Le città sono destinate a cambiare e noi non possiamo che prenderne atto

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Proponiamo alcune considerazioni di una modenese DOC sul ruolo e le vitalità che oggi devono assumere le piazze del centro storico. Un tema di grande attualità che non registra ancora idee chiare e largamente condivise dalla città sul che fare.Sperimentiamo, proponiamo, critichiamo, ma per poi decidere e realizzare.

   


È vero, è così da sempre nonostante il voler “conservare” immagini, ricordi e luoghi, tutto muta sotto i nostri occhi.

È la legge che il tempo ci detta, passano le mode, si cambia prospettiva, varia l’idea dell’architettura, dell’intendere la città, del viverla.

Piazza XX Settembre è l’ennesimo esempio di Modena.

Scelta giusta o sbagliata che sia (solo ai posteri toccherà giudicare) questo “svuotare” la piazza dalle bancarelle storiche subito mi ha fatto sentire orfana di tanti ricordi.

È pur vero che le costruzioni imposte dal Comune erano assai lugubri, non rispecchiavano certo il calore ed il colore che aveva questo luogo dedito al commercio di abiti, bigiotteria ed altro. Il classico mercato settimanale presente sei giorni su sette, dove incontrare anche persone con cui fare due chiacchiere.

Ora è tutta vuota Piazza XX Settembre, ci sono alcuni negozi che sono stati occupati da qualche commerciante sfrattato dalla “baracca”, gli altri sono emigrati in Piazzale I Maggio e – a detta dei quotidiani – sembrano anche contenti: beati loro. Per me è abbastanza fuori zona per andare là per fare i miei acquisti, senza contare che il Piazzale è molto vicino al luogo dove si svolge anche il mercato settimanale.

Il Comune e l’assessore Pini stanno provando a riempire questo luogo con eventi culturali e sportivi, in effetti il luogo si presta, è piacevolmente in centro, riparato dalla folla che si concede una “vasca” o va in Piazza Grande per fare salotto, però siamo ancora in fase di rodaggio.

Sabato scorso, ad esempio, mi è capitato di passare per questa Piazza mentre andavo a fare la spesa al mercato coperto e ho visto che stavano preparando per il pomeriggio un evento sportivo. Incuriosita mi sono recata a vedere di cosa si trattava: uno spettacolo di ragazzi che praticano la pallacanestro con esibizione di cestisti acrobatici. Molto piacevole, pieno di ragazzini e genitori, spettatori pochini. Nota dolente: non è stato previsto di chiudere il luogo ai veicoli dei commercianti di Via Albinelli, ai mezzi di pulizia di Hera e a quelli dei residenti che in più occasioni hanno rischiato di investire passanti, curiosi e spettatori.

Inoltre, più persone si sono lamentate perché con un evento che richiama così tante persone i bagni pubblici sono insufficienti, i bar fanno capire che non sono felici di imprestare i loro locali e Sitta ci fa sapere che bisogna aspettare le “desiderate” dell’elvetico Botta per ritrovare il diurno in Piazza Mazzini.

Le città sono destinate a cambiare, ma certi uomini sembrano fatti con lo stampino: è così difficile fare le cose con un po’ di buon senso, senza dover per forza sottostare ai dictat della politica?

 

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