“Le Cricche”

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Il  Ministero delle Pari Opportunità preferisce affrontare tematiche di giustizia sociale ricorrendo al riconoscimento delle coppie di fatto e ai matrimoni tra gay. Concede corsie preferenziali di assistenza ai profughi a vario titolo, anche quello criminale gli italiani, in una classifica di serie “B” o “C”. lo si potrebbe definire Ministero delle Pari Diseguaglianze perché non esistono pari opportunità.

“Welfare”: qualcuno, da tempo, ha voluto scimmiottare termini anglo-sassoni per identificare un sistema sociale che in Italia ha sempre sofferto di garanzie da parte dello Stato, in veste politica. E’ solo scritto nella Costituzione, ma non si rispecchia nella realtà. Non a caso, sempre per scimmiottare un illusione riformista nel settore, molto ampio, che è lo spettro dell’intera società italiana, di recente, un Presidente del Consiglio non eletto dal popolo sovrano, recandosi più volte negli Stati Uniti d’America ed incontrando il primo cittadino degli Stati federali, ha voluto scimmiottare nel volere assicurare un riforma sul lavoro il termine “job act”. Esiste, poi, un Ministero delle Pari Opportunità, dove, di pari opportunità c’è ben poco, nella realtà del quotidiano corrente. Esistono, quindi, terminologie rapportate solo ad un linguaggio “moderno”, che  fa tendenza, non ha alcuna aderenza ai problemi reali di chi occupa un posto di lavoro e chi non lo occupa più per fallimento dell’ impresa. Costui ha poco da sperare per potere essere reintegrato nel sistema di occupazione perché, non solo, non è tutelato dai propri sindacati, che non servono a niente, perché non concertano nulla di positivo, a favore del lavoratore e del divenuto ex, ma quando finisce anche la cassa integrazione, strumento che si vorrebbe rapportare ai cosiddetti ammortizzatori sociali, finisce tutto, completamente. Rimane senza lavoro: raschia le terga sul selciato ed in molti casi, come si è potuto assistere con grande e spettacolare desolazione, si toglie dall’incomodo della vita. Tuttavia, il Ministero delle Pari Opportunità preferisce affrontare tematiche di giustizia sociale ricorrendo al riconoscimento delle coppie di fatto, ai matrimoni tra gay e quindi guardare chi, come in Gran Bretagna, per esempio, ha solo questo tipo di problemi e non la disoccupazione. Concede corsie preferenziali di assistenza ai profughi a vario titolo, anche quello criminale, collocando i residenti, gli italiani, in una classifica di serie “B” o “C”.  Io avrei inventato un Ministero delle Pari Diseguaglianze perché non esistono pari opportunità. I giovani hanno capito che sempre più non c’è spazio perché trovino un lavoro stabile e se lo trovano rischiano di lavorare fino ad ottant’anni, costretti a farsi delle pensioni integrative, oltre a posizioni assicurative, con i soldi dei genitori, forse, altrimenti andrebbero a dare il becchime ai piccioni sulle panchine dei giardini pubblici perché andrebbero a percepire pensioni da fame; mentre chi, governativo, di alta carica istituzionale o dirigente di Enti rilevanti dello Stato o Banche,  mantiene il primato di lauti stipendi, vitalizi e pensioni da capogiro. Però c’è qualcuno che invoca una sanatoria massimalista, per pochi, però, pensando che corrispondere una retribuzione per gli effettivi contributi versati aggiusterebbe il deficit della spesa pubblica da parte dell’ INPS, per esempio! Non avendo soldi, sempre qualcuno, sta pensando di assottigliare una pensione, togliendo o bloccando automatismi stipendiali di progressione economica da oltre 5 anni, con la scusa che è sempre pendente una “spending review”: non finisce mai, questa “spending review”, mentre chi arriva a completare una legislatura di cinque anni, in un modo o nell’altro, si porta a casa una pensione che fa paura al mondo intero. Non parliamo dei dipendenti, barbieri, uscieri, chi, insomma svolge un mestiere d’artigiano all’interno del Parlamento italiano o del Quirinale, in quei noti palazzi che, forse, per nomina concorsuale, ha uno stipendio fisso, a prescindere se svolge o meno l’attività professionale in cui è iscritto all’ Albo. In definitiva, è intoccabile; non viene additato da chi vorrebbe che la mannaia colpisse anche queste categorie. Chissà perché? Ecco allora che l’ Italia è tutta una cricca, tutta una serie di “lobbies”, di caste, dove ci sono, di fatto, categorie intoccabili, “protette”, mentre l’artigiano esterno, quello che lavora ancora nel privato, dopo avere versato oltre 40 anni di contributi, se gli va bene continua a lavorare perché non può andare a casa. In pensione avrebbe, sì e no, 500-700 euro al mese! Ma ecco che c’è sempre qualcuno che dice di volere adeguare le pensioni, togliendole da chi le dovrebbe percepire, applicando il sistema contributivo, pure, retroattivamente ed esclamando che al massimo 2.000 euro saranno pur sempre pensioni “d’oro”, mentre chi ha molto di più per effetto di un ruolo che ha assunto “molto importante” cos’ha? Una pensione di platino? Evviva l’equità!. Ma dov’è questa equità? Insomma, in corso d’opera chi è fortunato che ha un posto fisso, se non è un assenteista, deve starsene zitto, rischiando di subire continui rifacimenti di assetti ordinativi d’impianto economico, mentre chi svolge una professione rischia di arrangiarsi, non godendosi assolutamente nulla di dignitoso, andandosene in pensione. Chi, invece, non ha proprio un lavoro non è, certo, incoraggiato da un “Welfare”, che è di fatto tutto l’intero apparato politico che non funziona!

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