Le cicale italiane

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Qualche giorno fa leggevo su un quotidiano il grido di dolore di una cittadina modenese: “”Ho una pensione di 375 euro, sono costretta a lavorare””. Ho ripensato a tante altre grida che si rincorrevano in TV, del tipo “”non arrivo a fine mese”” oppure “” ditemi come si fa a vivere con un solo stipendio”” e ancora “”ho una pensione minima e debbo privarmi di tutto””. Adesso che Prodi è caduto si arriverà a fine mese?

I pensionati torneranno a sorridere?

Credo che a sorridere saranno gli stessi, le formiche, perchè per le cicale si prevedono tempi ancor peggiori. E speriamo non arrivino le locuste. Il nostro sistema destina alla spesa sociale il 25% del P.I.L. , due punti in meno della media UE ( Francia e Germania il 29%). Di quel 25% del PIL ne viene destinato alle pensioni il 72%, una anomalia tutta italiana perchè la Francia ne destina per le pensioni il 49%, la Germania il 50% ( la media europea è del 53 % ). Se le pensioni assorbono il 72% della spesa sociale di conseguenza le altre voci si spartiranno le briciole. Infatti ai disoccupati, alla sanità e alla famiglia viene riservato molto meno che nel resto d’Europa. I nonni, finora, sono stati i succedanei dello Stato. Ma questa è una Repubblica fondata sul lavoro (art.1), ed è il lavoro che forma, attraverso i versamenti contributivi, la pensione, non il bisogno di sbarcare il lunario da vecchi. Con il sistema retributivo le pensioni hanno regalato ai nostri nonni e genitori vite decorose, TFR da nababbi. Il sistema misto, retributivo e contributivo, oltra ad allungare il periodo di lavoro richiesto per la quiescenza lavorativa, assottiglierà sia TFR che pensione, fermo restando l’importo obbligatorio dei versamenti, costantemente aggiornati al rialzo per reggere il sistema basato sulla solidarietà generazionale. Il sistema contributivo puro ( quello che interessa i neo-lavoratori ) obbligherà gli stessi al ricorso di versamenti volontari per una pensione integrativa che, sommata alla misera pensione INPS che percepiranno, possa permettere loro di arrivare a fine mese senza impegnare la dentiera e le lenzuola. Dove andranno a prendere gli euro per i versamenti volontari, dati gli stipendi e il costo della vita , è ancora un’incognita. Ma veniamo alla pensionata con 375 euro al mese, costretta a lavorare. Come ha potuto “”meritarsi”” una miseria simile? Forse appartiene a quelle categorie che hanno versato ben poco all’INPS ( agricoltori, artigiani ), forse ha lavorato troppi anni in nero e non aveva sufficienti contributi, forse non ha lavorato affatto ( l’assegno sociale ammonta per il 2007 a 389 euro al mese per 13 mensilità ). La sua condizione è simile al cittadino che apre un conto corrente in Banca nell’età giovanile e poi non ci versa nulla o quasi: pensate che quando, anni dopo, andrà a bussare allo sportello di quella banca gli verseranno cifre superiori alla giacenza nel suo conto corrente? Non succederà, perchè la Banca è privata e gestisce soldi privati. Lo Stato, che è pubblico, gestisce soldi pubblici, di tutti noi, e li regala a chi gli pare, come nel caso della pensione sociale, oggi cambiata in “”assegno sociale””. Basta essere cittadini italiani, o equiparati, aver superato i 65 anni di età e non percepire alcun reddito o reddito inferiore ai limiti di legge ed il gioco è fatto, ti becchi i 389 euro per 13 mensilità, un totale di 5.062 euro l’anno. Non sarà la soluzione, ma per uno che non ha mai prodotto nulla è una bella elemosina che mamma INPS pesca dal calderone dei contributi ( degli altri ). Cittadini/e italiani o equiparati : chi sono gli equiparati con diritto all’assegno sociale? Sono gli abitanti di San Marino, i rifugiati politici, i cittadini di uno stato dell’UE residenti in Italia e …i cittadini extracomunitari inpossesso di carta di soggiorno. Nel mondo ci sono centinaia di milioni di persone che vivono con meno di due dollari al giorno, pari a 1,50 euro: se i loro anziani potessero ottenere lo status di rifugiato o la carta di soggiorno in Italia si ritroverebbero in tasca 14 euro al giorno che, tra la Caritas e gli aiuti comunali, gli resterebbero puliti per le spesucce, e non dovrebbero nemmeno lavorare come la signora modenese. Conviene non farne troppa pubblicità all’estero del nostro sistema sociale: le nostre frontiere sono come l’INPS, un colabrodo.

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