Le affinità elettive

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È raggiante Prissy, ed è inutile che vi dica il motivo. Cammina leggiadra per la casa e sfoggia, unitamente ad una nuova sgargiante vestaglia a fiori, un sorriso stereotipato e melenso che riserva a Renzo, quasi volesse lenire l’amaro sapore della sconfitta. E canta. Canta, con la sua voce in falsetto russo-jervolinista:

È primavera, svegliatevi bambine, alle Cascine messer Aprile fa il rubacuor …

(non me ne voglia Madonna Bice)

Renzo, dal canto suo, per non darle soddisfazione, non esprime malumore e mantiene un imperturbabile aplomb inglese, degno di Corrado Augias.

Talvolta, tuttavia, per non sentire la sua voce stridula, si ritira in bagno. È capitato anche l’altra mattina, a dire il vero non solo per sfuggire ai miagolii della consorte. Sulla mensola, in bella vista, un’edizione di qualche giorno prima del Corriere della Sera[1].

Lo coglie un moto di ripulsa, non tanto per il quotidiano più indipendente d’Italia, quanto perché nel locale si percepisce un delicato, ma inconfondibile olezzo di fogna. Si sbriga in fretta, suo malgrado, e torna in salotto, .

Ieri mattina, più o meno alla medesima ora, si ripete il fatto. L’effluvio è però più marcato. Quando ritorna in salotto, si rivolge a Prissy:

          Prissy, in bagno ci deve essere un problema: da qualche giorno si sente un odore sgradevole. Insomma c‘è puzza di fogna.

          Come sei sempre esagerato …

          Esagerato? Si fatica a respirare! Anche con la finestra aperta. E poi non mi va di stare con la finestra aperta. – Pausa – Scusa, in che senso “esagerato”?

Lo aveva infatti improvvisamente colto il dubbio che non si trattasse di un “incidente”, bensì di “qualcosa” di preordinato.

          Non hai letto il Corriere? Te l’ho lasciato apposta. – Ribatte con voce melliflua Prissy.

Prissy, da quando il Direttore del quotidiano più indipendente d’Italia aveva scritto un certo articolo, alternava l’acquisto con quello di Repubblica, suo breviario prediletto dagli anni Settanta.

          Sai bene che l’uso migliore che ne faccio è quello di incartare gli ortaggi al mercato. Che cosa avrei dovuto leggere?

          C’è un articolo interessantissimo di Giovanna Cavalli. Lo trovi a pagina 26.

          Non ho nessuna voglia di leggerlo. Di che parla?

Prevedendo la reazione di Renzo, Prissy è già di ritorno con il giornale ed inizia a leggere, scandendo con voce sussiegosa:

          Per la pipì basta mezzo secchio, tre litri. Per il resto, doppia secchiata e via. … Ma il problema esiste, ad ogni scarico si buttano via dai 20 ai 50 litri

Renzo rimane senza parole per un attimo, sorpreso dalla sortita di Prissy. Poi riesce a malapena a chiedere:

          E allora?

          L’acqua dello sciacquone del wc va cen-tel-li-na-ta. Per esempio, potremmo accordarci e darci il turno: solo il secondo tira l’acqua.

Renzo sempre più sbigottito, la guarda incredulo, ma Prissy prosegue imperterrita, parafrasando e commentando l’articolo.

          La regola no-scarico andrebbe spiegata e richiesta pure agli ospiti …

          M a certo, non ci avevo pensato! – interloquisce Renzo, con un velo di sarcasmo.

          Per facilitare le operazioni ed evitare di tenere un secchio d’acqua in bagno da far durare tutta la giornata, ho fissato un pesetto al galleggiante della cassetta che così ricarica a metà.

          Che cos’hai fatto??

          Ho messo un pesetto al braccio del galleggiante. E poi laviamoci di meno. C’è gente che si fa il bagno ogni giorno sprecando cento litri di acqua saponata che inquinano i fiumi. Io, d’ora in avanti, me lo farò una volta alla settimana, il sabato, nella vasca piccola e con poca acqua, senza schiuma.Non siamo così sporchi, anzi più uno si lava e più attiva certi processi di reazione della pelle. Il cavallo mica si fa il bagno eppure profuma di petunia.

          Certo. È veramente una buona idea. E poi fra poco sarà estate: chissà che meraviglia …

          Risparmia la tua ironia. Hanno chiesto all’intervistato: «Si avvicina l’estate, la stagione più olfattivamente temuta, e lei consiglia di tagliare sulle docce? – Una al giorno è esagerata, basta ogni tre. Poi certo bisogna lavarsi a pezzi: piedi, parti delicate e ascelle, strofinando dove serve. Sono pulitissimo, nessuno mi ha mai detto che puzzo, spero non l’ abbiano fatto per educazione.»

          Veramente interessante, Prissy.

          Aspetta, c’è dell’altro. Le camicie, ad esempio: «Perché cambiarle ogni giorno, solo per una ombreggiatura del collo? Io lo faccio ogni due. Ed era meglio quando si staccavano colletti e polsini: per un kilowatt di lavatrice si brucia un bicchiere di petrolio». Lenzuola: «Le togliamo ogni 2 settimane.»

          Penso possa bastare, Prissy. Posso sapere chi è l’intervistato?

          In realtà sono due: Fulco Pratesi e Ken Livingstone.

          E chi è Ken Livingstone?

Prissy, gonfiando il petto, raggiante, e con voce ancora più impostata:

          Il sindaco di Londra.

          Perfetto. Sono entrambi dotati di affinità elettive.

          In che senso sono entrambi dotati di affinità elettive? Avranno reciprocamente affinità elettive.

          Non solo, Prissy, non solo. Sono anche dotati di affinità elettive con altri prodotti organici da loro stessi generati. Togli quel pesetto, per favore.

 

E poi, fra sé e sé: poveri londinesi.

 
P.S.: Le parti incorsivo riportano fedelmente il testo dell’articolo.


[1] Per l’esattezza si tratta dell’edizione del 4 maggio 2006.

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