno non lo preveda. Situazione che di fatto ingessa l’attività investigativa di quell’ufficio tenuto conto dell’esiguità di personale (circa 14 persone) che colà presta il proprio servizio. Lo stesso vale anche per la Squadra Mobile che lamenta una carenza di organico, come mai si era vista in quest’ultimi anni.

La situazione dei Commissariati periferici, vedasi principalmente Mirandola e Sassuolo, si presenta con gravi carenze logistiche e di organico, tanto da dover amaramente prendere atto che la garanzia di un puntuale ed efficiente controllo del territorio non può essere assicurata.

Sappiamo per certo che tanti dei problemi della Questura di Modena non sono imputabili direttamente all’attuale gestione del Questore Dottor GRAZIANO, ma non possiamo non evidenziare il fatto che in questi mesi lo stesso non abbia messo in atto iniziative, importanti, che potevano ridare quell’iniezione di fiducia che gli appartenenti alla Polizia di Stato si attendevano. Anzi le scelte adottate hanno prodotto l’effetto contrario. Non possiamo non dire che sono state assunte iniziative che interessavano il trattamento economico dei poliziotti senza poter avere preventivamente una corretta relazione con i sindacati circa le modalità ed i contenuti delle disposizioni che venivano emanate. Considerando che si va ad incidere economicamente in modo più sfavorevole per i poliziotti impiegati nei servizi fuori sede per l’accompagnamento di cittadini clandestini ( servizi che noi consideriamo tra i più disagiati).

Così come non possiamo tacere sull’indebolimento numerico portato avanti dal Questore presso la Zona TLC, ovvero l’ufficio demandato a rispondere alla chiamate che arrivano dal cittadino  alla Questura/Prefettura, senza procedere ad attivare quelle forme democratiche di confronto che sono alla base della nostra sopravvivenza. Il risultato che si è avuto è opposto a quello preventivato: oggi le attese per una riposta del centralino sono aumentate notevolmente.

Le problematiche evidenziate sono state più volte segnalate al Questore, senza peraltro trovare fattive risposte, creando in tal modo una profonda spaccatura tra il vertice della Questura (compresa una parte della Dirigenza) ed il sindacato. Spaccatura che si è concretizzata con dure prese di posizioni di altre sigle sindacali, con varie motivazioni ma che sono sintomo di una difficoltà oggettiva nelle relazioni sindacali.

Per questo motivo, è obiettivo del SILP per la CGIL., procedere ad effettuare un incontro tra tutte le sigle sindacali della Polizia di Stato modenese, al fine di costituire un fronte comune. Il tutto per indurre il Questore a confrontarsi con le OO.SS. della Polizia di Stato, ma anche avvalendosi dei migliori elementi della dirigenza della Questura, affinché si avvii ad un nuovo progetto di gestione ed organizzazione della Polizia di Stato modenese, al fine di ridare fiducia ad un ambiente demotivato e per garantire alla collettività il miglior servizio.

 

 Il Segretario Generale Provinciale

     

 

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